05 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 06:54:46

Cultura News

Luisa Di Francesco e il suo “vaso di Pandora”

foto di Luisa Di Francesco e il suo “vaso di Pandora”
Luisa Di Francesco e il suo “vaso di Pandora”

– Oggigiorno, a Taranto, dire Luisa Di Francesco equivale a dire poesia. Proprio così. L’autrice jonica con la sua produzione è stata, negli ultimi mesi, premiata in tutta Italia. Di seguito un elenco non esaustivo degli attestati ricevuti: la silloge inedita “Il vaso di Pandora, ora data alle stampe e distribuita, è risultata vincitrice aggiudicandosi il podio al Premio Internazionale Montefiore 2020 con contratto di pubblicazione gratuito.

Lo stesso libro, edito poi a marzo 2021, ha ottenuto a giugno il primo premio assoluto per la sezione poesia edita al Concorso “Le parole di Lavinia” 2021 indetto dal Centro Studi Femininum Ingenium (CSFI) di Pomezia (Rm); ad ottobre il primo posto ex equo al premio “Le Pieridi” – sezione poesia edita – promosso dall’Associazione Archenar di Policoro (Mt) e, sempre ad ottobre, il secondo posto al Premio Raffaele Carrieri 2021 per la sezione poesia edita, promosso dall’Associazione Culturale “La Masseria” di Taranto – Presidente Giosuè Illume. Nella stessa silloge la poesia “Il corpo del mare” ha ricevuto, a luglio, il primo premio assoluto al Concorso internazionale “Scoglietti” – poesia a tema sul mare, edizione 2021, promosso dal Centro Studi Cultura e Società di Torino.

Nella silloge “Grammi di vero”, pubblicata dalla VJ edizioni di Milano nell’anno 2020, sono inclusi moltissimi testi premiati in diversi concorsi nazionali ed internazionali ai quali l’autrice non ha mancato di presenziare. Come appassionato di lettura, e di poesia nello specifico, mi sono incuriosito a questa autrice il cui nome ha cominciato a divenire familiare e che ho voluto conoscere meglio proprio attraverso “Il vaso di Pandora”. Una silloge le cui pagine si leggono tutte d’un fiato. Credetemi. Ogni poesia meriterebbe una disanima a sé. “Saccheggerò”, qua e là dei passaggi versali, che ho molto amato e che in me hanno suscitato un senso di tensione emotiva, di compiutezza stilistica, di bellezza, di affinità totale al mondo e modo di sentire dell’autrice: “Se staccassi quel quadro / il solo chiodo / sarebbe testimone / di qualcosa che riempiva / il vuoto definito dal contorno annerito.” (da Il quadro); “Mia unica figlia / brandello di sangue e carne / cresciuta al battere del mio cuore / e del tuo / nascosto nel ventre.” (da Figlia mia). Gli esempi di infinito incanto, piacevolezza, profondità, riflessione e… dolore, sì, anche il dolore non manca in questi versi, potrebbero proseguire all’infinito.

Ed essi impregnano ogni rigo, ogni pensiero, ogni interstizio, ogni pagina. Composizioni, quelle di Luisa Di Francesco, che narrano visioni, pensieri e odori di tempi, di stati d’animo e d’improvvisi malesseri e ricercata serenità. Le sfumature e l’incarnato delle frasi sono la vera forza, la vera essenza dello sguardo della poetessa che, col sangue d’inchiostro, germoglia tracce, impasta parole. E la parola poetica suona fortemente e ostinatamente in ogni poesia. Parola che veicola le immagini, parola che come lama scardina ogni vuoto formalismo e rivendica l’autenticità di un sentire individuale che deborda umanità, pietà, rammarico… amore e che dona prima a sé stessa e poi, per osmosi, ad ogni lettore. Leggendo “Il vaso di Pandora”, edito da Pegasus Edition, ho compreso la ragione per cui Luisa Di Francesco sia così apprezzata e premiata in tutta Italia. Sarò ben lieto di leggere e scoprire la nuova silloge in preparazione dal titolo “Il mio primo è il cuore” che sarà pubblicata e distribuita prima di Natale.

Gian Carlo Lisi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche