22 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2021 alle 16:57:00

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La performance teatrale “L’innominata... chiamatemi per nome”

Quando si parla di violenza di genere spesso si rimane sul generico e più spesso sul teorico. “L’innominata… chiamatemi per nome” è invece il titolo della performance conclusiva del laboratorio teatrale “omaggio” alle donne vittime di violenza e di stereotipi che domenica sera l’associazione Ethtra Accademia Sociale, in sinergia con le donne del Teatro Crest ed il supporto di Coop Alleanza 3.0, hanno messo in scena sul palcoscenico del TaTà.

L’Associazione Ethra Accademia Sociale è attiva da oltre tredici anni sul territorio di Taranto con i servizi dello sportello anti-violenza, di ascolto oltre a consulenze legali e psicologiche. Dal 2009 ha cominciato a ricorre al teatro sociale sia per sensibilizzare su questo tema, ma anche per aiutare le donne che prendono parte in prima persona agli spettacoli come protagoniste, ad autorealizzarsi e ad uscire dal ciclo della violenza. Una serata dedicata al valore delle donna come essere umano, irripetibile nella sua unicità è stato il focus della performance che ha dato voce a chi voce non ce l’ha. Un’idea fortemente condivisa e supportata da Coop Alleanza 3.0 che ha creduto da subito in questo progetto che da concretezza alle politiche sociali messe in atto dalla cooperativa nel perseguimento del quinto obiettivo dell’agenda ONU per il 2030 che è la parità di genere. Sulla scena più di dieci donne, alcune tra quelle seguite dall’associazione Ethtra Accademia Sociale, altre operatrici, che insieme si sono raccontate soffermandosi sui percorsi da esplorare di ciascuna, per comprenderne la straordinaria unicità, rielaborando i propri vissuti attraverso una riscoperta corporea e una narrazione del sé, lavorando sul gesto e sulla parola, sul ricordo doloroso e vivo fatto di gesti e parole pesanti.

La regia curata dalla nota attrice tarantina, Sandra Novellino, in collaborazione con Delia De Marco ha visto con due panchine sul palcocenico per simboleggiare al centro della scena una piazza, una agorà, in cui tutto accade, tutto si svolge e si osserva, come nella vita. Le musiche sono state scelte da Jlenia Mancino. Uno spettacolo di pregio fatto da donne che pur non essendo attrici professioniste, hanno saputo dare simbolicamemente volto e voce a tutte le donne. L’incasso è stato interamente devoluto alle attività dello Sportello di Ascolto curato dall’Associazione Ethra Accademia Sociale.

Daniele Lo Cascio

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