30 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Novembre 2021 alle 11:54:00

Cronaca News

Acciaierie d’Italia, arriva la svolta green

foto di L’ad ArcelorMittal Morselli
L’ad di Acciaierie d'Italia Lucia Morselli

La decarbonizzazione o la produzione green dell’acciaio o l’acciaio pulito, come è stato definito in questi anni è un processo concreto che sta prendendo corpo all’ex Ilva di Taranto. Il momento della svolta green è finalmente arrivato. Non si tratta di slogan questa volta. Lo dimostra uno studio di fattibilità che sarà avviato a seguito dell’accordo firmato da Acciaierie d’Italia con la Nextchem, società del Gruppo Maire Tecnimont (uno dei più grandi e importanti d’Europa) finalizzato alla decarbonizzazione dello stabilimento siderurgico di Taranto. Lo studio, spiega una nota, si concentrerà sull’impiego di gas circolare (Syngas) ottenuto attraverso la tecnologia di riciclo chimico di NextChem, basata sul recupero del carbonio e dell’idrogeno contenuti in scarti plastici e secchi mediante un processo di ossidazione parziale. La tecnologia di NextChem consente di ottenere un gas circolare che può essere utilizzato sia nei processi di raffinazione che nel ciclo produttivo dell’acciaio – in sostituzione di polverino di carbone in altoforno o di gas naturale nella riduzione diretta – per abbattere le emissioni di anidride carbonica.

Lo studio di fattibilità metterà a fuoco i benefici ambientali derivanti dall’impiego del gas circolare in acciaieria, come anche dalla valorizzazione dei gas di coda prodotti nel sito. Pierroberto Folgiero, amministratore delegato del Gruppo Maire Tecnimont e di NextChem, ha manifestato la sua soddisfazione per la firma dell’accordo: «Siamo orgogliosi di collaborare con Acciaierie d’Italia per lo sviluppo di un progetto che può offrire una soluzione concreta per la decarbonizzazione del ciclo produttivo e di lavorazione dell’acciaio. La tecnologia di NextChem, già cantierabile, può dare un grande contributo alla riconversione green dei siti industriali tradizionali». Soddisfatta anche Lucia Morselli, amministratore delegato di Acciaierie d’Italia: «Contribuire alla transizione energetica è precisa responsabilità di ogni impresa. La tecnologia per il gas circolare di NextChem è di interesse per Acciaierie d’Italia perché, una volta verificata, va nella direzione della decarbonizzazione dei nostri impianti».

Rendere green lo stabilimento siderurgico di Taranto rappresenta anche una sfida per le aziende che saranno impegnate. Molto spesso, nel corso degli ultimi anni, si è acceso il dibattito che ha visto protagonisti esponenti politici, sindacati, gruppi e associazioni impegnati nell’ambientalismo e personaggi del mondo della cultura, divisi sul tema dell’ambientalizzazione dell’ex Ilva di Taranto diventata il simbolo dell’inquinamento delle fabbriche che uccidono provocando malattie e morti.

Adesso, invece, le nuove tecnologie consentono di intervenire su impianti costruiti diversi decenni fa per introdurre una produzione che riduca al minimo l’impatto delle emissioni sull’ambiente e sulla salute. Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, nei giorni scorsi, durante un’audizione alla Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati ha sostenuto che l’introduzione di un sistema di produzione “pulito” potrebbe evitare la confisca definitiva degli impianti disposta dalla magistratura. Infatti, in primo grado, la Corte d’Assise di Taranto, nella sentenza, ha disposto la confisca dell’area a caldo. La svolta green, quindi, potrebbe consentire allo Stato, ora socio di Acciaierie d’Italia, di superare l’ostacolo delle vicende giudiziarie e di scrivere una storia diversa da quella degli ultimi anni.

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