27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 09:57:00

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Blitz in Mar Piccolo, smantellati impianti abusivi di cozze

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Blitz in Mar Piccolo, smantellati impianti abusivi di cozze

Blitz in mar Piccolo, smantellati impianti abusivi di ciozze. All’alba di lunedì è scattata l’operazione “Oro di Taranto”: nome che prende spunto simbolicamente dal valore del pregiato mitile allevato nell’area tarantina e divenutone autentico patrimonio, ma che intende anche richiamare l’aspetto prettamente economico degli importi che l’illecita immissione sul mercato di prodotto vietato e irregolare avrebbe comportato, a danno dell’intero sistema della filiera-tracciata.

L’imponente operazione ha visto operare al fianco della Guardia costiera, anche Asl di Taranto, Questura, Guardia di Finanza, Arma dei Carabinieri e Polizia locale, con la predisposizione, sia a terra, sia in mare , di un dispositivo che ha consentito di bonificare un vastissimo specchio d’acqua del primo Seno del Mar Piccolo di Taranto da impianti abusivi di cozze. In particolare, si tratta di allevamenti predisposti in corrispondenza di aree marittime che non possono essere assentite in concessione, per aspetti di sicurezza della navigazione e di natura sanitaria – regolamentati da specifici provvedimenti regionali – direttamente correlati alla salubrità del prodotto e, di riflesso, potenzialmente dannosi per la rinomata qualità del “marchio” cozza di Taranto, apprezzato sul mercato nazionale.L’area bonificata, delle dimensioni di oltre 50.000 metri quadrati, risultava “invasa” da innumerevoli filari irregolari, impiegati per la coltivazione illegale dei mitili.

Per le ingenti attività di individuazione e rimozione del prodotto irregolare, il Centro Nazionale di Controllo Pesca del Comando generale della Guardia Costiera di Roma, cui è affidato il coordinamento dell’attività di verifica sulla filiera ittica sul territorio nazionale , ha inviato la nave Dattilo, unità maggiore della Guardia Costiera capace di assicurare il necessario contributo operativo per il buon esito di un’attività estremamente complessa. I militari dell’unità, sui quattro battelli veloci con a bordo anche personale della locale Azienda sanitaria locale, è intervenuto congiuntamente ai sommozzatori del Nucleo della Guardia Costiera di San Benedetto del Tronto. A garantire la necessaria cornice di sicurezza alle operazioni, anche ulteriori unità della stessa Guardia costiera e della Guardia di Finanza.

Le operazioni si sono concluse con il sequestro di 45 tonnellate tra semi di mitile, cordame e galleggianti, 22 delle quali di prodotto ittico, che si stima avrebbe consentito, una volta raggiunta la taglia di commercializzazione, di immettere sul mercato almeno 100 tonnellate di cozze, con un illecito guadagno, per la sola vendita all’ingrosso di almeno 100.000 euro. “Si tratta di un’attività che è sia finalizzata alla tutela della salute dei consumatori, prevenendo l’illecita immissione sul mercato di un prodotto non certificato per il consumo umano, sia volta a tutelare la “filiera-corretta” del settore, composta da operatori della storica miticoltura tarantina rispettosi delle norme e che si trovano a subire una concorrenza oltremodo sleale – viene sottolineato in una nota stampa della Guarda costiera- non secondari, gli espetti di tutela della sicurezza della navigazione minati dal posizionamento degli impianti abusivi rimossi, privi peraltro di qualsiasi forma di segnalamento e concretamente pericolosi per le unità navali in transito, specie se di ridotte dimensioni”.

Intanto è arrivato il plauso dell’Usb sulla operazione della Guardia Costiera nei campi mitili abusivi. “Accogliamo positivamente questa operazione che è sicuramente un segnale, atto al contrasto della filiera abusiva nel comparto ittico e a tutela della salute pubblica pur, però, constatando che tutti gli interventi della polizia giudiziaria sono necessari perché il settore della mitilicoltura negli ultimi decenni non ha ricevuto la giusta attenzione da parte delle istituzioni- si legge in una nota- da troppi anni, inoltre, il Mar Piccolo attende che i tavoli ministeriali possano varare la tanto sperata bonifica dagli inquinanti industriali che a tutt’oggi persistono, visti gli ultimi dati degli enti di controllo. In controtendenza rispetto a questa inerzia si dirige l’azione dell’amministrazione comunale che ha ricevuto una delegazione di mitilicoltori a Palazzo di Città ed ha già indetto un tavolo specifico per il prossimo 29 ottobre. Che questo incontro sia risolutivo per la tutela dell’ecosistema Mar Piccolo ma soprattutto possa assicurare garanzie per il futuro dei lavoratori mitilicoltori che allevano in queste acque da generazioni”.

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