08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 07 Dicembre 2021 alle 22:57:00

Cronaca News

Ex dipendente diventa l’incubo di un imprenditore con attentati incendiari

foto di Gli attentati incendiari.
Gli attentati incendiari.

Incendio di auto per vendetta ma anche per futili motivi. In quattro sono stati arrestati dai poliziotti della Squadra Mobile Si tratta del trentottenne Pasqualino Cazzato, del cinquantatreenne Enrico Cazzato, del quarantaduenne Alessio Tommasi e del quarantacinquenne Nicola D’Andria. I Cazzato sono ritenuti i mandanti degli attentati incendiari, Tommasi l’esecutore materiale e D’Andria avrebbe fornito una pistola giocattolo modificata e secondo l’accusa capace di sparare proiettili veri.

Il quartetto risponde a vario titolo di incendio pluriaggravato, atti persecutori e detenzione illegale di arma e di munizioni. Le indagini sono partite dopo la denuncia di un imprenditore edile presentata negli uffici della Questura nello scorso mese di agosto, quando un incendio doloso all’interno della sua villa ha distrutto un furgone ed una moto provocando anche seri danni alla facciata dell’abitazione. E’accaduto nelle notte del 10 agosto ed è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco per scongiurare ulteriori rischi dovuti alla presenza di una caldaia gas e per portare in salvo gli anziani genitori della vittima che erano all’interno della villetta messi in pericolo dalle esalazioni sprigionate dalle fiamme. Grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza installati nella zona e soprattutto nelle vie d’accesso alla villetta, gli investigatori della Mobile sono ben presto arrivati all’identità dell’esecutore materiale dell’incendio riconoscendo un tarantino di 42 anni residente nella borgata di Talsano con alle spalle precedenti in materia di droga e di reati contro il patrimonio.

Le successive attività investigative hanno così consentito di ricostruire la vicenda, accertando che l’autore dell’incendio sarebbe stato assoldato da due procugini decisi a vendicarsi con l’imprenditore per debiti di lavoro non ancora saldati. Gli approfondimenti degli investigatori, hanno consentito di accertare che i due procugini, anche loro con piccoli precedenti penali, sarabbero stati i mandanti di un episodio analogo. Avrebbero fatto incendiare due auto che a loro modo di vedere non erano state parcheggiate nel modo corretto. Secondo l’accusa avrebbero commissionato altri raid se non fossero intervenuti gli agenti della Squadra Mobile i quali sono riusciti a vanificare le loro intenzioni. La quarta persona arrestata ieri mattina, il 45enne Nicola D’Andria e, come detto, attualmente residente in Emilia Romagna per motivi di lavoro, è ritenuta responsabile di aver ceduto ad uno dei due mandanti una pistola giocattolo modificata e pronta per essere usata.

Nel corso dell’operazione è stata rinvenuta in casa di uno dei mandanti un’altra pistola scacciacani modificata e con un caricatore contenente otto proiettili. Il gruppetto era divenuto l’incubo di un imprenditore edile di Talsano. Dati alle fiamme un Iveco Daily e una moto parcheggiati a pochi metri di distanza l’uno dall’altra. Durante un sopralluogo la Polizia di Stato aveva rinvenuto vicino al cancello esterno l’accendino utilizzato per innescare l’incendio. Gli investigatori avevano poi accertato che l’imprenditore finito nel mirino nel 2020 era stato destinatario di altri atti intimidatori. Il tentativo di incendio della sua auto parcheggiata in una via di Talsano e il rinvenimento di un ordigno, confezionato con tritolo e che aveva la miccia parzialmente bruciata, collocato nei pressi della sua abitazione. Anche l’incendio a due container nei quali erano custoditi Gli investigatori avevano accertato che l’imprenditore aveva avuto problemi con il suo ex dipendente Pasqualino Cazzato.

La vittima e i suoi familiari stavano vivendo nel terrore e per questo avevano installato nei pressi della abitazione un impianto di videosorveglianza. In un’altra circostanza una familiare dell’imprenditore aveva rinvenuto nella cassetta della posta una busta con all’internio due proiettili calibro 357 magnum. La malcapitata era stata colta da malore e condotta in ospedale. Un altro episodio riguarda l’incendio di due macchine di proprietà di un vicino di Enrico Cazzato. Nella notte del 23 agosto scorso è stato appiccato il fuoco ad una Fiat Idea e a una Citroen C2 solo perchè non erano state percheggiate nel modo corretto. L’operazione che ha portato all’arresto delle quattro persone è stata illustrata durante una conferenza stampa tenuta dal capo della Squadra Mobile, Fulvio Manco e alla quale ha preso parte anche il nuovo questore, Massimo Gambino. Ieri mattina si sono tenuti gli interrogatori dinanzi al giudice delle indagini preliminari. Alessio Tommasi, è stato difeso all’avvocato Gianlcua Sebastio. Pasqualino ed Enrico Cazzato, dall’avvocato Gianfranco Fella. Nicola D’Andria, assistito dall’avvocato Salvatore Maggio, ha dichiarato che la pistola era a salve, parzialmente modificata e inoffensiva.

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