22 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2021 alle 16:57:00

Cronaca News

Una filiera certificata per il futuro delle cozze

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Un momento del convegno sulla mitilicoltura

Importante convegno tematico venerdì mattina presso la sede della Confcommercio in viale Magna Grecia. “La mitilicoltura a Taranto: storia, tutela e sviluppi possibili” il titolo dell’incontro organizzato da Confcommercio, Coop Alleanza 3.0 e l’Istituto Alberghiero IPSSEOA Mediterraneo di Pulsano che ha inteso fare il punto sulla situazione del comparto unendo operatori del settore e attori istituzionali. La categoria dei mitilicoltori è stata pesantemente colpita nel 2011 dal problema della diossina e dei pcb, restando dimezzata nella sua forza lavoro. Dopo trent’anni condotti in forma individuale nel completo abbandono da parte delle istituzioni, gli operatori vengono oggi a chiedere aiuto proprio a queste ultime che sono ben consapevoli della centralità di tutta la filiera per l’economia jonica. In apertura i saluti del presidente di Confcommercio Leonardo Giangrande che ha sottolineato l’importanza di recuperare nel settore la legalità, premessa necessaria per impostare le linee future per il recupero della qualità e del posizionamento del prodotto.

In passato infatti ha sottolineato che molti operatori per il fatto di non essere inquadrati legalmente come impresa non hanno potuto accedere ai finanziamenti di sostegno alla categoria. Mina Marangi, presidente del Consiglio di Zona Soci Taranto di Coop Alleanza 3.0 ha evidenziato come la cooperativa sia al fianco di queste iniziative perchè in linea con l’impegno di Coop Alleanza 3.0 nella tutela dell’ambiente e piú in generale con gli obiettivi dell’agenda ONU. A seguire poi Enzo Risolvo, storico e cultore delle tradizioni tarantine, in una relazione alquanto dettagliata ha ricordato le origini storiche della mitilicoltura tarantina e quanto queste siano intimamente legate al tessuto sociale della città, ma anche a quello idrografico, fatto di fiumi che sfociano in mare e citri che lo rendono unico nella sua biodiversità. Quanto al lato istituzionale hanno preso la parola il Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci che ha subito chiarito come “non si puó vivere di sogni e sentimenti ma occorre fare un salto di qualità per entrare in una fase nuova, sia per il settore che va professionalizzato, che a livello istituzionale con Comune e Regione che devono fare la loro parte. Non si può camminare da soli – ha continuato Melucci – né pensare di stare fuori dalla legalità, bisogna impostare una filiera certificata per un futuro qualificato nel segno di uno sviluppo sostenibile alternativo alla monocoltura dell’acciaio.

Un braccio teso da parte del Comune insomma sostenuto anche da Fabrizio Manzulli, Assessore al Marketing territoriale che ha pure sottolineato come sia questo il momento in cui il produttore deve trasformarsi in imprenditore con l’aiuto delle istituzioni. In questo processo il Comune di Taranto è giá parte attiva con un articolato piano che vede la cessione di retine biologiche in forma gratuita, l’individuazione di aree alternative a quelle oggetto di surriscaldamento e di disciplinari per rendere “l’oro nero” di Taranto, un prodotto slow food. Mario Imperatrice, biologo responsabile regionale settore ittico Unicoop ha spiagato invece l’importanza di individuare una strategia marina che stabilisca ciò che il territorio può sopportare, non è possibile infatti affiancare in promiscuità piscicoltura e mitilicoltura o introdurre in questo ecosistema un prodotto proveniente da altre zone. Per questo è necessario un interlocutore di confronto e un tavolo permanente che valuti le migliori strategie oggi attuabili per consentire agli operatori di lavorare al meglio in attesa delle bonifiche. Luciano Carriero, Presidente di Mitilicoltori ha ricordato come dal 2011 il settore abbia subito dei colpi durissimi, prima la diossina, poi l’asfissia da surriscaldamento, che hanno ridotto da 1200 a 600 gli operatori. Per questo è oggi necessario aiutare e incentivare le nuove generazioni, dandogli una dignità. La produzione 2021 è ormai persa – ha detto Carriero – ora stiamo puntanto su quella del 2022.

Il seme per i primi cinque mesi resta, fino al 28 febbraio cresce nel primo seno del Mar Piccolo, dopo va nel secondo seno fino al 14º mese prima di essere commercializzato. Al termine ha tratto le conclusioni Donato Pentassuglia Assessore alle Politiche Agroalimentari della Regione Puglia che ha tracciato il futuro del comparto nel solco della legalità e della sostenibilità ambientale. La Puglia è la regione di Italia con maggior biodiversità, elemento da preservare, ma è anche vero che molti bandi sono andati addirittura deserti per mancanza di organizzazioni strutturate, o comunque riconosciute che ne facessero richiesta. Taranto è area SIN (Sito di interesse Nazionale). Nel primo trimestre del 2022 usciranno i nuovi bandi, si spera con esiti diversi. L’Assessorato alle Politiche Agroalimentari della Regione Puglia – ha detto Pentassuglia – si muove nei tavoli di confronto sempre ascoltanto le competenze di Arpa, Ispra, ASL, Università e CNR, ognuno nelle sue competenze perchè alla politica va il coordinamento delle azioni nel solco della legalità e della ecosostenibilità.

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