05 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 06:54:46

foto di Il Palazzo di Città di Taranto
Il Palazzo di Città di Taranto

Il dibattito aperto da TarantoBuonasera con l’intervento di Alfredo Venturini sull’attualità politica di Taranto e quello di Piero Bitetti in vista delle prossime elezioni amministrative risulta oltre che attuale molto opportuno e utile poiché contribuisce a fare chiarezza su un fatto politicamente nuovo rappresentato dalla costituzione di un gruppo politico in seno al Consiglio comunale di Taranto che si ripropone all’esterno come un nuovo soggetto politico che intende concorrere nella prossima competizione elettorale. Mi riferisco al gruppo “Patto dei civici e moderati per Taranto”.

Il fatto in sé è perfettamente legittimo sul piano politico e rappresenta certamente una novità ma va valutato opportunamente e con molta attenzione perché è in gioco il bene comune della nostra città e le sue prospettive di sviluppo nei prossimi cinque anni. E allora cerchiamo di fare chiarezza per i nostri lettori con un linguaggio che non sappia di politichese e possa essere compreso non solo dagli addetti ai lavori ma da tutti i cittadini. I leader del gruppo Piero Bitetti, Walter Musillo e Massimiliano Stellato in pubbliche dichiarazioni hanno affermato di volersi costituire alle prossime elezioni amministrative in lista civica svincolata dai partiti. Cosa in sé buona giusta e legittima. Il civismo è una cosa molto seria che supera la ideologizzazione dei partiti, e va oltre barriere, schieramenti e contrapposizioni per avere come unico obbiettivo il bene comune oggettivamente perseguibile sia da destra che da sinistra. Per far funzionare i tram o tenere pulita una strada non è necessario essere di destra o di sinistra ma basta essere un bravo amministratore.

Però uno dei capisaldi dei movimenti civici è la credibilità dei suoi protagonisti, le loro storie individuali e soprattutto la novità di ciò che propongono. Orbene a leggere le storie personali dei protagonisti la loro provenienza politica e i loro ultimi atti mi pare che queste caratteristiche abbiano un po’ di difficoltà ad essere colte. Bitetti, Musillo e Stellato sono dei giovani politici che vengono da lontano e non sono certo degli homines novi. Hanno un passato politico in partiti del sistema che vogliono superare, sono stati tra i protagonisti dell’ultima battaglia elettorale schierati a fianco del sindaco uscente Rinaldo Melucci e contro la candidata del centro destra Baldassari, sono entrati nella maggioranza che sostiene il centro sinistra a guida Melucci, ne hanno finora approvato tutti i provvedimenti compresi i bilanci, sono tuttora nella giunta municipale come assessori e sono presenti come è giusto che sia negli enti di promanazione del Comune. Insomma sono parte integrante del sistema di governo municipale. Quello che comincia a scricchiolare del loro progetto sono le azioni messe in atto nell’ultimo periodo e che impongono di fare chiarezza. Intanto al gruppo si sono aggiunte altre forze e altri uomini politici provenienti dal centro destra, ieri fieri oppositori di Melucci e sostenitori della Baldassari, oggi addirittura presenti in giunta. Anche questo non deve meravigliarci poiché in una disintegrazione dei partiti e in un rimescolamento generale delle posizioni politiche la politica dei recinti e delle barriere contrapposte non ha più senso. Oggi in politica si vince se si aprono i recinti non se si chiudono.

È la politica che Venturini definisce “campo aperto”. Ma anche in questo c’è un limite che se non osservato corre il rischio di giustificare operazioni che si autodefiniscono civismo ma che in realtà sono operazioni di piccolo cabotaggio di potere locale al sevizio di interessi personali. Questo limite è rappresentato dai valori chiave della persona. Certamente in un’elezione amministrativa conta che funzioni un semaforo ma conta anche il fatto del come viene organizzata una mensa scolastica, quali categorie e classi sociali vengono privilegiate, se lo scuolabus debba essere pagato da chi ha di più e non pagato da chi non ha nulla ecc. Quindi occhio alle grandi indistinte ammucchiate probabilmente buone per conquistare il governo di una città ma poi incapaci di governare.

Altra anomalia. I leader di questo gruppo così composito hanno incontrato il Presidente della giunta regionale Michele Emiliano per ottenere la benedizione dell’operazione ipotizzando come candidato alternativo a Melucci il Presidente della Provincia Giovanni Gugliotti a suo tempo eletto da un’alleanza anch’essa anomala, inconsueta e poco chiara tra consiglieri comunali di destra e sinistra. Malgrado le smentite poco convincenti da parte dei protagonisti sull’estraneità di Gugliotti all’operazione lo stesso prima dichiara di non essere candidato ma poi come si dice in questi casi “se mi si chiederà di candidarmi sono disponibile” il che fuori dal gergo significa “sono candidato”. Quello che disturba in tutta questa operazione è la anomalia e la irritualità dei comportamenti. È irrituale che dei componenti di una maggioranza che sostiene un sindaco si organizzi per organizzare la fronda allo stesso rimanendo nella sua giunta e ricoprendo incarichi esterni negli enti di promanazione. È irrituale che un gruppo politico si rivolga al Presidente della giunta regionale per avere la benedizione alla operazione che intende mettere in atto. È irrituale che un gruppo, fino a questo momento appartenente al centro sinistra e come tale presente nella giunta Melucci si appresti a sostenere un candidato appartenente allo schieramento opposto di centro destra. Orbene venendo all’attualità più recente si registrano sulla questione due fatti nuovi cioè due prese di posizione importanti, quella del Presidente Emiliano e quella del Segretario regionale del PD Enzo Lacarra.

La prima. Nei giorni scorsi Michele Emiliano è venuto personalmente a Taranto per benedire Melucci, cosa che personalmente ritengo impropria e irrituale. Un presidente di regione non dà la propria benedizione ai sindaci. Non è nelle sue prerogative e queste cose si facevano nel Medio Evo al tempo del Feudalesimo. In ogni caso Emiliano, irrituale e improprio che sia il suo comportamento, venendo a Taranto a Palazzo di Città e sedendo al fianco dell’attuale sindaco gli ha dato la sua benedizione togliendo al gruppo ogni speranza di alternativa a Melucci nel centro sinistra. La seconda. Proprio martedì, intervenendo sulla questione, il segretario regionale del PD Enzo Lacarra ha dichiarato “Non c’è discussione. Melucci è il candidato sindaco del centro sinistra. Le primarie? Si fanno quando c’è da scegliere un candidato nuovo non quando si ha un sindaco uscente che ha lavorato bene”.

Capito? Melucci è blindato sia da Emiliano che dal Segretario regionale del PD, il maggiore azionista del centro sinistra. Quindi Melucci non si tocca né ci sono all’orizzonte primarie. Queste prese di posizione hanno messo con il culo per terra i moderati del Patto ed ha detto loro “Nun c’è trippa pe gatti!”. Questo immagino che quelli del “Patto dei civici e moderati per Taranto” lo abbiano capito da sé. Ma in politica ed in democrazia c’è sempre una via di uscita per dimostrare la lealtà, linearità e correttezza dei propri comportamenti. I moderati del Patto vogliono cambiare sindaco e ribaltare la maggioranza? Ritengono di dover proporre un nuovo candidato alla carica di sindaco della città? Non essendo ovviamente possibile dichiarare di voler cambiare sindaco e maggioranza e rimanere nella sua giunta e presenti negli enti di promanazione c’è una sola strada da percorrere, bella, limpida, lineare (e seria), quella delle dimissioni dalla giunta dei loro assessori, dell’uscita dagli enti di promanazione, e della proposta al consiglio comunale di una mozione di sfiducia nei confronti di Melucci per mandalo a casa. Alla osservazione ovvia che a qualche mese dalle elezioni non ne vale la pena c’è sempre l’opzione dell’uscita dalla giunta e dagli enti con l’appoggio esterno fino alle elezioni. Questo serve ad evitare il trauma inutile dello scioglimento anticipato del Consiglio comunale.

Il gruppo ha in mente un altro sindaco (Gugliotti)? Bene. Lo dica chiaramente così i tarantini capiscono dove vuole andare. Vuole fare le primarie? Giusto e legittimo ma la via delle primarie, dopo la precisa e puntuale presa di posizione del Segretario regionale del PD Lacarra, nell’ambito del centro sinistra è improponibile e impercorribile. Quindi se il gruppo vuole rimanere nel campo del centro sinistra niente primarie. Vorrà dire che le primarie le faranno solo all’interno del gruppo per decidere chi deve essere il candidato sindaco. E allora il gruppo si regoli su quello che vuole fare in modo tale da chiarire bene ai tarantini quali sono le sue intenzioni. In politica la chiarezza, la linearità, la lealtà e la serietà contano tanto e i tarantini per votare uomini e gruppi politici lo chiedono con fermezza perché sono stufi di trasformismi, zumbafuessismi, equivoci, discutibili operazioni che dietro il civismo nascondono riposizionamenti e voglia di maggior potere personale.

Mario Guadagnolo

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