22 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2021 alle 17:59:00

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Jessica, una cavalcata lunga 4 mesi. Un viaggio nella grande bellezza

foto di Jessica Riviera - foto Francesco Manfuso
Jessica Riviera - foto Francesco Manfuso

La pandemia ha sicuramente cambiato modalità e preferenze di viaggio. Ma c’è chi ha fatto scelte davvero radicali, decidendo di percorrere in lungo e in largo il Belpaese in sella ad un cavallo. Una sorta di Giro d’Italia cominciato a Vittorio Veneto, in provincia di Treviso e che pian piano è arrivato sino a Taranto. Protagonista di questa cavalcata è una 33enne, nata proprio tra le valli e i monti dove si concluse la prima Guerra Mondiale e che superata la tappa jonica proseguirà attraverso la Calabria, la Campania e poi sù fino a tornare sui pascoli del suolo natale seguendo il versante tirrenico.

Jessica Riviera aveva un sogno: scoprire le bellezze dell’Italia guardandole da una prospettiva diversa. In sella ad un cavallo (in realtà sono due, Fati e Lenik che si alternano ogni quaranta giorni), ma gli studi prima e il lavoro poi le avevano sempre impedito di provarci. Poi è arrivata la pandemia a scombinarle la vita, facendole perdere il lavoro di agente assicurativo svolto per 13 anni. Ed allora è scoccata la scintilla: perché non mettersi in viaggio con i suoi adorati cavalli e con un sacco a pelo che potesse farle da giaciglio per la notte?

E così, quattro mesi fa, il 24 maggio (altro casuale riferimento alla Grande Guerra, il giorno in cui nel 1915 “il Piave mormorava”) è cominciata l’avventura. Percorrendo il versante dell’entroterra Adriatico, ha scoperto borghi antichi, masserie, aziende agricole, fatti di gente autentica. Accogliente. Ospitale. Ha attraversato Friuli, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo Molise e Basilicata, poi è tornata in Puglia dove è rimasta incantata dalla Valle d’Itria e dal Tarantino.

«Sono partita da casa – racconta Jessica – con una domanda in testa: esistono ancora persone buone? Una domanda che mi sono fatta a causa di alcune brutte esperienze che ho vissuto. Ebbene, sì. Le persone buone esistono, sono un po’ nascoste. Ma esistono e sono tante».

E di persone genuine ne ha incontrate moltissime in questi lunghi mesi a cavallo. Persone che le hanno generosamente aperto le porte delle loro aziende agricole e delle loro masserie offrendole ospitalità e riparo per la notte e l’acqua per rifocillare il cavallo. Ora è già tempo di rimontare in sella, il viaggio continua. Fino alla prossima valle.

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