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08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 21:25:00

Cronaca News

«Terza dose per tutti: al via da gennaio»

foto di Il ministro Roberto Speranza
Il ministro Roberto Speranza

Terza dose di vaccino anti-Covid per tutti a partire da gennaio 2022. A ipotizzarlo è il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri. “Verosimilmente una terza dose sarà necessaria per tutti” perché “se iniziano dei contagi, anche se al momento non è così a parte casi sporadici, tra coloro che hanno fatto i vaccini 8, 9 o 10 mesi fa, è chiaro che entro l’anno si procederà”, ha spiegato Sileri ospite di ‘The Breakfast Club’ su Radio Capital. Ora, ha ricordato, abbiamo iniziato da “personale sanitario e over 60, meglio ancora over 80 che” la terza dose, ha sollecitato, “prima la fanno e meglio è. E poi da gennaio immagino il resto della popolazione, che verrà scaglionato secondo quando si è fatta la prima e la seconda dose”. “La terza dose sarà necessaria, per certe categorie”, ha affermato nei giorni scorsi anche il presidente del Consiglio Mario Draghi.

“La terza dose sarò necessaria. Da quel che si capisce e da quel che il ministro Speranza ha detto, sarà necessaria per certe categorie specialmente: come al solito si procederà in ordine di importanza, di fragilità, di vulnerabilità, di età, per differenti categorie”, ha detto il premier nella conferenza dopo il Consiglio europeo. “Se l’obiettivo è quello a lungo termine di bloccare la trasmissione e continuare ad avere una vita come questa senza le preoccupazioni che ha in questo momento la Gran Bretagna, è chiaro che” la terza dose “va fatta a tutti”, ha affermato anche Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Microbiologia dell’Università di Padova, è intervenuto nella trasmissione ‘Rotocalco 264’ condotta da Roberta Feliziani su Cusano Italia Tv. Ci sono molte voci divergenti sulla necessità di una terza dose di vaccino anti covid per alcune categorie di persone negli Stati Uniti, scrive intanto il New York Times. Le raccomandazioni delle agenzie coinvolte – anche quelle adottate all’unanimità, mascherano un significativo dissenso e malessere fra i loro consiglieri scientifici.

Diversi scienziati consiglieri Centers for Disease Control and Prevention e della Food and Drug Administration, hanno spiegato che i dati dimostrano che, eccetto gli adulti di più di 65 anni, la grande maggioranza degli americani sono già ben protetti contro le forme gravi della malattia e non hanno bisogno di un booster. Alcuni esperti hanno denunciato di essersi sentiti obbligati a fare scelte difficili, sulla base di ricerche ancora sporadiche, nel pieno di una emergenza sanitaria. Ma alcuni hanno detto di essersi sentiti obbligati a votare in favore della terza dose per il modo in cui le agenzie federali hanno posto la questione che è stata loro sottoposta. “Non si tratta di raccomandazioni basate su prove”, ha riassunto Sarah Long, esperta in infettivologia pediatrica al Drexel College di Medicina di Filadelfia e nel Comitato consultivo del Cdc. Ci sono dati limitati sulla sicurezza e l’efficacia della terza dose. Quelli in sostegno del booster con Moderna e J&J sono “di qualità molto bassa”, ha spiegato Kathleen Dooling, scienziata del Cdc. La posizione ufficiale di Fda e Cdc è quella per cui gli anziani, le persone fragili e chi per lavoro è particolarmente esposto al virus, può richiedere una terza dose di uno dei tre vaccini approvati negli Usa (l’ultima categoria è stata inserita nelle raccomandazioni dei Cdc malgrado il parere contrario degli esperti).

“Non penso che ci siano prove che ogni persona di queste categorie abbia bisogno di un booster, a oggi”, ha affermato Matthew Daley, ricercatore del Kaiser Permanente Colorado e membro del comitato consultivo del C.D.C. Ma dopo aver approvato i dati di Pfizer, gli scienziati non hanno voluto escludere gli altri prodotti. “La cosa che mi inquieta è che non sappiamo se i booster sono necessari”, ha precisato Cody Meissner, pediatra alla Tufts University School of Medicine e consigliere per l’Fda. “Ci si può vaccinare con la terza dose” di vaccino anti Covid “a partire dai 60 Il ministro Roberto Speranza: «Serve aumentare il livello di vaccinazione anti-Covid» anni. E invito gli tutti gli over 60 a farla, a partire dal personale sanitario e dalle Rsa, per chi siano passati i 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale. Io penso che questo sia fondamentale per proteggere ancora meglio i nostri cittadini” ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo l’inaugurazione, ieri mattina, della nuova Breast Unit – Centro di senologia multidisciplinare del Policlinico di Tor Vergata di Roma. Alla domanda se ci sono scorte per la terza dose, il ministro ha risposto che “non abbiamo nessun problema, le dosi ci sono”.

“Serve aumentare ancora il livello di vaccinazione anti Covid che in questo momento è alto: siamo all’86,10% di prime dosi, un dato molto significativo. Ma dobbiamo ancora farlo crescere e dobbiamo continuare a lavorare anche sulla terza dose. E serve mantenere le misure precauzionali a partire dalle mascherine nei luoghi chiusi”, aveva spiegato in precedenza il ministro. I numeri della pandemia “che arrivano dagli altri Paesi – continua il ministro – ci dicono che la sfida è aperta. Quindi c’è bisogno di massima attenzione. In questo momento, in Europa, i numeri dell’Italia sono migliori ma non dobbiamo considerarci fuori da questa sfida. Quindi serve mantenere un livello alto di attenzione”. Una terza dose del vaccino anti-Covid di Moderna “può essere presa in considerazione nelle persone dai 18 anni in su”. La dose di richiamo consiste nella metà della dose utilizzata nel ciclo di vaccinazione primaria, precisa l’Ema nella nota. La raccomandazione del Comitato per i medicinali a uso umano Chmp dell’Agenzia europea del farmaco Ema si basa su dati che mostrano che una terza dose del vaccino Spikevax, “somministrata da 6 a 8 mesi dopo la seconda, ha portato a un aumento dei livelli di anticorpi” negli adulti in cui questi livelli stavano diminuendo.

L’agenzia Ue fa il punto anche sugli effetti collaterali del booster. E spiega che “i dati attuali indicano che l’andamento degli effetti avversi dopo il richiamo è simile a quello che si verifica dopo la seconda dose. Il rischio di condizioni cardiache infiammatorie o altri effetti collaterali molto rari viene attentamente monitorato” dopo il richiamo. Come per tutti i medicinali, “l’Ema continuerà a esaminare tutti i dati sulla sicurezza e l’efficacia di Spikevax”. A livello nazionale, continua ancora l’Ema, “gli organismi di sanità pubblica possono emettere raccomandazioni ufficiali sull’uso delle dosi di richiamo, tenendo conto della situazione epidemiologica locale, nonché dei dati di efficacia emergenti e dei dati di sicurezza limitati per la dose di richiamo”. “All’inizio di questo mese – ricorda l’ente regolatorio – il Chmp ha concluso che una dose di richiamo di Comirnaty (l’altro vaccino a mRna autorizzato, quello di BioNTech/Pfizer, ndr) può essere presa in considerazione almeno 6 mesi dopo la seconda dose per le persone di età pari o superiore a 18 anni. Inoltre, si raccomanda di somministrare una dose extra di Comirnaty e Spikevax a persone con sistema immunitario gravemente indebolito, almeno 28 giorni dopo la seconda dose”.

Maggiori informazioni sulla raccomandazione del richiamo per Spikevax saranno disponibili nelle informazioni aggiornate sul prodotto, informa l’Ema che precisa ancora una volta come “l’attuazione delle campagne di vaccinazione nell’Ue” rimanga “prerogativa dei gruppi consultivi tecnici nazionali sull’immunizzazione (Nitag) che guidano le campagne di vaccinazione in ciascuno Stato membro dell’Ue. Questi organismi sono nella posizione migliore per tenere conto delle condizioni locali, compresa la diffusione del virus (in particolare qualsiasi variante preoccupante), la disponibilità di vaccini e le capacità dei sistemi sanitari nazionali. L’Ema continuerà a lavorare a stretto contatto con le autorità nazionali e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) per valutare i dati disponibili e fornire raccomandazioni per proteggere le persone durante la pandemia in corso”.

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