26 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 16:57:00

Cronaca News

Femminicidio di Manduria, «Una ulteriore ferita per la comunità»

foto di L’ingresso di Manduria
L’ingresso di Manduria

Sono di Manduria e amo la mia città . Ovunque risieda, e dovunque ho vissuto , non ho mai smesso di essere manduriano. Ho provato dispiacere e disagio quando, nelle occasioni pubbliche che capitano ad un narratore, ho dovuto frenare la rabbia che ho provato tutte le volte che la mia città veniva accomunata a fatti di cronaca disgraziati, come il delitto Stano o lo scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni mafiose.Ho dovuto sopportate affermazioni dolorose; la più volte ripetuta è stata : “Siete una città di pazzi”. Un mio amico, un galantuomo, in più circostanze ha ribadito che “Manduria è vittima di una maledizione”.

Non scherzava, non era una battuta: è davvero convinto che Manduria sia stata colpita da un incantesimo negativo. Forse non sbaglia.Perché il delitto di oggi ha qualcosa di molto inquietante: evidenzia quanto l’esasperazione del vivere provochi morte, indipendentemente dall’età dei protagonisti. Sarò sincero: non so se la comunità messapica saprà metabolizzare e guarire da questa ulteriore ferita. In altre occasioni non è stata capace, ha lasciato che il tempo le passasse addosso senza nulla mutare. Ma il tempo, da solo, non è medicina sufficiente. Per sollevarsi da questo ulteriore delitto, la comunità messapica avrà bisogno di aiuti. Il primo, fondamentale, deve cercarlo e trovarlo tra le proprie, tante, risorse. Gli altri deve predisporsi a riceverli, con l’umiltà che nasce dal bisogno.

Giuse Alemanno

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