16 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Ottobre 2021 alle 16:30:00

foto di Le associazioni in corteo (Foto di archivio)
Le associazioni in corteo (Foto di archivio)

Giustizia per Taranto e Legamjonici hanno presentato all’Alto commissariato delle Nazioni unite una denuncia sull’inquinamento provocato dall’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia. «Dopo la sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani (del 24 gennaio 2019) che ha condannato l’Italia per violazione del diritto alla salute dei cittadini di Taranto, lo Stato italiano – è la denuncia delle due associazioni – non ha ancora messo in atto azioni concrete a tutela della salute pubblica. Sull’operato del Governo italiano vigila il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa che, ancora oggi, attende azioni efficaci in rispetto della sentenza Cedu».

Le due associazioni evidenziano che «il 22 settembre 2021 l’Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato le nuove linee guida sulla qualità dell’aria, per la prima volta rivolte a tutti i Paesi del mondo, con l’obiettivo di fornire parametri uniformi e molto più stringenti degli standard nazionali in particolare per inquinanti pericolosi come Pm2,5 e Pm10, per i quali, in realtà, non esistono limiti al di sotto dei quali – sostengono Giustizia per Taranto e Legamjonici- si possono escludere effetti sulla salute».

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