22 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2021 alle 16:57:00

Cronaca News

Un tavolo per le cozze. Incontro in Prefettura

Cozze
Cozze

Salvare la produzione delle cozze tarantine e rilanciare la mitilicoltura partendo dalle bonifiche del Mar Piccolo. Di questo si è parlato in un incontro convocato dal prefetto Demetrio Martino al quale hanno partecipato le diverse organizzazioni di categoria intorno alle quali sono riuniti i mitilicoltori. Non poteva che essere un incontro interlocutorio, non solo per la complessità dei temi sul tavolo ma anche perché il prefetto Martino è a fine mandato.

Proprio il prefetto ha comunque indicato un percorso per la questione delle bonifiche, che riguardano il primo seno del Mar Piccolo: dirottare i 20 milioni di euro previsti dal Contratto Istituzionale di Sviluppo per progetti di monitoraggio insieme agli altri 40 milioni già destinati alle bonifiche. Con 60 milioni si potrebbe avviare un processo di bonifica intervenendo sulle aree oggi più fragili secondo i dati di Asl e Arpa. Si tratterebbe, quindi, di riprogrammare gli interventi del Contratto Istituzionale di Sviluppo. Ma dal tavolo della prefettura è emersa anche la necessità che le diverse organizzazioni di mitilicoltori facciano sistema per raggiungere l’obiettivo comune di attivare un consorzio di tutela della cozza tarantina. Un prodotto oggi controllatissimo sotto il profilo sanitario ma che quest’anno ha dovuto fare i conto con il caldo e con l’invasione delle cozze greche, importate in Mar Grande e poi vendute come tarantine.

«Abbiamo dalla nostra parte – spiega Luciano Carriero della Confcommercio – la storia e la bontà del nostro prodotto. Intorno alla produzione della cozza tarantina vivono circa mille famiglie, ecco perché abbiamo necessità di tutelarci con un marchio Dop. A questo stiamo cercando di lavorare, come per attivare il presidio slow food. In attesa delle bonifiche chiediamo che venga preservato l’esistente, cioè la produzione del secondo seno del Mar Piccolo, specchio d’acqua oggi di qualità decisamente superiore rispetto ad una ventina d’anni fa, quando venivano scaricati i liquami dei paesi nei dintorni».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche