27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 11:58:00

Cronaca News

Dissequestrato l’altoforno 2 del siderurgico

foto di Un altoforno ex Ilva
Un altoforno ex Ilva

Il Tribunale di Taranto ha dissequestrato l’altoforno 2 del siderurgico Acciaierie d’Italia, ex Ilva. Ha accolto la richiesta degli avvocati Angelo Loreto e Filippo Dinacci. Il sequestro era scattato a giugno 2015 dopo la morte dell’operaio martinese Alessandro Morricella il quale fu investito da un getto di ghisa mentre effettuava il controllo della temperatura. Il dissequestro era stato chiesto lo scorso settembre dai legali di Ilva in amministrazione straordinaria, Loreto e Dinacci, a valle dei lavori eseguiti in precedenza.

Lavori costati circa 10 milioni e finanziati dalla stessa Ilva in amministrazione straordinaria (che è proprietaria degli impianti mentre ArcelorMittal è gestore in fitto). I lavori sono consistiti in una serie di migliorie impiantistiche e di interventi di sicurezza sia generali, che sul piano di colata dell’altoforno. Subito dopo la morte di Morricella, l’altoforno 2 venne sequestrato dalla magistratura senza facoltà d’uso. In seguito ci fu un decreto del Governo che sbloccò l’altoforno rendendolo di nuovo operativo ma condizionandolo ad una serie di lavori e prescrizioni da attuare. Questo sblocco portò l’Ilva ad avere la facoltà d’uso. Successivamente l’altoforno 2 è stato nuovamente sequestrato senza facoltà d’uso perchè l’autorità giudiziaria ha ritenuto che non tutti i lavori e le prescrizioni imposte fossero state eseguite e applicate da Ilva in amministrazione straordinaria.

Quest’ultima ha impugnato il nuovo sequestro al Tribunale del Riesame ottenendo l’accoglimento della propria istanza. Il completamento dei lavori all’altoforno 2 è avvenuto nel 2020 e ai primi di quest’anno l’impianto è tornato a produrre la ghisa. E’ uno dei tre attualmente operativi nel siderurgico di Acciaierie d’Italia.

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