28 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2021 alle 08:11:24

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Obbligazioni subordinate vendute da Mps e risarcimento del danno

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Obbligazioni subordinate vendute da Mps e risarcimento del danno

“Ho acquistato dei titoli dalla Banca Monte dei Paschi di Siena che, solo successivamente, ho appreso essere obbligazioni subordinate, i quali mi erano stati prospettati come sicuri e senza rischio per il capitale. Ho qualche speranza di recuperare i miei soldi”? Quando mi vengono rivolte domande, come quella del nostro lettore, avverto tutta la drammaticità che si cela dietro il fenomeno del c.d. “risparmio tradito”. Dietro tale locuzione, dal forte appeal mediatico, al di là dei reportage dedicate a tale argomento e delle “chiacchierate al bar” che da esso ne scaturiscono, vi è sempre un comune denominatore: i risparmi, spesso di una vita, frutto di lavoro e sacrificio di intere famiglie, che vanno in fumo. E questo lo dico avendo affrontato professionalmente sul campo (nelle aule di Tribunale) tutte le vicende di “risparmio tradito” che negli ultimi venti anni hanno coinvolto i risparmiatori italiani: dalla ex Banca 121 – successivamente MPS (con i famigerati prodotti finanziari My Way/4 You) agli scandali Cirio, Parmalat, Argentina, Cerruti, dalle vicende Banca Etruria alle Banche Venete (Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza) per finire ai recentissimi casi della Banca Popolare di Bari e delle obbligazioni subordinate vendute da MPS. Ma torniamo al quesito del nostro lettore.

Per valutare se lo stesso abbia speranza o meno di recuperare il denaro investito, bisognerebbe analizzare la documentazione e conoscere i dettagli della vicenda. In ogni caso, voglio evidenziare che proprio il Tribunale di Parma ha, con una recentissima sentenza, riconosciuto il risarcimento del danno patito da un risparmiatore che, così come il nostro lettore, aveva investito in obbligazioni subordinate vendute da MPS essendogli state prospettate come prive di rischio alcuno. Più in particolare il Tribunale Parmigiano ha riscontrato che: 1)- l’Istituto di credito non ha fornito al risparmiatore le informazioni relative all’investimento previste dalla legge ed in particolare quelle concernenti la natura subordinata dell’investimento, le caratteristiche ed i rischi dello stesso; 2) – l’inosservanza dei suddetti doveri di informazione concretizza anche la violazione dei canoni di diligenza e correttezza che devono essere sempre rispettati dall’intermediario; 3) – dalle violazioni sopra illustrate scaturisce il diritto del risparmiatore al risarcimento del danno. In conclusione, qualora sussistano, nel singolo caso, i presupposti giuridici – anche in virtù di tale importante precedente giurisprudenziale – il nostro lettore può nutrire la “speranza” concreta di recuperare il proprio denaro.

Avv. Emilio Graziuso
Avvocato Cassazionista e Dottore di Ricerca

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