Scambio di favori fra Ilva e Procura: 12 indagati | Tarantobuonasera

09 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Dicembre 2021 alle 10:55:00

Cronaca News

Scambio di favori fra Ilva e Procura: 12 indagati

L'ex procuratore Capristo
L'ex procuratore Carlo Maria Capristo

La Procura di Potenza ha chiuso le indagini sulla presunta trattativa fra ex commissari Ilva e Procura di Taranto. Il pro-curatore capo Francesco Curcio e i sostituti Anna Piccininni e Giuseppe Borriello hanno emesso l’avviso di conclusione delle indagini nei confronti di 12 indagati: l’ex procuratore Carlo Maria Capristo, un suo collaboratore e autista, l’appuntato dei carabinieri Martino Marancia, il poliziotto Filippo Paradiso, il consulente della gestione commissariale Ilva targata Laghi, Nicola Nicoletti, gli avvocati Piero Amara e Giacomo Ragno, gli ex magistrati di Trani Michele Nardi e Antonio Savasta, l’imprenditore Flavio D’Introno, il commercialista Massimiliano Soave, l’avvocato Pasquale Misciagna e Franco Maria Balducci.

Nell’elenco dei nomi dei destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini non figura quello di Ernrico Laghi. Ma l’ex commissario Ilva è citato in un capo d’imputazione in concorso con l’ex procuratore Carlo Maria Capristo. Quindi la sua posizione potrebbe essere finita in un altro procedimento. Come anche la posizione di altri soggetti i cui nomi compaiono nell’ordinanza di custodia cautelare, eseguita nei confronti di Laghi il 27 settembre scorso e di Amara e altri indagati lo scorso 8 giugno. Le ipotesi di reato vanno dalla corruzione in atti giudiziari, alla corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, all’abuso d’ufficio in concorso.

L’inchiesta, aperta nel 2018, riguarda i rapporti fra amministrazione straordinaria Ilva e Procura di Taranto negli anni 2015-2019. Rapporti gestiti in maniera non istituzionale e finalizzati allo scambio di favori secondo la ricostruzione delle indagini. Nel provvedimento di fine indagine, ci sono anche alcuni fatti riguardanti la Procura di Trani. Le vicende tarantine, che con quelle di Trani hanno in comune solo la presenza di alcuni indagati, gli avvocati Amara e Ragno, riguardano la presunta trattativa fra l’ex commissario Ilva Laghi attraverso il suo consulente Nicoletti. Secondo l’accusa, Capristo, al fine di ottenere vantaggi per la sua carriera professionale, si sarebbe reso “promotore di un approccio dell’ufficio certamente più aperto, dialogante e favorevole alle esigenze dell’Ilva as e, quindi, della politica aziendale, giudiziaria ed economica” di Laghi.

In questo modo, secondo gli inquirenti, ne uscivano rafforzati da una parte “il prestigio professionale e la capacità di Laghi di essere considerato negli ambienti governativi ed economici, manager capace di risolvere le situazioni più complesse”. E, dall’altra, il presunto scambio di favori “rafforzava nell’amministrazione straordinaria di Ilva e, in particolare, in Laghi, il convincimento che Amara e Nicoletti, nelle loro vesti di legale il primo e consulente ‘factotum’ dell’amministrazione straordinaria il secondo, potessero più agevolmente di altri professionisti interloquire con la Procura di Taranto, consentendo al Nicoletti di consolidare il suo rapporto fiduciario con i commissari di Ilva in as ed ampliare in futuro il loro ruolo all’interno di tale azienda”.

In questo modo, sempre secondo gli investigatori, gli avvocati Piero Amara e Giacomo Ragno avrebbero ottenuto incarichi di legali lautamente retribuiti. Quest’ultimo ha ricevuto alcuni incarichi fra cui quello per la difesa del dirigente Ilva Salvatore De Felice. Invece Amara avrebbe ricevuto due incarichi, con parcelle di 90.000 euro. Uno per la presunta trattativa finalizzata a far ottenere a Ilva in as un “morbido” patteggiamento (contestuale all’avvio del dibattimento di Ambiente Svenduto) e un secondo nell’inchiesta sull’infortunio in cui perse la vita l’operaio Giacomo Campo. Nell’indagine sul tragico infortunio, da quanto si legge nelle carte della Procura di Potenza, giunse a Taranto da Torino un consulente della Procura, ingegnere Massimo Sorli, “gradito ad Ilva in as”, con un biglietto di aereo pagato, secondo l’accusa, da Amara attraverso un prestanome. Stando alla tesi accusatoria, Capristo, in questo caso, avrebbe favorito l’Ilva sollecitndo i suoi sostituti “a provvedere con massima sollecitudine al dissequestro dell’Afo 4 (che poi avveniva in 48 ore, peraltro sulla base dell’impostazione difensiva dell’Ilva, rivelatasi infondata”. Analogo atteggiamento, ritiene la Procura di Potenza, Capristo avrebbe tenuto di fronte alla richiesta di dissequestro di un altro impianto, l’Afo 2, teatro dell’infortunio costato la vita all’operaio Alessandro Morricella. Secondo l’accusa, l’ex pocuratore di Taranto “sollecitava il pm titolare delle indagini a concedere la facoltà d’uso dell’Afo 2, nonostante l’accertata parziale inadempienza da parte dell’Ilva alle prescrizioni”.

Mentre, riguardo al patteggiamento, occorre ricordare che non andò andato in porto poichè la Corte d’Assise di Taranto (collegio diverso da quello di Ambiente svenduto) rigettò la richiesta con una decisione successivamente confermata anche dalla Cassazione. L’avviso di conclusione delle indagini preliminari, che consente agli indagati di presentare memorie oppure di rendere interrogatorio o dichiarazioni spontanee, è stato depositato, come si evince dalla data, il giorno successivo alla decisione con cui il Tribunale di Potenza ha rimesso in libertà Laghi e ha ridimensionato l’accusa di corruzione in atti giudiziari derubricandola in induzione indebita a dare utilità.

Comunque non è da escludere che il procedimento possa riservare ulteriori novità in quanto il 15 novembre si svolgerà l’incidente probatorio col confronto fra l’ex commissario dell’Ilva Laghi e l’ex consulente Nicoletti. A chiamare in causa Laghi è stato anche Nicoletti con le sue dichiarazioni, costellate da numerosi omissis nei verbali. Anche questo lascia ipotizzare la presenza di altri filoni di indagine.

Annalisa Latartara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche