Lavoratore sospeso via WhatsApp | Tarantobuonasera

08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 22:53:00

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“Vi ricordiamo che avete l’obbligo, come dipendente subordinato, di obbedire alle direttive gerarchiche del datore di lavoro“. E’ il tenore dei messaggi, fa sapere la Cgil, che arrivano sulla chat WhatsApp dei dipendenti passati da alcune settimane dall’appalto Tundo a quello della RT Padovano, Dover e Scoppio che si occupa del trasporto disabili della provincia di Taranto. «A un dipendente, considerato “disobbediente” solo perché aveva chiesto (come suo diritto) di conoscere con anticipo gli orari di lavoro del suo contratto part-time, sempre via WhatsApp, è arrivata – spiega la Cgil – la sospensione con il seguente testo: “Lei è sospeso dal servizio ed abbiamo inviato raccomandata alla quale deve rispondere.

Nessun ordine di servizio le è stato assegnato per oggi e per i prossimi giorni“». Mimmo Sardelli, della Funzione Pubblica Cgil, che segue la vertenza insieme a Francesco Zotti, segretario della Filt, commenta così la vicenda: «E’ un appalto che non ha dignità,lo stesso in cui un’operatrice è stata sospesa solo perché osava chiedere il pagamento degli stipendi. Ora, malgrado il cambio di azienda (la Tundo è stata raggiunta da un’indagine della Guardia di Finanza), si continua a lavorare in un clima insostenibile. Dopo le denunce del sindacato di categoria e di quello confederale era stata proprio la Cgil a chiedere che su determinati servizi il “pubblico” si assumesse le responsabilità». «La sospensione di un lavoratore, attraverso un messaggio WhatsApp, è un atto gravissimo – è il commento del segretario generale della Cgil di Taranto, Paolo Peluso – che ci dimostra, se mai ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia utile procedere, in appalti delicati come questi che riguardano il bisogno di assistenza di cittadini fragili, con l’internalizzazione della forza lavoro».

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