27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 07:37:00

Cronaca News

«Pezzi difettosi da un ex fornitore». Timori a Grottaglie

foto Lo stabilimento Leonardo di Grottaglie
Lo stabilimento Leonardo di Grottaglie

Dopo il “giovedì nero” in Borsa, Leonardo respinge le contestazioni sui difetti di alcune componenti del Boeing. Ma l’attenzione dei sindacati è concentrata sugli esuberi di alcuni siti, compreso quello di Grottaglie. Come scrive in una nota la rsu Uilm Taranto-Stabilimento Leonardo Grottaglie, in un incontro nazionale della Divisione aerostrutture di Roma, tenutosi nella mattinata di venerdì 15 ottobre, «l’azienda ha dichiarato che nel 2022 nel sito di Grottaglie, ci sarà un’insaturazione di risorse pari a 331 lavoratori diretti e 130 indiretti. L’insaturazione su Pomigliano conta 56 lavoratori, su Foggia 84 e su Nola 67. Un primo riallineamento tra lavoratori disponibili e volumi di lavoro, per il sito di Grottaglie, è previsto non prima del 2024».

Quindi «rispetto al vuoto lavoro previsto per il 2022 in tutti siti della Divisione, l’azienda ha ribadito la volontà di accedere agli ammortizzatori sociali, rimandando ad eventuali incontri di sito i dettagli a seconda degli scarichi lavorativi previsti». Ma il sindacato non ci sta: «Come Uilm abbiamo ribadito la netta contrarietà rispetto all’attuale impostazione aziendale. Non esiste un piano industriale che miri ad una reale diversificazione verso attività militari, (prevedendone però non solo componenti manifatturiere ma soprattutto l’ingegnerizzazione ) e come se non bastasse l’unico argomento vero che la “One Company” sa porre sul tavolo è la conferma del ricorso alla cigo per il 2022». I numeri più preoccupanti, lamenta il sindacato, riguardano proprio la provincia ionica. «Grottaglie è il sito maggiormente penalizzato perché dal 2023 gli altri tre siti avranno un equilibrio che permetterà di evitare di ricorrere ad ammortizzatori sociali (o comunque ad altri strumenti) per gestire il vuoto lavoro date le risalite produttive pianificate.

Continuiamo a contestare – sottolinea la Uilm – l’atteggiamento di Leonardo volto a non voler gestire un problema delle Aerostrutture come unica società giuridica, preferendo scorciatoie miopi e che non dovrebbero interessare alla più importante società a partecipazione pubblica attiva nel campo dell’aerospazio,difesa e sicurezza». Dopo il crollo di 7 punti di giovedì 14 ottobre, Leonardo venerdì 15 ha registrato +0,62% volatile a Piazza Affari. Sul calo ha inciso la vicenda dei componenti difettosi forniti a Boeing. Si tratta di pezzi consegnati negli ultimi tre anni che, da quanto scrivono le testate nazionali, secondo la Federal Aviation Administration non pregiudicano la sicurezza immediata dei voli, anche se non è chiaro se saranno necessari richiami di velivoli. Invece quelli non ancora consegnati saranno riesaminati e sottoposti agli interventi necessari. L’azienda aerospaziale ha ammesso l’incoveniente ma ha precisato che «le componenti difettose sono state in verità realizzate dal subfornitore Manufacturing Processes Specification (Mps), che è sotto indagine della magistratura». Dunque, «Leonardo risulta parte lesa», spiega l’azienda in una nota, aggiungendo che «non si assumerà eventuali oneri a riguardo» ed evidenziando che «Mps non è più suo fornitore».

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