05 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 06:54:46

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Lunghi applausi per Pogorelich al concerto inaugurale della stagione

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Lunghi applausi per Pogorelich al concerto inaugurale della stagione

Una serata dal sapore speciale è stata quella che ha inaugurato sabato sera al Teatro Comunale Fusco, la 78ª stagione concertistica degli Amici della Musica “Arcangelo Speranza”, la Stagione del centenario perchè il 22 aprile 2022 si festeggeranno i cento anni dalla fondazione della prestigiosa associazione. La voglia di ritrovarsi dopo tanto tempo era palpabile tra il pubblico che ha riempito la platea del teatro, questa volta senza distanziamento, ma con mascherina per tutta la durata del concerto. Sul palco il celebre pianista serbo Ivo Pogorelich, proprio quello che nel 1980, all’essere eliminato alla finale del Concorso Pianistico Internazionale “Fryderyck Chopin” a Varsavia, scatenó l’ira di Marta Argerich, che abbandonò la giuria del concorso perché convinta della genialità del giovane pianista.

Pogorelich ha proposto al pubblico tarantino un programma molto tecnico composto da tre pezzi di Chopin. Il primo la fantasia op. 49, è un’opera pubblicata tra il novembre del 1841 e il gennaio del 1842, dedicata alla principessa Catherine de Souzzo, sua allieva. Si tratta di un’opera scritta da Chopin a trentadue anni, nella piena maturità artistica, annoverata tra i più alti capolavori della letteratura pianistica, vede la classica tripartizione allegro-adagio-allegro con un inizio a ritmo puntato di marcia, passando per un tono meditativo e narrativo per concludersi con uno trionfale. Il secondo brano scelto è stata la Polonaise Fantasie in la bemolle maggiore op.61. Tra le ultime composizioni di Chopin, scritta nel 1845 e pubblicata l’anno seguente, fu l’ultima delle complessive diciotto polacche scritte dal musicista. Un’opera che già dal nome non volle omologarsi con la polacca semplice, ma sposare una certa libertà di forma che con i suoi sette episodi spazia da atmosfere malinconiche e nostalgiche a quelle di irruente passionalità e abbandono nostalgico.

Come terzo brano il pianista ha proposto la sonata n.3 in si minore, Op.58, scritta nel 1844 e pubblicata l’anno seguente. Una composizione dedicata alla contessa di Perthuis, consorte dell’aiutante di campo de Re Luigi Filippo di cui Chopin fu ospite a Saint Cloud. Articolata in allegro maestoso, scherzo, largo e finale (presto non tanto), inizia con un tema che è quasi un notturno, passa per lo scherzo che ha messo alla prova l’esecutore per il suo virtuosismo, per approdare al largo meditativo e poi concludersi nel finale trionfante. Il suo inconfondibile tocco ha sicuramente privilegiato la tecnica all’interpretazione. Dopo i lunghi applausi del pubblico Ivo Pogorelich ha concesso due bis di particolare pregio: la Berceuse in Re bemolle maggiore op. 57 e la Barcarola in Fa diesis maggiore op. 60, altre due opere della maturità di Chopin, l’una caratterizzata dalla particolarità delle invenzioni e la complessità armonica, l’altra per i numerosi ornamenti e variazioni. Prossimo appuntamento per la rassegna “Young” il 24 ottobre con il tarantino Flavio Tozzi che eseguirà musiche di Beethoven, Chopin, Liszt e Rachmaninov.

Daniele Lo Cascio

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