05 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 06:54:46

Cronaca News

L’inchiesta: nei messaggi tra Laghi e Capristo anche la nomina del procuratore di Matera

Carlo Maria Capristo
Carlo Maria Capristo

Nelle carte della Procura di Potenza non si legge solo di Ilva e di rapporti fra gestione commissariale dello stabilimento siderurgico e Procura di Taranto fra il 2015 e il 2018. Si legge anche di nomine dei procuratori, dell’ex procuratore capo Carlo Maria Capristo e dell’allora procuratore aggiunto di Taranto e per un periodo facente funzioni di procuratore capo, Pietro Argentino alla Procura di Matera.

Secondo una delle ipotesi accusatorie della Procura di Potenza, l’ex procuratore Capristo avrebbe assunto una posizione definita dialogante col commissario straordinario Ilva dell’epoca Enrico Laghi e avrebbe venduto la sua funzione in cambio di possibili vantaggi in termini di carriera e di prestigio. Soggetti come l’avvocato Piero Amara, che dei commissari era un consulente, secondo gli inquirenti di Potenza, erano in grado di arrivare ai vertici della magistratura, ossia al Consiglio Superiore e di influire sulle promozioni e quindi sulle nomine dei procuratori. In particolare, in alcuni messaggi scambiati via WhatsApp dal professor Laghi e dal procuratore Capristo, oltre che delle vicende Ilva, compreso un procedimento in corso negli uffici giudiziari di Milano, c’è anche il chiaro riferimento alla nomina dell’aggiunto Pietro Argentino a procuratore della Repubblica di Matera.

E’ Capristo a comunicare a Laghi l’avvenuta nomina con un messaggio datato 26 luglio 2017: “Argentino procuratore di Matera. Un caro saluto. Carlo”. E Laghi risponde: “Complimentissimi a Carlo e a Filippo”. Una risposta di poche parole di commento alla nomina col riferimento al poliziotto Filippo Paradiso (arrestato nell’ambito dell’inchiesta a giugno scorso e poi scarcerato), come se avesse avuto un ruolo nella vicenda. Su questo punto la Procura di Potenza non si sbilancia, anche perché in questo caso, se venisse ravvisato qualche aspetto da approfondire, sarebbe competenza della Procura di Catanzaro. Comunque, secondo la Procura di Potenza, dai messaggi della chat “emerge un rapporto di grande cordialità e consuetudine fra Laghi e Capristo, rilevante in questo procedimento”. E, ancora, secondo gli inquirenti, “tale rapporto confidenziale, come emerge dalle conversazioni in esame, si estendeva anche a Paradiso Filippo” ritenuto una sorta di pr dell’avvocato Piero Amara.

Infatti, secondo l’accusa, i messaggi in questione “confermano il suo ruolo di uomo di pubbliche relazioni, ritenuto in grado di sponsorizzare nomine, e, più specificamente, di avvicinare o influenzare, per tale scopo, componenti del Csm. Laghi infatti in una delle chat (e nel caso di specie per il tramite di Capristo) indirizzava al Paradiso dei complimenti in relazione alla nomina a procuratore della Repubblica dell’allora procuratore aggiunto di Taranto, come se a lui fosse ben noto che proprio Paradiso (ed il Capristo) avessero un ‘merito’ in tale nomina”. Di questa parte, come di altre parti, del contenuto dell’ultima ordinanza, però, non c’è nulla nell’avviso di conclusione delle indagini. Quindi non è da escludere che sia finita in un altro filone di indagine.

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