«Pronti al riscatto contro l’Andria» | Tarantobuonasera

08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 21:25:00

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Il Taranto

Strategia, resilienza e psicologia. Il cammino del Taranto riparte stasera, dal duello casalingo in notturna contro la Fidelis Andria ultima in graduatoria. Missione trasparente è quella del riscatto, dopo la brusca frenata in terra calabrese: il tempo per lo studio è stato esiguo, le carenze in organico persistono, ma Giuseppe Laterza accetta il guanto di sfida con il Fato con orgoglio e razionalità.

“Abbiamo la fortuna di poter tornare in campo subito, disputando un derby importante: sappiamo bene che nel nostro girone non esistono partite facili, ed il duello con l’Andria è particolarmente sentito- ha esordito alla vigilia il tecnico rossoblu- L’entusiasmo dell’avversario rappresenta la difficoltà più grande: il cambio dell’allenatore stimola sempre una trasformazione nell’atteggiamento. Ne ho apprezzato il dinamismo sfoderato contro l’Avellino: dimostrazione che la Fidelis di Ginestra è una squadra viva, che sta recuperando”.

“Temo questo tipo di partite perché scarseggiano gli spazi, in entrambe le fasi è vietato sbagliare. L’aspetto mentale è basilare: non bisogna perdere l’equilibrio, nello stesso tempo occorre proporsi nello sviluppo del gioco- spiega mister Laterza- L’avversario è pronto a sfruttare le imperfezioni in campo aperto, è necessaria l’attenzione sulle coperture preventive. Predico tranquillità, concentrazione, non farsi travolgere dalla frenesia. L’interpretazione tecnica è importante in fase di costruzione”. Disciplinare la fase di non possesso, che ha rappresentato una delle armi più affidabili nel percorso di maturità del Taranto, ripristinare quella razionale collaborazione fra reparti che ha tutelato la squadra al cospetto delle inevitabili imperfezioni, diventano atti essenziali per cancellare il pesante passivo incassato a Catanzaro: “Penso che i calabresi siano stati bravi a sfruttare i nostri errori- commenta il tecnico rossoblu- Uno dei gol segnati è conseguenza di un nostro tentativo di uscire palla al piede dalle retrovie: sono stati abili ad intercettare un passaggio in orizzontale ed a ritrovarsi uno contro uno sull’esterno, dove Vandeputte ha fatto la differenza”.

“In merito al tipo di partita che ho letto ed ho analizzato insieme coi miei colleghi, i giocatori del Catanzaro non ci hanno dato la possibilità di giocare e costruire da dietro: venivano a prenderci alti, sfruttavano le nostre lacune con le transizioni e con le ripartenze- analizza i dettagli- Abbiamo concesso tanto sui contrasti, avemmo dovuto ragionare in modo adeguato. Però la qualità del singolo è emersa a loro vantaggio. Non era un match semplice: ci abbiamo provato, fedeli alla nostra mentalità di manovra, evitando di chiuderci”.

“La mia rabbia, a fine gara, era indirizzata verso le ingenuità commesse sulle reti subìte- confida mister Laterza- Il calcio di rigore è stato una sciocchezza: nel momento migliore nostro, se fossimo stati bravi ad accorciare il risultato, avremmo potuto disputare con maggiore sicurezza gli ultimi venti minuti in cui avevamo guadagnato campo. Nella fase di non possesso e nelle transizioni, gli uomini di Calabro ci hanno surclassati”. Un improvviso stato di necessità innesca variazioni nella composizione della difesa che si opporrà ai federiciani: “Registriamo defezioni: Riccardi per l’inaspettata squalifica e Benassai, uscito malconcio per una botta alla caviglia”.

Perplessità hanno coinvolto il giovane portiere Chiorra: “E’ stato etichettato in Coppa Italia, ma si è espresso bene nelle successive partite, in cui ha salvato anche il risultatorassicura il trainer ionico- Abbiamo analizzato i gol del Catanzaro: sul primo, la corsa dei difensori e dei centrocampisti va fatta sulla respinta del portiere, perché Cianci è stato abile a superare ed a calciare completamente solo. Il portiere para un tiro da lontano, ma nessuno interviene in aiuto. Sul secondo, invece, Chiorra era troppo spostato sul primo palo. E’ giovane, va accordata fiducia. Valuterò le condizioni psicologiche di tutti i miei giocatori: la partita va affrontata con tanto entusiasmo, coraggio e determinazione in questo momento del campionato importante per noi”. Il centrocampo è apparso monotono, senza sufficiente densità ed idee nell’impostazione, complice la precarietà di alternative: “Purtroppo non siamo nelle condizioni di variare tanto. Siamo in difficoltà dal punto di vista numerico, inutile nasconderlo: ci sono atleti che stanno giocando supportati dagli antidolorifici- rivela Laterza- Da due settimane, qualcuno è acciaccato ma è costretto a scendere in campo. E’ un periodo delicato: la missione di tutti è sacrificarsi per il gruppo”.

Rifugge dagli stereotipi di integralismo tattico, Giuseppe Laterza: “La mia idea è giocare col 4-2-3-1, modulo che a me piace tanto- ammette- Per una questione di disponibilità numerica, devo conferire un equilibrio alla squadra: il nostro avvio è stato positivo, dobbiamo recupere gradualmente i nostri interpreti di qualità soprattutto sugli esterni”.

“Finalmente sto rivedendo l’Antonio Santarpia di qualche mese fasorride- Nell’ultimo periodo ho pretesto tanto da lui, perché lo vedevo un po’ troppo molle. Siamo in una situazione in cui dobbiamo fare la conta dei giocatori a disposizione, in relazione alla scelta del modulo e di gestione di partita in tutti i 96’”. La sconfitta di Catanzaro non deve assolutamente innescare un contraccolpo psicologico: “Non dobbiamo commettere un simile errore. Desideravamo fare bene per il nostro percorso di crescita, confermarci in una piazza di alto livello: non ci siamo riusciti, ma non dobbiamo abbassare la testachiosa Laterza-Dobbiamo reagire, evitando di perdere convinzione e concentrazione”.

Alessandra Carpino

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