08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 07 Dicembre 2021 alle 22:57:00

Cronaca News

Indotto ex Ilva, in 1.000 senza green pass

foto di green pass
Green pass

Il vero banco di prova sarà quello di venerdì 15 ottobre. Ma già alla vigilia dell’entrata in vigore delle norme sull’obbligatorietà del green pass, i numeri dei lavoratori di Acciaierie d’Italia muniti di certificazione verde erano in aumento. Una situazione meno chiara, invece, si registrerebbe nell’indotto. E’ quanto emerge da una ricognizione della situazione effettuata in ambienti sindacali all’interno del Siderurgico di Taranto.

«E’ calato nel polo siderurgico di Taranto il numero di coloro che sono ancora sprovvisti della certificazione. Ad oggi pomeriggio (giovedì 14 ottobre ndr) in Ilva ci sono 1200 dipendenti diretti senza certificazione su una forza organica di 8200 mentre nell’indotto sono circa 1000 su 4.000-4.500 addetti totali – spiega Vincenzo La Neve della Fim Cisl – si è fatto un passo avanti importante se consideriamo che lunedi sera avevamo 1600 sprovvisti di green pass come diretti Ilva e 1800 nell’indotto-appalto». Il servizio tamponi per i dipendenti diretti di Acciaierie d’Italia è partito, gratuitamente per i lavoratori. Infatti i costi saranno a carico dell’ex Ilva, ora a partecipazione statale, che ha stipulato una convenzione con la farmacia Clemente, ai Tamburi, in una zona non distante dalla fabbrica.

Il servizio è attivo sette giorni su sette, dalle 8 alle 20. La farmacia che effettua il servizio ha istituito anche un’app specifica che i dipendenti del Siderurgico possono usare per le prenotazioni. Dal 15 ottobre i lavoratori col green pass entreranno in fabbrica per i turni di lavoro dalle stesse portinerie. Tutti gli altri, invece, avranno varchi di accesso distinti. Per i controlli, Acciaierie d’Italia impiegherà personale di vigilanza interno aggiungendo anche personale esterno. «Non ci saranno grossi problemi col green pass per i trasportatori che operano per conto di Acciaierie d’Italia». Ha evidenziato Vladimiro Pulpo, rappresentante degli autotrasportatori per Confindustria Taranto, alla vigilia del giorno che rende obbligatorio il green pass sui luoghi di di lavoro.

«Parlo – aggiunge Pulpo – per circa 150-200 autotrasportatori. In base all’ultima ricognizione fatta, sul trasporto locale solo uno-due non sono ancora in regola e stanno provvedendo a farlo in queste ore. Sul trasporto di linea, invece, abbiamo circa un 20 per cento di ancora irregolari, ma anche qui ritengo che la situazione andrà a migliorare». Pulpo ha precisato che per «trasporto locale si intende quello che viene fatto dal siderurgico di Taranto alle banchine del porto mentre per trasporto di linea ci si riferisce alla movimentazione dei prodotti e dei materiali dallo stabilimento ex Ilva verso l’Italia e l’estero». «Già da qualche mese – aggiunge Pulpo – ho fatto un’opera di persuasione verso i miei colleghi, invitandoli a vaccinarsi. Siete persone che girano l’Italia e l’Europa in lungo e in largo, che pensate di fare, dove pensate di andare, se non vi vaccinate? L’opera di persuasione devo riconoscere che ha funzionato, infatti si sono vaccinati».

Alle aziende terze Acciaierie d’Italia ha chiesto di comunicare l’elenco di coloro che sono muniti di green pass per ragioni organizzative. «Stiamo dando all’ex Ilva questo elenco – ha detto Pulpo – poichè è utile per facilitare il nostro lavoro. Un conto è che Acciaierie d’Italia ha le informazioni, le inserisce nel terminale e quindi, quando arriva il mezzo alle portinerie, non ci sono problemi, altro è dover controllare volta per volta. Si rischia di complicare il lavoro». «Domani è il giorno di avvio e quindi anche di prima prova – ha aggiunto Pulpo -, ma vedo che nel Siderurgico, che è un grosso polo industriale, la situazione dei lavoratori provvisti di green pass è in miglioramento con numeri in diminuizione riferiti a coloro che non hanno ancora la certificazione. Va meglio per i diretti di ex Ilva mentre c’è qualche problema in più per quelli dell’indotto-appalto, ma si sta lavorando per rendere la situazione gestibile».

A fronte della richiesta di ex Ilva alle aziende terze di inoltrare al committente lavori il green pass dei propri dipendenti, ci sono imprese dell’indotto, è il caso per esempio della Comes di Taranto, operante nella metalmeccanica e nell’impiantistica, che sta raccogliendo tra il proprio personale una dichiarazione che assicura che il certificato è valido sino a fine 2021. La Comes, che l’anno scorso ha messo sul mercato il termopass al fine di controllare la temperatura corporea di coloro che accedono a luoghi di lavoro ed uffici, sta riadeguando il dispositivo e lo sta trasformando anche in lettore di green pass. Nel 2020 a “Smau Milano” il termopass di Comes ha ricevuto il premio “Innovazione».

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