19 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 07:41:00

Cronaca News

I paradossi (e le manipolazioni) dei no vax

foto di Draghi-Hitler: il manifesto ad un corteo no vax di Trieste (da un servizio andato in onda su La7)
Draghi-Hitler: il manifesto ad un corteo no vax di Trieste (da un servizio andato in onda su La7)

Settanta milioni di euro in un solo mese. Tanto sono costati al Servizio sanitario nazionale i ricoveri per Covid di pazienti non vaccinati nel periodo che va dal 13 agosto al 12 settembre 2021. Lo ha verificato una ricerca condotta per conto del Sole 24 Ore dall’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di Roma. La stessa ricerca ha accertato che l’87% dei 6mila ricoverati nel periodo preso in esame avrebbe evitato il ricovero se fosse stato vaccinato; il 92% avrebbe invece evitato di finire in rianimazione. I no vax sono quindi un costo economico e sociale pesante per la società.

Aggiungiamoci – è notizia di queste ore – che, per quanto riguarda Taranto, i dipendenti non vaccinati di Acciaierie d’Italia (ex Ilva) avranno diritto al tampone gratuito a carico dell’azienda che, ricordiamolo, adesso è per metà dello Stato. Altri soldi pubblici, quindi. Altre cifre che andranno rapidamente a gonfiarsi se in tutto il Paese passerà la linea dei tamponi gratuiti per tutti i lavoratori no vax. Basterebbero queste cifre e questi accordi sindacali (quelli sui tamponi gratuiti, appunto) per smontare ogni risibile etichetta di perseguitati politici a quanti si ostinano a non vaccinarsi. Un atteggiamento, quello dei no vax, che ha molto di vittimismo parassitario.

La guerra al Covid, infatti, la si sta vincendo grazie al sacrificio di quanti hanno perso i loro cari, hanno combattuto e stanno ancora combattendo in trincea vaccinandosi e rispettando le norme sanitarie per minimizzare i rischi di contagio. E grazie al sacrificio eroico di tanti medici e infermieri che sono morti per salvare altre vite. Il prezzo pagato è stato altissimo, e nel conto vanno considerate le tante vittime, vittime per davvero, che avrebbero potuto salvarsi se non fossero state contagiate da chi non ha avuto rispetto per la salute altrui. Se c’è un esercito che combatte e paga un prezzo, la vittoria è però a beneficio di tutti, anche di chi ha fatto e continua a fare ostruzionismo, prima contro i vaccini e ora contro il green pass. Non vaccinarsi è una scelta legittima, certo, ma è bene ricordare a chi si sente vittima e perseguitato da fantomatiche dittature sanitarie, che i costi di questa libertà di scelta sono tutti a carico della collettività e di chi la guerra contro il Covid la sta combattendo per davvero.

Naturalmente, lo abbiamo già scritto in altre occasioni, altra cosa è prendere in considerazione le sacrosante ragioni di chi non può vaccinarsi, così come è doveroso – magari attraverso i medici di base – provare a dare corretta informazione a quanti del vaccino hanno paura perché confusi e non adeguatamente informati. Queste sono categorie alle quali bisogna andare incontro e abbiamo il dovere di farlo. Profondamente diverso è invece il ragionamento verso i protestatari per vocazione, quelli che si oppongono a prescindere – anche con la violenza – per inclinazione al parassitismo, per capriccio, snobismo o perché strutturalmente rancorosi o ancora folcloristici fanatici di teorie complottiste che oscillano dal terrapiattismo alle scie chimiche passando per le oligarchie plutogiudaicomassoniche. E arriviamo così alle contestazioni di piazza. Ci sono una serie di paradossi su quanto accaduto a Roma. Paradossi sui quali val la pena spendere qualche riflessione. Primo paradosso: i no vax accusano Draghi e le autorità sanitarie di aver adottato provvedimenti di stampo nazista.

Le piazze occupate dai no vax e no green pass sono piene di cartelli col volto di Draghi coperto da svastiche e da slogan dal significato inequivocabile. Ebbene, e qui sta il paradosso, la piazzata di Roma è stata infiammata proprio da chi a quelle ideologie e a quei simboli è più vicino. Secondo paradosso: è stata presa d’assalto (un indisturbato assalto) la sede della Cgil, un attacco al sindacato che, insieme alle altre organizzazioni sindacali, vuole tamponi gratuiti per agevolare i lavoratori no vax. Terzo paradosso: gli incidenti di Roma hanno finito per mettere in gravissima difficoltà – per giunta alla vigilia dei ballottaggi – proprio quei partiti che al popolo no vax avevano strizzato l’occhio. In sintesi: i no vax hanno finito per colpire chi più di altri si è speso al loro fianco.

Mettendo in fila questi paradossi sorge il dubbio di aver assistito allo scomposto e confuso ribellismo di un’armata brancaleone priva di qualsivoglia strategia e capacità di pensiero e per questo agevolmente manipolata da gaglioffi (a Roma di estrema destra, a Torino hanno preso la scena gli antagonisti) che della violenza fine a se stessa fanno la loro ragion d’essere. Il timore è di essere appena entrati in un paludoso girone nel quale sguazzano pulsioni trasversali, le stesse che ricordano le oscure stagioni vissute negli anni bui della nostra Repubblica. Un’ultima riflessione: se per i no vax i “pecoroni” sono i cittadini che si sono vaccinati, a fronte di queste considerazioni qualche scampolo di autoanalisi su problematiche esistenziali di natura ovina andrebbe fatto proprio all’interno della variegata galassia anti vaccino e anti tutto.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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