08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 07 Dicembre 2021 alle 22:57:00

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Il Taranto

L’attesa del valore aggiunto. Del professionista esperto della categoria, abile nella sintesi fra carisma e disciplina, ispirazione e furbizia, estro ed equilibrio, classici “piedi buoni” e pragmatismo. Mario Pacilli è uno dei veterani indispensabili per l’economia di gioco del Taranto: il buon negoziato propiziato dal direttore sportivo Francesco Montervino ne ha consentito l’ingaggio, attingendo alla lista dei cosiddetti svincolati, dopo l’epilogo della campagna estiva di mercato.

Si è aggregato in un gruppo quasi del tutto collaudato in ritiro, il suo biglietto da visita è stato prestigioso: sigillo di pregevole fattura che sblocca la partita con il Latina alla fine di settembre. Frutto di una dimestichezza immediata con la missione assegnatagli, ovvero l’interpretazione del ruolo di esterno destro nel tridente: “Sono contento per il tipo di esordio con la maglia rossoblu, impreziosito dal gol: ha rappresentato anche l’inizio di un percorso che andava ad incrementare, anche a livello il minutaggio, la ricerca della forma fisica migliore per me- commenta Pacilli- C’è stato un piccolo rallentamento a causa di una noia muscolare. Adesso sembra tutto alle spalle. Penso solo ad allenarmi bene, a farmi trovare pronto quando il mister lo ritiene opportuno”. Una condotta saggia, propensa ad evitare ogni rischio che possa comprometterne contributo e gesta nelle settimane imminenti di campionato: accomodarsi in panchina, attendere un turno, centellinare le energie ed avvicendarsi con un giovane compagno possono sembrare scelte impopolari agli occhi della tifoseria.

Non nel caso di Mario Pacilli, in totale sintonia con il suo allenatore Giuseppe Laterza: “Col mister c’è un ottimo rapporto- conferma- Parliamo spesso, il confronto è costante in merito alle mie condizioni fisiche, condividiamo la gestione del le mie prestazioni, affinché tutto possa svilupparsi nel migliore dei modi, conseguendo una forma ottimale il prima possibile”. L’auspicio è di ammirare un Pacilli energico e poliedrico già in occasione della sfida di Catanzaro, attuale seconda forza nei vertici piuttosto intasati del girone meridionale: “Comincio a stare meglionon si sbilancia il diretto interessato- E’ un periodo in cui mi alleno con la squadra in maniera sistematica: solo con la continuità agonistica, cercando di disputare più gare possibili, potrò perfezionare la mia tenuta atletica. Eravamo pronti ad affrontare un programma simile, un’evoluzione normale per il mio arrivo al Taranto, privo della tipica preparazione estiva”.

La porzione destra della triade d’attacco inerente quel sistema di gioco adottato da mister Laterza dal prologo della stagione, ovvero il 4-3- 3, è tormentata dal sortilegio delle defezioni (Versienti infortunato, lo stesso Pacilli da dosare) e dalle sperimentazioni, alcune a sorpresa (Mastromonaco, De Maria fra i più recenti). La vocazione appartiene a Mario Pacilli, però: “E’ il modulo che più mi si addice, è il ruolo che in carriera ho ricoperto più volte. Ognuno può offrire determinate caratteristiche: il nostro organico è pieno di ragazzi di talento- spiegaGli avvicendamenti sulla destra del tridente sono stati originali ed efficaci. Io opero a piede invertito, invento suggerimenti per i colleghi di reparto e miro alla conclusione a rete”. In terra ionica, Mario Pacilli ha ritrovato Andrea Saraniti, col quale ha condiviso gli allori nelle fila del Lecce: una rinnovata intesa fra i due attaccanti non potrà che rivelarsi essenziale alla produzione dei gol, latitanti nelle ultime esibizioni: “Conosco bene le peculiarità di Andrea, abbiamo disputato insieme anche una parte di torneo a Viterbo. Ci metteremo a disposizione della squadra attraverso le nostre doti- promette l’esterno originario de L’Aquila-Il nostro affiatamento maturato in passato è un vantaggio, sarà facile ritrovare un’intesa anche nel Taranto. E’ stato altrettanto naturale integrarmi con tutta la squadra, composta da professionisti molto validi: giocare al loro fianco è un piacere ed agevola le soluzioni tattiche”. L’artiglieria pesante deve ancora esprimere la brillantezza del suo potenziale, ma il dogma della coralità offensiva è caro al tecnico Laterza, il quale insiste sulla partecipazione degli effettivi dalle fasce, sulle sovrapposizioni dai terzini, sugli inserimenti dei centrocampisti.

“Credo che, in un campionato, ci possano essere momenti in cui si segna meno ed altri in cui al primo tiro si inquadra la porta avversaria- rassicura Pacilli- Noi lavoriamo per raffinare i meccanismi sempre: penso che lo sviluppo della fase di non possesso e la bravura a non subire reti siano merito anche degli attaccanti, i quali contribuiscono nella tutela difensiva. Non esiste un problema legato alle punte: supereremo questa carenza alla grande”. Focus sulla delicata trasferta di Catanzaro, primo impegno di un trittico complicato incastonato in una settimana: non conquistare l’intera posta in palio in casa, contro la Vibonese ultima in classifica, ha innescato inevitabilmente una sottile delusione. “Affrontiamo un organico costruito per vincere- annuncia Pacilli- Siamo consapevoli delle difficoltà, ma faremo la nostra partita: il Catanzaro non si chiuderà in difesa, fra le mura amiche vorrà imporre un predominio nella manovra. Automaticamente si potrebbero creare spazi importanti per le nostre iniziative”.

Girone avvincente ed imprevedibile, quello del Taranto: la carriera di Mario Pacilli consta di peregrinazioni eclettiche in categoria, la valutazione è d’obbligo: “Credo che l’attuale campionato sia difficilissimo, nel nostro raggruppamento non esistono le cosiddette “squadre materasso”. Le singole partite sono complicate: affrontare il Monterosi non è stata una passeggiata, i risultati seguenti l’hanno testimoniato; lo stesso dicasi per l’organizzata Vibonese”. “Il Taranto possiede grandissimi margini di miglioramento: un gruppo di atleti importanti e giovani estrosi che può maturare- chiosa Pacilli- Cerchiamo di progredire in tutto: speriamo che questo percorso di crescita continui nel migliore dei modi”.

Alessandra Carpino

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