19 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 07:41:00

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Agricoltura

Sui primi 149 progetti approvati dal Mipaaf, nell’ambito del PNRR e relativamente agli “Investimenti nella resilienza dell’agrosistema irriguo per una migliore gestione delle risorse idriche”, uno soltanto arriva dalla Puglia: è quello del Consorzio di Bonifica del Gargano e ammonta a poco più di 2 milioni di euro.

A mancare all’appello sono soprattutto i Consorzi pugliesi commissariati della Puglia centro-meridionale: zero progetti approvati, proprio in quei territori – provincia di Barletta Andria Trani, area metropolitana di Bari, province di Lecce, Brindisi e Taranto – che hanno più bisogno di uscire dalla perenne emergenza idrica degli ultimi decenni, fortemente aggravatasi negli ultimi anni.

«Sono stati finanziati 149 progetti presentati dai Consorzi di Bonifica di tutta Italia per un ammontare complessivo di investimenti pari a 1,6 miliardi di euro – spiega CIA Agricoltori Italiani della Puglia in una nota – La nostra regione, una di quelle maggiormente esposte al rischio desertificazione e tra le più sofferenti in assoluto per la scarsità di acque a uso irriguo a disposizione degli agricoltori, in questa prima lista di progetti approvati è praticamente assente, avendo ottenuto circa 2 milioni di euro per opere di manutenzione agli impianti. La nostra regione ha bisogno di infrastrutture che garantiscano acqua a uso irriguo. Mancare l’opportunità offerta dal PNRR significa perdere la possibilità di recuperare un gap infrastrutturale enorme, con conseguenze potenzialmente devastanti nell’arco dei prossimi 10-15 anni, soprattutto davanti a cambiamenti climatici che ci presentano il conto di stagioni siccitose sempre più lunghe e frequenti».

«Di fronte a questo rischio gravissimo, occorre che le istituzioni intervengano prontamente per ovviare anche alle eventuali inadeguatezze e inefficienze delle strutture commissariali dei Consorzi pugliesi e dei loro uffici tecnici, nel caso fosse questa la causa della mancanza di progetti approvati – afferma CIA Agricoltori Italiani della Puglia – Occorre che quei consorzi tornino a essere amministrati da agricoltori, nel solco del modello virtuoso fornito dai Consorzi della Capitanata. Siamo di fronte a una situazione che rischia di andare nella direzione opposta allo spirito che dovrebbe animare il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Chiediamo che il Ministero, le Regioni e gli enti coinvolti sappiano garantire agli agricoltori e ai cittadini pugliesi un adeguato livello di investimenti nelle infrastrutture irrigue». «Alla politica regionale chiediamo di agire subito, prima che sia troppo tardi – conclude CIA Agricoltori Italiani della Puglia – Per l’utilizzo di tutte le risorse e per intercettare i finanziamenti attualmente a disposizione o che a breve si renderanno disponibili occorre istituire una cabina di regia composta da professionisti esperti, anche al di fuori degli stessi consorzi commissariati, che monitori la situazione, prenda atto dello stato della rete di distribuzione irrigua e proceda di conseguenza.

L’agricoltura altamente specializzata della Puglia non può attendere i tempi della burocrazia, ne può fare a meno della risorsa idrica, che al momento è garantita, per quanto riguarda la Puglia centrale e meridionale, solo ed unicamente da acque provenienti dalla Basilicata». Per CIA Puglia, inoltre, si pone molto seriamente una “questione Consorzi commissariati” a tutto tondo: a cominciare da un meccanismo che leghi le retribuzioni dei dirigenti alla reale produttività, garantendo un minino sindacale e agganciando il resto ai risultati ottenuti. Il problema rappresentato dalla scarsa efficienza delle decennali gestioni commissariali potrebbe penalizzare pesantemente, anche nel caso degli investimenti in ambito PNRR, l’agricoltura pugliese. IL

NODO XYLELLA
“Con la diffusione costantemente aggiornata dei dati e dei contagi della Xylella fastidiosa si è fatto sicuramente un passo in avanti nella divulgazione degli effetti di un fenomeno che ha provocato danni economici enormi al Salento e al Tarantino”. Commenta così il presidente di Confagricoltura Puglia Luca Lazzàro l’entrata in funzione del cruscotto (emergenzaxylella.it), strumento per comunicare l’attività svolta al fine di controllare il territorio e contenere la diffusione di Xylella fastidiosa in Puglia realizzato dal Servizio Fitosanitario della Regione Puglia. “Rappresentare in maniera semplificata i dati dalle attività di monitoraggio dell’Agenzia regionale Arif – prosegue – aiuterà non solo chi si occupa di studiare la malattia o di fare informazione a quantificare i danni arrecati dalla Xylella e la loro gravità, ma aiuterà anche i cittadini a comprendere meglio perché da anni la nostra organizzazione guarda al fenomeno con preoccupazione e ci forziamo di far capire a tutti che la Xylella non è un problema solo degli agricoltori pugliesi ma per tutto il Paese”. “Di recente, abbiamo detto chiaramente qual è stato il costo occupazionale e sociale di questo tsunami, ben 33 mila posti di lavoro andati in fumo e questo drammatico dato è destinato a salire se non ci si atterrà ai rimedi stabiliti dalla scienza. Adesso – conclude – ci auguriamo che il cruscotto sia puntuale e costantemente aggiornato e affiancato da un numero verde per la raccolta delle segnalazioni di sospette piante infette”.

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