08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 07 Dicembre 2021 alle 22:57:00

foto di Joe Debono (foto Joe Smith)
Joe Debono (foto Joe Smith)

Questa volta mi occupo di un tastierista espertissimo, Joe Debono e del quintetto che lo rappresenta, i Joe Debono Quintet. Pianista di estrazione classica, dal tocco raffinato, melodicamente e armonicamente assai sensibile, Joe Debono ha scoperto il jazz grazie a suo zio: Charles Sciberras. Fondamentale la figura di questo batterista nel percorso artistico del pianista maltese, poichè gli ha permesso di entrare in svariati e importanti circuiti jazzistici.

Dopo una serie di prestigiosi studi accademici, che hanno alzato in modo esponenziale il suo livello di preparazione musicale, Debono ha avviato numerose e significative collaborazioni con uno stuolo di jazzisti parecchio affermati nel panorama internazionale, fra i quali: Charles Gatt, Laurie Simson, Walter Vella, Andrew Micallef, Gianluca Renzi, Fabrizio Bosso, Aldo Bassi, Carlo Muscat, Alex Bezzina, Joe Camilleri, Stjepko Gut, Rino Cirinnà, Roberto Occhipinti, Marcello Pellitteri, Yoni Zelnik, Fred Pa-squa, Bertil Strandberg, Hetty Kate, Olivier Zanot, Olivier Degabriele, Paolo Vicari, Nadine Axisa, Sandro Zerafa, Mark Kelso, Jim Doxas, RemiJean LeBlanc, Carmelo Venuto, Alessandro Presti, Dino Rubino, Nello Toscano. Le sue specchiate qualità artistiche sono state particolarmente apprezzate in giro per il mondo: Grecia, Tunisia, Turchia, Gibilterra, Germania, Italia, Svizzera, Canada.

Attualmente tiene lezioni di improvvisazione jazz presso la Malta School of Music. Joe Debono è anche il direttore artistico di Offbeat Music Bar che ha la missione di coltivare un hub per gli amanti della musica attraverso esibizioni dei migliori talenti locali e stranieri. Il suo ultimo lavoro è disponibile su tutte le piattaforme digitali e in copia fisica già da venerdì 28 maggio 2021, Acquapazza è il nuovo disco firmato Joe Debono Quintet, poliedrica e interessante formazione costituita da cinque musicisti di notevole caratura come Dino Rubino alla tromba e al flicorno, Rino Cirinnà al sax tenore, Joe Debono al pianoforte, Nello Toscano al contrabbasso e Paolo Vicari alla batteria. Prodotto dall’etichetta discografica Anaglyphos Records e supportato da Malta Arts Fund – Arts Council Malta, la tracklist del CD è formata da nove composizioni originali figlie della magmatica materia grigia del pianista, eccezion fatta per Innu Lil San Guzepp, brano autografato da Carlo Diacono.

Acquapazza è un album improntato su una fascinosa commistione di generi musicali comprendente jazz, blues, gospel e rock, ma senza mai legarsi strettamente e indissolubilmente a nessuno di essi. Questo intrigante mélange stilistico è ulteriormente impreziosito da un’accentuata componente mediterranea, volta a donare una maggiore autenticità e integrità a tutte le composizioni e all’interpretazione dei cinque musicisti, reale punto nodale e stella polare del progetto. Una mediterraneità che testimonia la forte e vicendevole influenza sul jazz del passato e del presente. Alla mia richiesta il pianista e compositore maltese si esprime così sulla sua nuova realizzazione discografica: «Questo progetto nasce con l’intento di documentare una collaborazione che dura da cinque anni. Grazie al Malta Jazz Festival, che mi ha permesso di suonare con diversi musicisti affermati, fra cui Rino Cirinnà, Stjepko Gut, Roberto Occhipinti e Marcello Pellitteri, nell’edizione del 2016, si è creata una bella e solida amicizia con Rino, che è sfociata nella formazione di questo quintetto.

Nel 2018 sono stato invitato al Ragusa Ibla Jazz Festival, e quando nel 2019 mi è stato chiesto di fare un tour a Palermo, Siracusa e Catania, ho discusso con Rino sulla possibilità di formare un quintetto con musicisti siciliani con cui avremmo suonato le mie composizioni e lui ha subito detto di sì. In una settimana i membri della band sono diventati stabili. Rino ha subito pensato di coinvolgere Dino Rubino, che non ha bisogno di presentazioni perché è uno dei più grandi musicisti italiani ed europei, Nello Toscano, memoria storica del jazz siciliano con un background immenso e conoscenza di questa disciplina musicale e Paolo Vicari, un giovanissimo talento, ma già con molta esperienza alle spalle e collaborazioni di alto livello maturate nel corso della sua carriera.

Le intense esperienze che ho vis-suto con questi ragazzi hanno consolidato la mia identità di musicista e compositore jazz. Ci si potrebbe chiedere, come mai la Sicilia? Nei miei anni formativi mettevo in discussione la validità della presenza del jazz a Malta. Pensavo che vivere così lontano geograficamente e culturalmente dalle rinomate capitali jazzistiche mi negasse il diritto di continuare a praticare questo linguaggio, tanto da farlo diventare mio. Indipendentemente da questo, il fatto che dubbi del genere non sono rari nel mondo dell’arte e forte del pensiero secondo cui il jazz, sebbene sia musica americana, sia diven-tato legittimamente appannaggio del mondo intero, mi ha spinto ad andare avanti. Ma c’è di più: lunghe conversazioni con Rino Cirinnà su questo genere musicale hanno dato luce sul segno ineffabile che, i musicisti di discendenza italiana, hanno lasciato nella storia del Jazz». Non ci resta che passare all’ascolto dei suoi lavori a cominciare propro da “Acquapazza”, buon approfondimento e buon ascolto!

Vito Lalinga

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