22 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2021 alle 17:59:00

foto di Divina Misericordia
Divina Misericordia

“Il mistero del dipinto più venerato al mondo: il quadro della Divina Misericordia”. Ne parlerà domani, venerdì sera, 8 ottobre, alle ore 19.30 in Concattedrale il noto scrittore David Murgia, collega di Tv2000, l’emittente televisiva ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana, che ripercorrerà la storia intricata, inedita e avvincente nonché i segreti del vero dipinto del Volto miracoloso che ha dato vita a un culto praticato da milioni di persone.

L’immagine fu fatta realizzare dalla santa mistica polacca Faustina Kowalska (1905-1938), canonizzata nel 2000 da papa Giovanni Paolo II e venerata in tutto il mondo come l’Apostola della Divina Misericordia. Dalla Polonia alla Lituania passando per la Bielorussia, le vicende di questo dipinto, come in una sorta di reportage, si snodano in un vero e proprio thriller internazionale sullo sfondo dell’avanzata nazista e dell’invasione sovietica. Lo scrittore racconterà il viaggio straordinario di questa sacra immagine miracolosamente salvata da alcuni sacerdoti e, soprattutto, da un manipolo di donne coraggiose che l’hanno nascosta, rubata, comprata e riscattata, a beneficio dei fedeli e dell’umanità. Il tutto ebbe inizio nel 1931 a Vilnius (allora in Polonia e oggi capitale della Lituania) con la richiesta di Gesù a suor Faustina Kowalska di essere ritratto così come le appariva, promettendo protezione celeste a chi ne avrebbe venerato l’icona, col titolo di “Divina Misericordia”.

Dietro parere del suo confessore, la religiosa affidò l’incarico a un artista, ateo, che dopo alcuni mesi portò a termine l’opera, realizzata con la sua supervisione. Con la partenza della suora per Cracovia,il dipinto restò a Vilnius, esposto nella chiesa del Santo Spirito. Con l’invasione russa, fu decretato l’ateismo di Stato e le chiese furono trasformate in magazzini, così come quella dove si trovava la Divina Misericordia, che, per essere preservata dalla sicura distruzione, fu acquistata da alcune devote (al prezzo di… una bottiglia di vodka) e nascosta in una soffitta. Le pie donne furono però arrestate e deportate in Siberia, rimanendovi per circa dieci anni. Tutto questo, mentre un altro pittore, avendo ascoltato il racconto della prodigiosa immagine, ne dipinse a memoria una copia, a lungo scambiata per quella fatta realizzare da suor Faustina. Al loro ritorno, le donne affidarono l’icona al parroco della chiesa di San Michele, che la portò al sicuro (ma per poco) in Bielorussia, a Nova Ruda, molto venerata fino all’arrivo, anche lì, del comunismo. Giunti per devastare il luogo di culto, i soldati trovarono il dipinto troppo in alto per raggiungerlo, così da lasciarlo al suo posto, dove rimase per trent’anni, dimenticato dai comunisti ma non dai fedeli che ne riservarono intensa venerazione.

Con mezzi di fortuna, il nuovo parroco staccò dalla parete l’icona per riportarla a Vilnius mediante (anche qui) alcune donne, mentre a Nova Ruda ne rimase una copia. Tutto questo, fino alla caduta del comunismo, con la successiva nascita del santuario della Divina Misericordia e il riconoscimento del culto da parte di Giovanni Paolo II. Da questa vicenda (fin qui raccontata in modo succinto) David Murgia ha realizzato un documentario mandato in onda su TV2000 e un libro per le Edizioni Ares dal titolo “Suor Faustina e il Volto di Gesù Misericordioso” con la prefazione di Paolo Ruffini, attuale Prefetto per la Comunicazione della Santa Sede. Durante l’incontro (che si svolgerà nel rispetto di tutte le normative anti Covid-19) sarà esposta in chiesa l’immagine autenticata del vero Volto proveniente da Vilnius.

Angelo Diofano

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