Taranto, pesante sconfitta a Catanzaro | Tarantobuonasera

08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 21:25:00

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Il Taranto

Amara battuta d’arresto per il Taranto, trafitto tre volte a Catanzaro, contro l’ambiziosa vicecapolista del girone e su un palcoscenico, quello del “Ceravolo”, che continua a rivelarsi una sorta di anatema per i rossoblu. Un duello proibitivo, complice l’organico competitivo e traboccante di qualità ed esperienza al servizio del tecnico giallorosso Antonio Calabro: nessun effetto sorpresa da parte della matricola Taranto, anche la coerenza di mentalità e l’entusiasmo sono stati mutuati in fatale destabilizzazione. La compagine di Giuseppe Laterza incassa la sua seconda sconfitta in campionato, dopo quella immeritata nell’epilogo a Pagani, ed interrompe la scia dei quattro risultati utili consecutivi.

Nessuna metamorfosi nello schema tattico iniziale, sempre improntato al 4-3-3: semmai, l’allenatore ionico giostra le pedine in vista degli impegni ravvicinati (il calendario propone il turno infrasettimanale: gara interna con la Fidelis Andria), rimodellando ancora una volta la catena di destra, con il rientro di Pacilli titolare nel tridente ed il giovane Labriola ad avvicendare Bellocq sull’asse nevralgica. L’avvio di partita è immediatamente appannaggio dei padroni di casa: impatto rapido e spavaldo, predominio territoriale, superiorità numerica e molti spazi catturati nella porzione centrale del campo. Dopo una rete annullata a Cianci per posizione di fuorigioco, al 10’ Vandeputte si accentra dalla lunga distanza mancina e prova il diagonale, fuori di poco. Il Taranto ha difficoltà nel compattarsi in fase di non possesso, soffre la pressione e la ricerca di opportunità in ripartenza che possano ordinare le intuizioni inceppate di Giovinco (ex di turno) e di Saraniti, mentre Pacilli è chiamato a ripiegare. Scognamillo per i giallorossi accoglie un cross dalla bandierina, ma il suo colpo di testa è alto al 20’. Tre minuti più tardi insiste ancora il belga Vandeputte, con una conclusione mancina che non inquadra la porta. Gli ospiti ionici risultano carenti nell’impostazione e nella costruzione, perdendo l’attimo di gestione e ragionamento a centrocampo. L’asse Vandeputte-Mancinelli funziona al 28’, ma è Saraniti a sacrificarsi in retroguardia, spazzando via la sfera. Un timido break tarantino si verifica alla mezz’ora, quando Mancinelli è ammonito per un fallo su Giovinco: quest’ultimo s’incarica di battere la punizione dal limite dell’area, ma la barriera si oppone quanto basta.

Il Catanzaro perviene al vantaggio al 34’: ingenuità in orizzontale da parte di Civilleri, ennesimo pallone perso che diventa preda del solito Vandeputte, il quale sferra un tiro dalla distanza sventato da Chiorra; insistenza in area, Benassai si oppone su Bombagi, ma sulla seconda respinta Cianci recupera e scaraventa in rete. Sulle ali dell’euforia e del disorientamento avversario, gli uomini di Calabro raddoppiano due minuti più tardi al 36’, grazie a Vandeputte che addomestica col destro la palla e si districa dal vertice mancino, confezionando un diagonale che s’insinua nell’angolino basso alla sinistra di Chiorra. Reazione affidata a Saraniti: nel recupero, a tu per tu con Branduani, prova a sorprendere al volo, ma il portiere calabrese è abile a deviare in angolo. L’attaccante rossoblu è artefice della prima occasione della ripresa: lanciato da Civilleri, opera in doppia circostanza: controlla di testa, poi calcia di sinistro, ma la retroguardia giallorossa gli nega di accorciare le distanze al 59’. Mister Laterza modifica il Taranto, inserendo al 61’ Bellocq per Labriola e Santarpia per Civilleri, disponendo così un 4-2-3-1 con l’argentino in tandem mediano al fianco di Marsili, e con il giovane “eroe di Lavello” sulla sinistra del trittico dei trequartisti.

Giovinco opera da ispiratore centrale per l’unico terminale offensivo Saraniti e la manovra guadagna in vivacità. Al 67’ è però Bombagi a spaventare, servito da Rolando: Chiorra alza sulla trasversale. Un minuto più tardi, si intravede Pacilli favorito dal dialogo più stretto con Giovinco: la sua conclusione filtrante è deviata. Il Taranto cresce nel coraggio e nella propensione offensiva: al 75’ Giovinco effettua una traiettoria col destro dal limite, destinata leggermente sopra la traversa. Il Catanzaro non si distrae: dal versante mancino, Vandeputte serve un assist per Vazquez, subentrato in avvio di ripresa al posto di Cianci; tiro che sibila a lato al 78’. E’ il preludio all’episodio che mette fine alla contesa: all’80’ Riccardi atterra Vazquez quasi sulla linea di fondo, l’arbitro Carrione non ha dubbi e concede il calcio di rigore al Catanzaro. Dal dischetto è Vazquez stesso a chiudere i conti: esecuzione chirurgica, sulla quale Chiorra può solo intuire, per il 3-0 sul quale cala il sipario. 

CATANZARO-TARANTO 3-0 – SERIE C girone C 9a Giornata

Catanzaro (3-4-1-2): Branduani; Scognamillo, Fazio, Martinelli (62’ De Santis); Rolando, Verna, Welbeck, Vandeputte (82’ Cinelli); Carlini (70’ Porcino); Bombagi (82’ Curiale), Cianci (46’ Vazquez). A disp.: Romagnoli, Tentardini, Monterisi, Ortisi, Risolo, Bearzotti, Gatti. All.: Calabro.

Taranto (4-3-3): Chiorra; Riccardi, Zullo, Benassai, Ferrara (83’ De Maria); Labriola (60’ Bellocq), Marsili, Civilleri (60’ Santarpia); Pacilli (74’ Mastromonaco), Saraniti, Giovinco (83’ Ghisleni). A disp.: Loliva, Antonino, Tomassini, Granata, Cannavaro, Italeng. All.: Laterza.

Arbitro: Francesco Carrione di Castellammare di Stabia.

Assistenti: Luca Valletta di Napoli e Andrea Bianchini di Perugia.

Quarto Ufficiale: Valerio Maranesi di Ciampino.

Marcatori: 34’ Cianci (C), 36’ Vandeputte (C), 81’ Vazquez (C)

Ammoniti: 30’ Martinelli (C), al 38’ Civilleri (T), 44’ Cianci (C), 45+1’ Pacilli (T), 55’ Labriola (T), 74’ Ferrara (T), 81’ Vazquez (C), 84’ Marsili (T), 84’ Fazio (C)

Note: recupero 2’ pt , 4’ st. stadio Ceravolo di Catanzaro, ore 14.30

1 Commento
  1. VINCENZO 2 mesi ago
    Reply

    E’ un girone di serie “C” più o meno livellato e che con una intelligente ricerca di persone adatte alla bisogna, può dare future risposte ad una città che attende il calcio con la lettera “C” maiuscola da vent’anni. una città che ormai, nel calcio, vive di ricordi con giocatori che lasciavano il terreno di gioco con la maglia bagnata di sudore e lo stadio pieno a sostenerli dal primo all’ultimo minuto. Oggi, veder uscire, per cambio, uno dei pochi che farebbe bene ad appendere le scarpe al chiodo, il poco pubblico non fa altro che dire: “era ora, finalmente ha finito di far male ai suoi compagni”. Alla società non posso far altro che dire: “carpe diem” con dei pochi ritocchi è un campionato che può dare soddisfazioni. Grazie e saluti ed un forte “ad majora”.

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