24 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Ottobre 2021 alle 18:30:58

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«È un Taranto che sa sorprendere Obiettivo? Salvezza»

foto di Francesco Montervino, direttore sportivo del Taranto
Francesco Montervino, direttore sportivo del Taranto

Il rito d’iniziazione funziona ed affascina. Il Taranto ha intrapreso il viaggio, reale ed onirico, nel ritrovato mondo del professionismo, e la sua genesi è rintracciata in una cultura del progetto che appare finalmente indovinata, meditata, osmosi di studio ed intuizione, di vocazione e di identità. Demiurgo orgoglioso è Francesco Montervino: la sua antologia di selezioni, di contatti, di negoziati, di scommesse e di certezze è stata essenziale e propedeutica non solo alla conquista della promozione, ma anche all’allestimento dell’organico eterogeneo e competitivo che sta meravigliando in questa prima porzione di campionato.

“Il percorso iniziato dal Taranto in un’altra categoria per tanti può essere una sorpresa, per me non lo è, perché monitoro quotidianamente il lavoro dei ragazzi, coordinati da uno staff tecnico fenomenale, intenzionale, meticoloso- esordisce il direttore sportivo rossoblu- Ero convinto che avremmo ottenuto risultati positivi, anzi: forse qualche punticino ci manca pure. Però bisogna essere onesti e pensare che forse nessuno, a parte noi che viviamo tutti i giorni nello spogliatoio ed assistiamo agli allenamenti, avrebbe pensato che si facesse così bene sin da subito. Con la speranza che si possa quanto prima raggiungere l’obiettivo stagionale”.

Assicurare la permanenza in serie C, appunto. Prematura o avveniristica l’attuale euforia che permea la piazza? “E’ giusto che i tifosi siano entusiasti, però noi conosciamo il tipo di difficoltà che arriveranno- catechizza Montervino, fedele al paradigma dell’umiltà e dell’ambizione- Non possiamo azzardare chiacchiere che possano nuocere ai ragazzi. Ho costruito una squadra che possa raggiungere la salvezza con tranquillità, auspicando che accada senza destabilizzazioni. A traguardo ottenuto, si potrà anche pensare ad un cambio di obiettivo”. Sempre in prima linea: Francesco Montervino sta recitando un ruolo di responsabilità, punto di riferimento della dirigenza.

“Non amo parlare tanto. Lo faccio esclusivamente quando la squadra perde o pareggia; quando vince, offro la visibilità ai giocatori ed al mister, coloro che meritano il palcoscenico più importante- confida- Il presidente Massimo Giove non si espone, da un parte per una questione scaramantica, dall’altra perché abbiamo concordato di attuare questo tipo di comunicazione. Sono il responsabile sportivo ed ho costruito l’organico condividendo col presidente le strategie economiche, con l’allenatore i piani tattici. Siamo un gruppo ben assortito, che si rispetta, che lavora molto bene in armonia”. Sinergia e dialogo: “Il maggior azionista è al corrente di movimenti ed interventi necessari- ribadisce Montervino- Pe me, un presidente è una figura quasi mitologica, che si deve manifestare poco e, quando accade, inviare un segnale forte Dall’anno scorso, lui sta agendo così, le cose vanno bene e ne è soddisfatto. Credo che si continuerà su questa linea”.

In alcune circostanze, la voce del padrone è fondamentale: Francesco Montervino ha elogiato la tifoseria ritornata sugli spalti, ma le sanzioni monetarie reiterate rischiano di trasformarsi in una severa spada di Damocle. “Non mi va di fare appelli. Questa è una società che, con difficoltà e fatica, l’anno scorso ha vinto un campionato straordinario ed ha riportato il Taranto dove merita- commenta il direttore- Il presidente Giove sta replicando tanti sacrifici per condurre una stagione con esiti importanti. Chi fa prendere multe al Taranto lo fa con la sua mentalità: non sono d’accordo, ma confido nell’atteggiamento maturo della tifoseria. E’ normale che a noi dispiaccia pagare ammende ogni domenica: è un peccato regalare questi soldi alla Lega, quando potremmo preservarli per un perfezionamento interno. Mi auguro di non dover assistere più a situazioni che mettano il Taranto in difficoltà economiche”.

Francesco Montervino è il Pigmalione di una compagine modellata secondo i canoni dell’esperienza e della freschezza, dell’estetica e del pragmatismo. Giuseppe Laterza è la personificazione dello stratega ideale: meritocrazia, occasioni dispensate a tutti i suoi allievi, rotazione degli effettivi sul campo, ideologia coerente e metamorfosi intelligenti. “Mister Laterza è una persona già estremamente preparata: il corso di Coverciano gli sarà utile per imparare nuove nozioni, per tessere rapporti, ma non influirà su una formazione già raffinata e completa. E’ un passaggio di curriculum- sorride il direttore sportivo- Le scelte effettuate sono prettamente sue: mi fa piacere che le condivida con me alla vigilia di ogni partita. Il confronto è costante: io posso essere solo colui che “gli mette la pulce nell’orecchio” quando magari opta per qualcosa di particolare: cerco sempre di insinuagli il dubbio, perché lui possa essere certo delle sue decisioni”. E’ particolarmente fiero della selezione dei suoi under e non lo nasconde, l’ex capitano del Napoli: “Credi che a Taranto non si siano ancora ammirate le vere qualità di tanti giocatori: Italeng, Ghisleni, Tomassini su tutti: Non dimenticherei Cannavaro, che è il più giovane e possiede doti interessanti. Oppure Granata, difensore centrale di prospettiva-ammette- Secondo me, sarebbero titolari ovunque: Tomassini si è ritagliato uno spazio interessante, Labriola è sugli scudi, gli altri stanno un po’ soffrendo, ma sono di primo livello”.

“Bisogna essere bravi a dare spazio a questi ragazzi, a non bruciarli: Taranto è una piazza particolare, se fai bene subito ti amano all’istante, se stecchi una partita, la gente mugugna- allude a certi scetticismi- Spesso affiorano critiche insignificanti, forse “per partito preso”: Chiorra adesso è uno dei migliori portieri, terzo clean sheet di fila, miglior difesa del Taranto, qualche merito ce l’avrà sicuramente”. Un tributo ai professionisti che hanno accolto la missione ionica: “Mi dedico alla visione di partite costantemente: ho studiato Bellocq nel campionato greco dal febbraio scorso, ma è stato proibitivo ingaggiarlo nel dilettantismo. E’ stato inserito a ritiro iniziato: Franco si sta togliendo le prime soddisfazioni. I vari Giovinco, Riccardi, Benassai, Saraniti sono giocatori affermati: mi aspetto ancora tanto da loro, credo possano veramente farci divertire”. Cosa custodire e cosa potenziare del Taranto del prologo del torneo? “Ci sta mancando la capacità di fare gol sempre: dobbiamo arrivare al tiro in area piccola con più concretezza, con più volontà, è l’aspetto che si può migliorarechiosa Montervino- Lodo il cinismo, l’impatto equilibrato, a tratti devastante. Abbiamo uno slot vuoto: ci stiamo guardando intorno, per capire dove migliorare, senza alterare equilibrio e modulo. Sarà una scelta meticolosa”.

Alessandra Carpino

 

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