08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 07 Dicembre 2021 alle 22:57:00

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Quei libri “proibiti” e l’emarginazione

foto di Anna Giuliano (FONTE: LA VOCE DI MANDURIA)
Anna Giuliano (FONTE: LA VOCE DI MANDURIA)

MANDURIA – Che poi, dai, se l’è andata a cercare. Una donna – una donna!, diamine – che vuole scrivere i libri, e pure libri in cui si legge quella-cosa-là, cioè sì, proprio quello. Che vergogna!. Parole come quelle che riportiamo sopra sono immaginarie. Per fortuna. Non è immaginario però, putroppo, quello che ha dovuto subire una scrittrice di Uggiano Montefusco, ad un tiro di schioppo da Manduria, Anna Giuliano.

Quarantonove anni, è autrice di “L’intreccio amore e sesso” e “L’Intreccio amore e psiche”, pubblicati dalla casa editrice Albatros; romanzi in cui trovano spazio tematiche erotiche. Quanto basta – anche oggi, nel 2021 – a far scattare sussurri, sguardi di traverso, bisbigli, sorrisini poco ironici ed in realtà, semplicemente, molto tristi. Soprattutto quando vengono da altre donne. Non solo: la scrittrice manduriana si è vista recapitare nella propria cassetta postale anche abbigliamento intimo usato, con tanto di messaggio allegato, mentre più di qualche biglietto – sempre sullo stesso tema – le è stato lasciato sul parabrezza dell’auto. Una escalation di molestie, quasi sempre anonime e sempre più frequenti, che l’hanno portata a dover chiedere l’aiuto dei medici, in ospedale. Anna Giuliano in più occasioni ha raccontato dello stato d’ansia a cui le maldicenza e quella che ha definito come “l’emarginazione” da parte dei suoi compaesani l’hanno condotta. Esce poco da casa, una sorta di lockdown che non ha a che fare con la pandemia, ma con il pregiudizio di una parte della comunità di questo angolo della nostra provincia. Eppure, le opere che la scrittice ha pubblicato le sono valse il premio letterario Mediterraneo, a Pozzuoli; “L’Intreccio amore e psiche” è stato presentato anche alla Biennale di Venezia. Non basta, evidentemente, per evitare di essere stigmatizzata ed ostracizzata.

Uggiano Montefusco è una frazione ad passo da Manduria, la cittadina messapica che lo scorso 12 ottobre è stata teatro del terribile omicidio di una donna settantacinquenne da parte del suo convivente, 71 anni, che le ha tagliato la gola. Lo scrittore Giuse Alemanno, dopo quel tragico episodio, aveva lasciato una sua riflessione: “Sono di Manduria e amo la mia città . Ovunque risieda, e dovunque ho vissuto, non ho mai smesso di essere manduriano. Ho provato dispiacere e disagio quando, nelle occasioni pubbliche che capitano ad un narratore, ho dovuto frenare la rabbia che ho provato tutte le volte che la mia città veniva accomunata a fatti di cronaca disgraziati, come il delitto Stano o lo scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni mafiose. Ho dovuto sopportate affermazioni dolorose; la più volte ripetuta è stata: ‘Siete una città di pazzi’. Un mio amico, un galantuomo, in più circostanze ha ribadito che ‘Manduria è vittima di una maledizione’.

Non scherzava, non era una battuta: è davvero convinto che Manduria sia stata colpita da un incantesimo negativo. Forse non sbaglia. Perché il delitto di oggi ha qualcosa di molto inquietante: evidenzia quanto l’esasperazione del vivere provochi morte, indipendentemente dall’età dei protagonisti. Sarò sincero: non so se la comunità messapica saprà metabolizzare e guarire da questa ulteriore ferita. In altre occasioni non è stata capace, ha lasciato che il tempo le passasse addosso senza nulla mutare. Ma il tempo, da solo, non è medicina sufficiente. Per sollevarsi da questo ulteriore delitto, la comunità messapica avrà bisogno di aiuti. Il primo, fondamentale, deve cercarlo e trovarlo tra le proprie, tante, risorse. Gli altri deve predisporsi a riceverli, con l’umiltà che nasce dal bisogno”.

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