Contagi da covid: a Taranto e provincia il numero più alto della Puglia | Tarantobuonasera

09 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Dicembre 2021 alle 09:53:00

Cronaca News

Contagi da covid: a Taranto e provincia il numero più alto della Puglia

foto di Emergenza coronavirus
Emergenza coronavirus

Nella giornata di ieri, in Puglia, si sono registrati 127 nuovi casi di positività al Coronavirus Sars-Cov-2 su 23.197 test, con un tasso positività dello 0,54%. Tre i decessi. La maggioranza dei nuovi casi sono in provincia di Taranto (35), di Lecce (25) e nella provincia Barletta-Andria-Trani (28). Nel Barese sono stati individuati altri 11 casi, 7 nel Brindisino, 17 nel Foggiano. Altri due riguardano residenti fuori regione, mentre per altri due casi la provincia è in corso di definizione.

Delle 2.101 persone attualmente positive 128 sono ricoverate in area non critica e 19 in terapia intensiva. Per quanto riguarda le vaccinazioni, con i dati di Taranto e Brindisi in aggiornamento, questa la situazione in Puglia. Sono 5.971.647 le dosi di vaccino anticovid somministrate in regione (dato aggiornato alle ore 06.00 dal Report del Governo nazionale. Le dosi sono l’ 86.9% di quelle consegnate dal Commissario nazionale per l’emergenza, 6.874.677). Supera quota 5.100 il computo delle terze dosi somministrate nei centri vaccinali della Asl Bari. Soltanto nelle ultime 24 ore ne sono state eseguite 1.200 rispetto alle 3mila complessive di giornata.

La campagna vaccinale anti-Covid sinora ha garantito la somministrazione di 1 milione e 941.871 dosi alla popolazione vaccinabile dell’Area metropolitana, con una distribuzione capillare sul territorio affiancata dai “grandi numeri” di centri ad alta capacità come l’Hub Fiera del Levante di Bari, che lunedì ha tagliato il traguardo delle 200mila dosi erogate, il 10,3% del totale. Numeri che si riflettono sulle elevate coperture territoriali. Attualmente, 28 comuni su 41 hanno raggiunto o superato la soglia del 90% di residenti coperti con prima dose e in 27 municipi gli over 12 vaccinati completamente rappresentano almeno l’86%. Più di 100 i pazienti dell’Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’ di Bari già sottoposti alla terza dose di vaccino. La scorsa settimana, l’istituto oncologico barese ha avviato la campagna dei richiami, cominciando dai pazienti sottoposti a trapianto e i pazienti oncoematologici che avevano già completato il ciclo vaccinale.

Nel dettaglio, 104 le dosi aggiuntive già somministrate. Si continuerà questa settimana, stimando di raggiungere circa 150 pazienti. Per facilitare le operazioni di prenotazione e chiamata, i pazienti, previo consulto con l’oncologo, possono accedere al vaccino il giorno stesso in cui si recano in istituto per le terapie di routine. Saranno invece 300 gli operatori sanitari della Asl Bt che saranno sottoposti alla terza dose di vaccino entro la fine di questa settimana. Le vaccinazioni sono state concordate con le unità operative innanzitutto presso i presidi ospedalieri. In provincia di Foggia, dall’avvio della campagna vaccinale anti Covid, sono state somministrate 868.267 dosi. Ad oggi ha ricevuto almeno una dose di vaccino l’86,8% delle persone di età superiore a 12 anni; hanno ricevuto la seconda dose il 73,7% degli over 12. Somministrate anche 26.025 prime dosi e 18.693 seconde dosi a persone residenti fuori provincia. Ad oggi sono state somministrate 2.121 terze dosi di cui 1.071 a persone estremamente vulnerabili, 131 ad ospiti di strutture sanitarie e socio sanitarie, 174 ad operatori sanitari. Le terze dosi somministrate a persone di età superiore a 60 anni sono 1.609. I medici di medicina generale hanno somministrato in tutto 158.483 dosi di cui 19.345 a domicilio.

Prosegue la campagna di vaccinazione con 3078 vaccinazioni effettuate nella giornata di ieri: 365 nel Centro Polivalente Comunale di Galatina, 408 nella Struttura Operativa Territoriale della Protezione Civile di Campi Salentina, 430 nel PTA di Gagliano del Capo, 153 nella Palestra del Liceo Scienze Umane “Q. Ennio” di Gallipoli, 241 nel Museo Sigismondo Castromediano di Lecce, 359 nella Caserma Zappalà di Lecce, 148 nello Stabile Zona Industriale di Nardò, 79 nel Centro aggregazione giovanile di Spongano, 30 nell’Ospedale di Scorrano, 89 nel Poliambulatorio di Otranto, 24 nel Poliambulatorio di Gallipoli, 204 nel Pta di Maglie, 154 nel Dea Fazzi, 45 dai Medici di medicina generale, 335 terze dosi agli ospiti di strutture sanitarie e sociosanitarie. I vaccini contro il Covid-19 sono sicuri ed efficaci e la somministrazione di una terza dose può conferire un’efficacia protettiva maggiore: è quanto emerge dallo studio condotto su 3.720 operatori sanitari della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia per indagare, in modo prospettico, il rischio di infezione da coronavirus in soggetti vaccinati.

Il lavoro, uno dei più ampi condotti fino ad ora, è stato pubblicato sulla rivista ‘Nature Communications’. I risultati hanno dimostrato l’efficacia dei vaccini nel proteggere dall’infezione da Sars-CoV-2 che si attesta all’83% nella popolazione complessiva degli operatori sanitari e al 93% negli operatori sanitari che avevano in precedenza contratto l’infezione. Dei 3.720 operatori sanitari vaccinati solamente 33 hanno contratto l’infezione da Sars-CoV-2, vale a dire meno dell’1%; 17 erano sintomatici e presentavano sintomi lievi come rinite, tosse e artralgie. Nessuno ha avuto la polmonite o ha necessitato di ricovero ospedaliero.

Altro dato interessante riguarda la trasmissibilità del virus: dei 33 operatori del San Matteo che si sono infettati, solo 2 di loro hanno trasmesso l’infezione ai familiari. I dati sono stati comparati con un gruppo di 346 operatori sanitari che nel periodo tra gennaio e aprile 2021 non avevano ancora ricevuto la vaccinazione. Su questo campione i risultati cambiano considerevolmente e testimoniano l’efficacia della vaccinazione anti Covid-19. I ricercatori e clinici del San Matteo hanno, infatti, registrato un tasso maggiore di infezione (il 5,78%) e anche un maggior numero di soggetti sintomatici. L’85% ha avuto sintomi quali febbre, anosmia (perdita dell’olfatto), ageusia (perdita del gusto) e il 10% ha necessitato di ricovero ospedaliero in seguito al peggioramento delle condizioni cliniche.

“I numeri non hanno bisogno di ulteriori commenti – sottolineano i ricercatori del San Matteo di Pavia -. I risultati sono più che confortanti: l’impatto della vaccinazione ha sostanzialmente cancellato la possibilità di infettarsi in grandi numeri. Qualche caso di reinfezione c’è stato, ma è al di sotto dell’1% degli operatori analizzati. Percentuale che si dimezza per coloro che avevano avuto una pregressa infezione e hanno completato il ciclo vaccinale. Questo ci dice che più stimolazioni conferiscono una maggiore immunità”, concludono i ricercatori. Intanto, nel 2020, anno dello scoppio della pandemia da Covid-19, il mondo dei Pubblici esercizi ha visto sparire 243 mila posti di lavoro di cui 116 mila a tempo indeterminato. Oggi si assiste a un rimbalzo, seppur parziale, con la ristorazione che nel solo mese di ottobre ha in previsione l’assunzione di 41.700 addetti.

Personale specializzato del quale bar e ristoranti hanno un disperato bisogno per continuare a erogare un servizio efficiente e traghettare il settore definitivamente fuori dalla crisi. A dipingere questo scenario è stato Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio che ieri a Roma ha aperto i lavori del primo Talent Day organizzato dalla Federazione, alla presenza, tra gli altri, della sottosegretaria al Lavoro, Tiziana Nisini e dell’assessore al Lavoro e alla Formazione della Regione Lazio, Claudio Di Berardino.

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