22 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2021 alle 18:53:00

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I borsisti e il Convegno sulla Magna Grecia

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I borsisti e il Convegno sulla Magna Grecia

Una delle intuizioni vincenti di Attilio Stazio (l’allora giovanissimo direttore del Museo archeologico nazionale di Napoli, scelto come segretario generale dei Convegni Magna Grecia fin dalla prima edizione, che si tenne nel 1961), insieme con quella dell’interdisciplinarietà, condivisa con Carlo Belli (l’ideatore dei Convegni), e con l’attenzione, all’epoca tutt’altro che usuale o scontata, per le popolazioni cosiddette “indigene” (che poi indigene non erano), comunque non greche, fu il coinvolgimento dei giovani. Grazie ad assegni di studio sottoscritti da enti, imprese, associazioni e singoli, un cospicuo numero di laureandi o neolaureati in discipline antichistiche ebbe modo, ogni anno da allora (ed abbiamo superato ormai non poco le tremila persone), di venire a Taranto per seguire i lavori ed incontrare di persona i massimi esperti di archeologia e storia del mondo greco ed italico, non solo di colonizzazione greca, Mediterraneo antico, Magna Grecia… Un imprinting formidabile.

Molti di quei ragazzi al Convegno ci sono tornati da relatori. Nel mondo, quasi tutti coloro che si occupano di Mediterraneo antico e colonizzazione greca, ma anche di popolazioni italiche, sia in Università che in istituti di ricerca o strutture di tutela del patrimonio equivalenti alle nostre Soprintendenze, sono stati a Taranto da borsisti. Ed anche oggi, coi lavori trasmessi in streaming e gli Atti disponibili anche su poco ingombranti cd-rom, la partecipazione in presenza consente tutt’altra attenzione, oltre a consentire incontri e scambi di opinioni con i grande dell’archeologia (ma anche fra i giovani studiosi stessi). Negli anni, purtroppo, il contributo di enti territoriali, associazionismo, imprenditoria, si è fortemente ridotto. Le grandi imprese, pubbliche, para-pubbliche o private, che insistono sul territorio, per esempio, o le grandi banche che rastrellano depositi a Taranto ma finanziano semmai iniziative culturali nei centri ove hanno sede, latitano totalmente (giusto per fare un esempio: Eni ha uno stabilimento a Marghera, praticamente Venezia; bene, a Venezia c’è una sede della Fondazione Eni Enrico Mattei, che si occupa di eventi e ricerche e divulgazione scientifica nell’ambito dello sviluppo sostenibile; e a Venezia Eni è partner istituzionale della Fondazione Musei Civici di Venezia che raggruppa 11 strutture museali; ha recentemente cofinanziato una mostra su Pittori veneziani e fiamminghi; è co-fondatore e finanziatore della Fondazione Venezia capitale mondiale della sostenibilità; sostiene finanziariamente il Premio letterario Campiello; eccetera, eccetera… a Taranto, dove Eni possiede una colossale raffineria e gestisce il pontile petroli del porto, non investe neanche 250 euro per consentire ad un giovane studioso di partecipare ad uno dei più longevi, prestigiosi, ininterrotti convegni mondiali di archeologia).

Riescono meritoriamente a supplire (ma anche loro stanno riducendo le sottoscrizioni) associazioni culturali e club service. Quest’anno invece il Comune di Taranto, oltre alla sottoscrizione del protocollo d’intesa, ha dato un contributo non indifferente anche per gli assegni di studio. In questa sessantesima edizione i borsisti sono stati poco più di 30: tutti provenienti da Atenei italiani, perché in estate, quando bisognava partecipare al bando, le limitazioni agli spostamenti internazionali dovute alla pandemia (col rischio anche di un annullamento del Convegno stesso, come avvenuto per l’edizione saltata del 2020) scoraggiavano la partecipazione estera. Gli assegni di studio sono stati sottoscritti da Comune di Taranto, Confindustria Taranto, Banca di Taranto, Fondazione Oro6, Amici dei Musei Taranto, Associazione italiana di cultura classica Taranto, Associazione Amici del Castello aragonese, Associazione Marco Motolese, Casa dello Scaffale, Erredi Consulenze Amministrative, e da alcuni club service, coi Lions in evidenza: Lions club Taranto Host; Poseidon; Aragonese; Due Mari; Grottaglie; Lions club Puglia dei patrimoni e dei cittadini; Leo club Taranto; nonché, a titolo personale, un past president Lions; e ancora, il Rotary club Taranto Magna Grecia. Anche in questo caso, si poteva fare di più, come in alcuni anni è stato fatto. Vale come invito a sottoscrivere, per tempo, in vista del Convegno 2022.

Giuseppe Mazzarino

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