26 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 15:57:00

Cronaca News

«Venite, ho ucciso la mia compagna». Tragedia a Manduria

foto di Uccide la compagna e tenta il suicidio - foto Francesco Manfuso
Uccide la compagna e tenta il suicidio - foto Francesco Manfuso

“Venite, l’ho uccisa”. Ha chiamato i carabinieri Pietro Dimitri, settantacinque anni, dopo aver ammazzato la donna con la quale conviveva, Giuseppa Loredana Dinoi, di settantuno anni. Dopo aver tagliato la gola alla compagna ha tentato il suicidio colpendosi con lo stesso taglierino Intorno alle 9 di ieri è giunta alla centrale operativa della Compagnia di Manduria una telefonata con la quale l’uomo riferiva di aver appena ucciso la sua convivente e che era intenzionato a togliersi la vita. I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile e della Stazione hanno individuato il luogo da cui era partita la chiamata e sono piombati in un appartamento situato in uno stabile di via Manfredi. Una volta nell’abitazione hanno fatto la macabra scoperta.

Giuseppa Loredana Dinoi , casalinga, durante una lite, era stata colpita da numerosi fendenti sferrati con un taglierino. Una coltellata al collo, ma anche fendenti al torace, alle braccia e alle gambe. La malcapitata probabilmente si è difesa ma nulla ha potuto contro la furia omicida del convivente, Pietro Dimitri, persona già nota alle forze dell’ordine per rapina, estorsione e reati associativi. In passato il settantacinuenne era stato anch sottoposto alla sorveglianza speciale. Nell’appartamento di via Manfredi sono intervenuti i soccorritori del 118 i quali non hanno potuto fare nulla per strappare la donna alla morte. In una stanza accanto c’era Dimitri. Al termine del folle gesto l’uomo, con la stessa arma usata per compiere l’omicidio, si era colpito alle braccia e al collo, senza tuttavia procurarsi gravi lesioni.

Terminata l’ispezione cadaverica da parte del medico legale, il settantacinquenne è stato dichiarato in arresto e condotto prima, al pronto soccorso dell’ospedale “Giannuzzi” di Manduria per ricevere le cure mediche, e successivamente, su disposizione del magistrato di turno presso la Procura jonica, trasferito presso la casa circondariale di Taranto. Dalle informazioni raccolte dagli investigatori della Compagnia di Manduria pare che i due avessero un rapporto discontinuo, caratterizzato da frequenti interruzioni e riprese, ma nel vicinato nessuno mai aveva assistito a liti o udito urla, né tantomeno la donna risulta essersi mai rivolta alle forze dell’ordine per segnalare eventuali comportamenti violenti da parte del convivente. L’arma utilizzata per il delitto è stata recuperata e posta sotto sequestro. I carabinieri stanno eseguendo ulteriori accertamenti per stabilire l’esatta dinamica dell’omicidio e per delinearne il movente.

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