Covid, a Taranto oltre mille vaccinazioni in una mattina | Tarantobuonasera

08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 21:25:00

Cronaca News

Covid, a Taranto oltre mille vaccinazioni in una mattina

foto di Emergenza Coronavirus
Emergenza Coronavirus

Sono 5.957.063 le dosi di vaccino anticovid somministrate in Puglia (dato aggiornato alle ore 06.00 dal Report del Governo nazionale. Le dosi sono l’ 86.7% di quelle consegnate dal Commissario nazionale per l’emergenza, 6.874.673). Questo il quadro nella Asl pugliesi. Sono finora 3846 le somministrazioni di terze dosi registrate nei punti vaccino della ASL di Bari, riservate a pazienti immunocompromessi e cittadini di età superiore ai 60 anni. La campagna vaccinale anti Covid prosegue regolarmente e cresce sempre di più il livello di protezione della popolazione over 12: ad oggi infatti il 90 per cento ha ricevuto almeno una dose e l’86 per cento ha concluso il ciclo vaccinale. Percentuali di copertura che salgono ulteriormente in alcuni comuni, come ad esempio a Bari città dove il 92 per cento dei residenti ha fatto la prima somministrazione e l’88 per cento ha terminato il ciclo completo.

Intanto sono state 3421 somministrazioni effettuate in provincia di Bari nel fine settimana, di cui 1061 prime dosi, 1128 seconde e 1232 terze. Di queste 848 sono state registrate nell’hub Fiera del Levante a Bari. E’ partita al Policlinico di Bari la somministrazione delle dosi booster di vaccino contro il Covid al personale sanitario. In una settimana a ricevere la terza dose sono stati già 764 operatori sanitari tra medici, infermieri e oss. Contestualmente è stata avviata anche la campagna antinfluenzale consentendo agli operatori di ricevere la co-somministrazione della terza dose con il vaccino antinfluenzale allo stesso appuntamento. A essere immunizzati anche contro l’influenza sono stati 676. Proseguono inoltre le vaccinazioni dei pazienti fragili: hanno ricevuto la terza dose aggiuntiva, necessaria a completare il ciclo vaccinale per i soggetti immunocompromessi, 3343 tra pazienti trapiantati, dializzati, ematologici, neurologici, reumatologici, oncologici. Prosegue la campagna vaccinale nella Asl di Brindisi: sono state somministrate circa 586.000 dosi, tra cui 1.600 terze dosi.

Oggi, martedì 19 ottobre, a partire dalle 9, in programma nella Primula dell’ospedale Perrino la dose booster di vaccino anti Covid per gli operatori sanitari. Sono 1615 i pazienti fragili della Asl Bt che hanno già ricevuto la terza dose di vaccino contro il Covid. Mentre prosegue l’attività negli hub vaccinali di Andria, Trani, Barletta e Bisceglie e in tutti gli uffici di igiene degli altri comuni della Provincia, presso il punto vaccinale allestito all’ospedale “Dimiccoli” di Barletta continua la vaccinazione dei pazienti afferenti alle unità operativa di Oncologia, Ematologia, Nefrologia e Dialisi e Radioterapia. Intanto prosegue con regolarità anche la somministrazione della terza dose al personale sanitario. In provincia di Foggia, dall’avvio della campagna vaccinale anti Covid, sono state somministrate 866.318 dosi. Ad oggi ha ricevuto almeno una dose di vaccino l’86,7% delle persone di età superiore a 12 anni; hanno ricevuto la seconda dose il 73,5% degli over 12. Somministrate anche 25.894 prime dosi e 18.553 seconde dosi a persone residenti fuori provincia.

Ad oggi sono state somministrate 1.684 terze dosi di cui 1.053 a persone estremamente vulnerabili, 131 ad ospiti di strutture sanitarie e socio sanitarie, 89 ad operatori sanitari. Le restanti terze dosi sono state somministrate a persone di età superiore a 60 anni che hanno ricevuto la seconda dose oltre 6 mesi fa. Continua l’impegno dei medici di medicina generale che hanno somministrato in tutto 158.448 dosi di cui 19.337 a domicilio. Da lunedì 11 a venerdì 15 ottobre, presso gli ambulatori della Uoc Igiene universitaria del Policlinico Riuniti di Foggia, sono state vaccinate 1.752 persone: 63 con condizioni di vulnerabilità, di cui 33 con la dose di richiamo; 192 adulti di 60 anni di età e più, di cui 83 con la dose di richiamo; 1.497 soggetti con meno di 60 anni.

L’85% della popolazione dai 12 anni in su residente in provincia di Lecce ha ricevuto una dose di vaccino e il 79.5% ha completato la vaccinazione. Prosegue la campagna di vaccinazione con 786 vaccinazioni effettuate nella giornata di sabato. A quota 3593 le terze dosi somministrate finora. In Asl Taranto riprende la campagna vaccinale dopo il week end sia negli hub sia nelle strutture sanitarie che stanno procedendo con la terza dose ai pazienti fragili. Ieri mattina sono state somministrate in totale 1.171 dosi nei due hub operativi: 614 presso l’Arsenale di Taranto e 557 presso l’hub di Grottaglie. Rispetto al totale, 445 sono terze dosi.

VACCINI E ASMA
Più dell’80% dei pazienti con asma grave non ha avuto alcun effetto collaterale dopo il vaccino a mRna, né dopo la prima né dopo la seconda dose. Fra i pazienti che hanno avuto eventi avversi, nel 95% dei casi si è trattato di piccoli fastidi molto comuni; in nessun caso si è verificato un peggioramento dell’asma. Lo dimostra il primo studio italiano condotto su questi pazienti da esperti della Società italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (Siaaic). Anche un’eventuale terza dose non deve spaventare i 200mila italiani che soffrono di asma grave: il vaccino a mRna per Covid-19 è sicuro anche per coloro che sono in terapia con farmaci biologici e senza che ci siano differenze sostanziali con l’utilizzo di un anticorpo monoclonale o l’altro. Lo studio, pubblicato su Vaccines, è stato condotto su 253 pazienti con asma grave seguiti dai Centri di Riferimento per l’asma grave di Verona e Padova e immunizzati contro Covid-19 con il vaccino a mRna di Pfizer.

“Sono stati esclusi dalla vaccinazione solo i pazienti con una recidiva di asma grave in atto e in cura con un’elevata dose di steroidi per via orale; tutti gli altri – spiega Gianenrico Senna, coautore dello studio e presidente Siaaic – sono stati seguiti per registrare e valutare gli eventuali eventi avversi dopo la vaccinazione. I dati sono molto rassicuranti: dopo la prima dose solo il 19% dei pazienti ha lamentato un effetto collaterale che nell’81% dei casi era molto comune e di poco conto, dopo la seconda dose appena il 17% ha avuto un evento avverso e nel 95% dei casi si è trattato di piccoli fastidi come dolore al braccio, febbre, dolori muscolari o mal di testa. Si sono avuti alcuni disturbi poco comuni ma non gravi, come dolore diffuso o linfadenopatia, tuttavia – sottolinea Senna – non si è registrato alcun evento avverso raro, come reazioni allergiche gravi o asimmetrie facciali, né è mai stata raccomandata o riferita una pre-medicazione con antistaminici o paracetamolo”. ‘Unica precauzione l’intervallo di 48 ore fra farmaco biologico e dose di vaccino’ L’analisi particolareggiata dei pazienti in terapia con un anticorpo monoclonale è stata altrettanto tranquillizzante: il profilo di rischio è risultato sovrapponibile a quello di chi non prende farmaci biologici.

“L’unica precauzione presa – specificano Andrea Vianello, docente di Malattie dell’apparato respiratorio all’Università di Padova e coautore dello studio insieme a Gabriella Guarnieri, Servizio fisiopatologia respiratoria Azienda Ospedaliera-Universitaria di Padova – è stato osservare un intervallo di 48 ore fra la somministrazione del farmaco biologico e la dose di vaccino. In nessun caso si è verificato un peggioramento dell’asma che è rimasta stabile quando non addirittura lievemente migliorata”. “Anche la qualità di vita dei pazienti – sottolineano gli esperti – è aumentata, probabilmente grazie all’atteggiamento positivo di fronte alla vaccinazione che è stata giustamente vissuta come un prezioso aiuto da soggetti più suscettibili ai danni del Covid-19. Questi dati – concludono – incoraggiano perciò tutti i pazienti con asma grave a sottoporsi con fiducia e senza paura all’eventuale terza dose di vaccino, uno strumento di salute essenziale e sicuro per tutti loro”.

IL CASO INGHILTERRA
Così come in Gran Bretagna, l’immunità calerà anche in Italia ed è dunque necessaria per tutti la terza dose di vaccino. Lo dice Andrea Crisanti alla Stampa, spiegando che “studi solidi dimostrano che dopo sei mesi la protezione contro l’infezione cala dal 95 al 40% e contro la malattia grave dal 90 al 65. Il richiamo è il completamento della protezione. Non sappiamo quanto duri, ma in altre vaccinazioni vale per anni. Certo pone ulteriori problemi sociali interni ed etici rispetto al terzo mondo, anche se dubito che questi vaccini siano utilizzabili nei Paesi svantaggiati. Il picco della campagna vaccinale è stato tra aprile e luglio, dunque da novembre a febbraio potremmo avere problemi. Per questo serve la terza dose”. Per il professore ordinario di Microbiologia all’Università di Padova, “arrivare al 90% dei vaccinati garantirebbe un equilibrio che con la terza dose potrebbe diventare buono, altrimenti c’è il rischio inglese. L’effetto Green Pass dimostra che è ancora possibile convincere a vaccinarsi, cioè salvare vite, per cui attenzione a non regalare gli impauriti ai No Vax”.

“Bisogna coinvolgere le persone paurose, ansiose e fragili”, dice Crisanti, secondo il quale il Green Pass è la spinta giusta, “è da sempre il suo obiettivo. L’importante è non regalare ai contestatori, che sono pochi, le persone psicologicamente fragili, che vanno recuperate senza obblighi e imposizioni, mentre i tamponi devono restare a pagamento, ma lascerei le aziende libere di offrirli ai dipendenti per non esasperare il conflitto. Poi sarebbe preferibile fare più molecolari che antigenici, questi ultimi sono meno affidabili e con l’influenza che fa confusione bisogna mettere in sicurezza i luoghi chiusi. In questo senso i nuovi molecolari distinguono tra SarsCov-2 e influenza”. Il microbiologo commenta infine l’ultimo rapporto Aifa secondo il quale su oltre 84 milioni di dosi somministrate meno dello 0,02 per cento ha avuto effetti collaterali gravi, spesso risoltisi, e 16 sono stati i decessi correlabili: “Numeri bassissimi che testimoniano la sicurezza dei vaccini, che non possono essere considerati sperimentali dopo miliardi di dosi, mentre le cure sono palliative ed empiriche, tanto che si muore ancora di Covid. I vaccini evitano malattia grave, ospedalizzazione e morte”.

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