24 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Ottobre 2021 alle 10:28:00

foto di Un bus di Kyma Mobilità Amat
Un bus di Kyma Mobilità Amat

“L’aggressione ai danni di un autista dell’Amat, ferito dopo la rottura della porta/cabina e nel difendersi dai fendenti di una lama, rappresenta un fatto gravissimo”. Le organizzazioni sindacali dei Trasporti esprimono sostegno e solidarietà all’autista che mentre stava svolgendo il proprio turno di lavoro sulla linea 28 percorrendo via Cesare Battisti, è stato aggredito da un giovane che ha tentato perfino di accoltellarlo.

“Chiederemo, per l’ennesima volta, urgentemente al Prefetto di Taranto di convocare una riunione insieme ai vertici delle forze dell’ordine, all’azienda Amat ed alla proprietà Comune di Taranto per fare il punto sulla sicurezza del TPL al fine di individuare congiuntamente e mettere in campo tutti gli accorgimenti possibili per rendere sicuro il lavoro degli autisti e del personale di bordo- si legge in una nota stampa a firma di Francesco Zotti della Filt Cgil, Vito Squicciarini della Fit Cisl, Carmelo Sasso, della Uiltrasporti, Pietro Greco della Faisa Cisal e Andrea Basile della Ugl Autoferro- i lavoratori non possono essere lasciati ancora soli ma è necessario oltre all’installazione di telecamere e cabine di guida realmente protettive dell’incolumità degli autisti, provvedendo anche in alcuni casi ad una maggiore presenza di personale addetto alla controlleria e delle forze dell’ordine ai capolinea e lungo i percorsi più “caldi”.

Oramai gli episodi di violenza e di aggressione verbale e fisica non sono più sporadici bensì quotidiani- proseguono i dirigenti sindacali- creando scompiglio e panico tra gli utenti che spesso e come accaduto anche ieri fanno ricor so alle cure del 118 a causa dello shock che tali violenti accadimenti inevitabilmente suscitano. Risulta quindi necessario ed improcrastinabile rivedere il sistema di sicurezza a bordo degli autobus, adottando anche misure straordinarie su alcune linee e fermate per arginare il fenomeno e proteggere fruitori e fornitori del servizio di trasporto pubblico. Risulta indispensabile salvaguardare questi lavoratori e queste lavoratrici-concludono Francesco Zotti, Vito Squicciarini, Carmelo Sasso, Pietro Greco e Andrea Basile – che in condizioni di lavoro rese ancor più difficile per la perdurante pandemia e con il pericolo di inaspettate aggressioni perché non è possono più quotidianamente andare a lavorare con la paura che non si possa tornare a casa dai propri familiari”.

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