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09 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Dicembre 2021 alle 10:55:00

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Green pass e certificati, inchiesta anche a Taranto

foto di green pass
Green pass

Al momento siamo nelle primissime fasi dell’inchiesta, dopo gli esposti inviati in tutta Italia. Ma anche a Taranto si passeranno al setaccio i dati relativi ai certificati di malattia presentati dai lavoratori all’indomani del 15 ottobre, data in cui sono entrate in vigore le nuove disposizioni in tema di Green pass anche sui luoghi di lavoro. Come ha riportato il quotidiano La Repubblica, “adesso tutte e 104 le Procure italiane dovranno aprire fascicoli sulla scorta della denuncia del Codacons sul boom dei certificati medici a partire dal 15 ottobre, giorno dell’entrata in vigore dell’obbligo di Green Pass sui luoghi di lavoro”.

Nel dettaglio, “è stato presentato questa mattina (ieri, ndr) l’esposto del Codacons a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia relativo alle anomalie registrate sui certificati per malattia presentati dai lavoratori del settore pubblico e privato a partire dallo scorso 15 ottobre, data in cui sono entrate in vigore le nuove disposizioni in tema di Green pass sul lavoro. Lunedì 18 ottobre i certificati per malattia sono arrivati a 152.780, con un incremento del 14,6% rispetto alla settimana precedente ma venerdì erano poco più di 90.000. «Il codice penale punisce il falso ideologico del pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico servizio realizzato in un atto pubblico, ma sanziona anche il privato che realizza la falsità in atto pubblico – scrive Codacons nell’esposto -. Per tali motivi si chiede di procedere al sequestro di tutte le certificazioni rilasciate in cui si attesta la malattia dei dipendenti pubblici e privati per risalire ai medici che le hanno firmate, verificando la rispondenza all’effettivo stato di malattia degli stessi e, in caso di illeciti, agire anche nei confronti dei medici autori delle certificazioni alla luce dell’art. 479 del codice penale»”.

Ancora Repubblica fornisce il dato di “300.000 esenzioni dal vaccino e 90.000 certificati medici” sottolineando come “da un capo all’altro dell’Italia sono decine le inchieste e le denunce per verificare il ricorso di circa 400.000 persone a certificazione sanitaria in grado di aggirare l’obbligo di Green pass. E alcune aziende cominciano a rivolgersi anche ad agenzie di investigazione privata per verificare la posizione di dipendenti assenti, soprattutto se si tratta di persone che sui social o apertamente ha espresso posizioni No Vax. E la stessa federazione dei medici denuncia le pressioni e le minacce subite da centinaia di persone che si presentano negli studi anche con dei legali pretendendo esenzioni non dovute”. A finire sotto i riflettori anche “medici contrari ai vaccini che, già sotto procedimento disciplinare degli organismi di categoria, sono finiti anche sul registro degli indagati dei pm per aver firmato centinaia di certificati medici, dietro pagamento di somme tra i 20 e i 100 euro, dal Piemonte alla Liguria, dalla Puglia alla Sicilia”. A Roma e Catania “medici non abilitati a farlo firmavano certificati di esenzione al vaccino allegando documentazione sanitaria e sostenendo che i loro pazienti potevano «essere ammessi in qualunque ambiente di vita e di lavoro non presentando sintomi o segni di malattie infettive o contagiose in atto»”.

Questo, mentre alcune ‘chiavi’ per la generazione del Green Pass europeo sarebbero state sottratte e usate per diffondere online programmi per la creazione del certificato verde. Il furto dei codici non sarebbe avvenuto in Italia e ad ogni buon conto i pass falsi creati in questo modo sarebbero stati annullati. Sul fronte della campagna vaccinale – il vero argine alla pandemia – «il nostro obiettivo è sfondare la soglia dell’86% di prime dosi per portarci ancora più avanti verso il 90%» ha dichiarato il commissario straordinario all’emergenza coronavirus, generale Francesco Paolo Figliuolo, nel messaggio inviato in occasione del Salone della Giustizia. «I dibattiti di questa edizione del Salone della Giustizia affrontano diversi temi di attualità, che hanno sullo sfondo la ripresa economica e sociale, quindi il ritorno alla normalità. Una normalità che stiamo riscoprendo grazie all’effetto di una campagna vaccinale senza precedenti, che ha portato in pochi mesi – continua Figliuolo – a proteggere con almeno una dose oltre 46 milioni e mezzo di cittadini in Italia, un numero pari a più dell’86% della popolazione over 12 destinataria del vaccino. Questi dati fanno sì che l’Italia si posizioni davanti a Paesi come la Germania, la Francia e il Regno Unito, per numero di vaccinati, ben al di sopra della media europea».

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