Laterza medita il cambio di modulo | Tarantobuonasera

09 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Dicembre 2021 alle 11:48:00

foto di Giuseppe Laterza
Giuseppe Laterza

Il racconto di un riscatto, di una missione agonistica ed emotiva compiuta nel modo più avvincente. Un derby mai banale, quello con la Fidelis Andria, che non conosce discriminazioni nonostante l’attuale classifica deficitaria dei federiciani: vinto in rimonta dal Taranto, nell’appuntamento notturno comandato dal calendario, permeato dall’atmosfera autentica che il popolo degli appassionati sugli spalti sa ancora regalare, attraverso scenografie luminose, ritmi cadenzati e cori.

Un viaggio avvincente, che parte dallo studio, dalla pazienza e dall’organizzazione delle idee nel primo tempo, continua con il trauma istantaneo del vantaggio degli ospiti, e rintraccia il suo epilogo nella reazione testimoniata dai due sigilli che ribaltano il risultato, sino alla catarsi emotiva dello stratega Giuseppe Laterza e dell’intero suo gruppo. “Una partita vinta con il cuore. Ed il pubblico ha rappresentato la vera spinta- tradiscono una certa commozione, le parole dell’allenatore rossoblu- E’ un pubblico maturo, lo scopro quest’anno: purtroppo nello scorso campionato non me lo sono goduto. E’ l’arma preziosa dall’inizio del torneo: lo ringrazio anche a nome dei miei ragazzi. Sono contento che la squadra sia riuscita a regalare questa emozione in un derby: andare in svantaggio, recuperare, soprattutto segnare due gol sotto la curva”.

Il Taranto aveva necessità di ripartire, e non solo dopo il pesante passivo incassato a Catanzaro: gli stereotipi erano in agguato, le perplessità circa la carenza offensiva proliferavano, le insidie disseminate dalle compagini in lotta per la permanenza in categoria aumentavano, e l’Andria poteva tramutarsi in un ennesimo, nevrotico ostacolo. Ne era consapevole, Giuseppe Laterza, invocato a curare l’aspetto psicologico e disciplinare con equilibrio ed entusiasmo entrambe le fasi tattiche: “Alla fine del primo tempo, negli spogliatoi, mi sono un po’ arrabbiato coi miei ragazzi perché eravamo troppo frenetici nella metà campo avversaria- confida- Palloni semplici da giocare, anche importanti dal limite dell’area, sono stati scaricati con molta fretta, senza prenderci le responsabilità, e questo non possiamo permettercelo. Dobbiamo essere sereni: siamo stati artefici di un buon inizio, dobbiamo cercare di impostare la manovra con maggiore tranquillità. Non lo abbiamo fatto nella prima frazione di gioco”.

“Nel secondo tempo, il gol di svantaggio ci ha creato l’effetto contrario: ci abbiamo creduto con maggiore lucidità, determinazione e correttezza nel gestire la palla, ed i cambi ci hanno offerto più spunti- sorride il tecnico rossoblu- Col 4-3-3 impostato nella prima frazione, siamo apparsi un po’ più timorosi, con gli interni di centrocampo ad attaccare gli spazi e con gli esterni d’attacco a tenere palla ed a saltare l’uomo. Non abbiamo avuto il tempo necessario per perfezionarci attraverso il lavoro quotidiano, adesso abbiamo a disposizione qualche uomo in più e valuterò le condizioni di tutti per la partita di domenica a Foggia, cercando anche di cambiare qualcosa e di dare più spazio a chi in questo periodo ha giocato meno”. Il pensiero corre immediatamente allo sviluppo del 4-2-3-1, adottato in corso d’opera e propedeutico alla confezione dei gol del rilancio: “ Non è un mistero la mia predilezione per questo sistema tattico- ribadisce Laterza- Aumenta la disponibilità di interpreti: abbiamo recuperato Pacilli, Ghisleni, Santarpia dal punto di vista della cattiveria, ed in panchina si è finalmente accomodato Falcone. Emblematici di soluzioni in più”.

Antonio Santarpia, appunto: il giovane “eroe di Lavello” è stato autore della magnifica intuizione che ha ribaltato le sorti del match: “Confermo le mie parole alla vigilia: sta cambiando atteggiamento. Adesso lo vedo pronto, dinamico, determinato ed il secondo gol da lui realizzato ne è dimostrazione- ribadisce con fierezza- Lodo il carattere profuso da tutti i ragazzi che sono subentrati in un momento di difficoltà. Santarpia può essere uno di quei giocatori che ci darà la possibilità di cambiare modulo”. La sintesi idonea fra spensieratezza e logica garantita dai giovanissimi in organico ha ispirato intuito e profondità in chiave offensiva: “Questa partita mi ha detto tanto: si tratti di esperti o di under, nel calcio conta la voglia di imporsi- ricorda mister Laterza-Coloro che sono subentrati hanno profuso idee ed hanno cambiato la partita, così come i prescelti titolari in difesa Tomassini, Granata e Chiorra hanno garantito la giusta tranquillità. Indipendentemente dall’età, questa è una squadra che ha dei valori e dobbiamo continuare a coltivarli”. Il Taranto ha ripreso ieri pomeriggio la preparazione in vista di un altro derby affascinante, quello che andrà in scena domenica prossima allo Zaccheria di Foggia.

Tutti i calciatori impiegati nel duello con i federiciani hanno effettuato il classico lavoro di scarico e di ripristino delle energie, mentre il resto del gruppo si è concentrato sulle esercitazioni tecniche, disputando una partitella a campo ridotto nel finale.

Alessandra Carpino

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