Sipario sul 4° Premio “Raffaele Carrieri” | Tarantobuonasera

09 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Dicembre 2021 alle 10:55:00

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Sipario sul 4° Premio “Raffaele Carrieri”

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Sipario sul 4° Premio “Raffaele Carrieri”

Con 400 partecipanti provenienti da ben dodici regioni, oltre la Puglia, si è conclusa con un vero successo la quarta edizione del Premio Nazionale di Poesia e Narrativa “Raffaele Carrieri” organizzato dal Centro Socioculturale “La Masseria” fondato e presieduto da Giosuè Illume. La manifestazione conclusiva si è tenutaal Castello Aragonese, concesso dalla Marina Militare per l’importanza della manifestazione. Illume ha introdotto la cerimonia di premiazione spiegando lo scopo e gli sforzi occorsi per far diventare nazionale il Premio in soli quattro anni.

Hanno fatto seguito le parole del presidente onorario della giuria, Paolo De Stefano (già Premio alla Cultura 2019) e del presidente effettivo, il poeta e scrittore Giovanni Paradiso che ha presentato al folto pubblico i componenti della giuria stessa: oltre ai due presidenti già citati, Gennaro Esposito, Lucio Pierri, Alberto Altamura, Marisa Cossu, Josè Minervini e Stefania Danese.La mattinata è stata allietata dall’intercalare di alcuni brani musicali eseguiti dalla studentessa di violino del Conservatorio “Paisiello”, Angela Cagnazzo. Riportiamo qui solo i primi premi delle sette sezioni. Poesia: “Ulivi salentini” di Assunta Marzotta, Lecce; Narrativa: “Un giorno il mondo finirà” di Luca Prandini, Brescia; Libro edito di poesie: “Sedimentare il tempo” di Emanuela Dalla Libera, Livorno; Raccolta inedita di poesie: “Dannato limite” di Donato Francesco, Reggio Calabria; Poesia studenti: “Donna Rinasci” di Silvia Manzo, Taranto; Narrativa studenti: “Il nostro percorso di crescita” di Gaia Di Mauro, Taranto; Premio speciale dialetto: “Lui come una divinità” di Giuseppe D’Agrusta, Palermo; Premio speciale della giuria: “A occhi chiusi” di Federica Martano, Roma.

Il Premio speciale alla Cultura è stato assegnato, quest’anno, a un grande produttore di vini come Cosimo Varvaglione, terzo di una stirpe di vinificatori, che ha saputo realizzare prodotti di straordinario livello che da anni esporta in tutto il mondo facendo brillare nel firmamento del settore il nome di Taranto. Ricorrendo il centenario dell’azienda, Cosimo Varvaglione ha voluto celebrare l’anniversario scrivendo un libro che non solo racconta la storia dell’azienda e dei suoi protagonisti, ma scrive con maestria e tanto sentimento dei valori contadini, delle famiglie e della dedizione rispettosa della terra. A presentare il premiato, la storia dell’azienda Vigne e Vini e quella della famiglia Varvaglione è stato chiamato l’ex direttore del Corriere del Giorno, Antonio Biella, buon conoscitore delle vicende e dei protagonisti di Taranto. Il premio – per l’assenza del protagonista – è stato consegnato alla consorte, Maria Teresa Basile Varvaglione.

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