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08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 21:25:00

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La cisti dentaria: come riconoscerla e prevenirla

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La cisti dentaria

Salve a tutti, l’argomento che voglio trattare oggi con voi è la cisti odontogena o meglio una neoformazione benigna che si sviluppa in prossimità della radice di un dente. Molto spesso andiamo dal nostro odontoiatra di fiducia e sentiamo dire che un dente danneggiato ha sviluppato in prossimità di una sua radice una piccola neoformazione. La parola neoformazione ci fa pensare argomenti molto negativi e a nostro dire tragici: i tumori, ma non sempre è cosi . Una cisti si presenta con la forma di un palloncino spesso di pochi millimetri ma può raggiungere dimensioni di diversi centimetri.

È formata da una membrana provvista di un epitelio di rivestimento, può contenere al suo interno un liquido sieroso mucoso o con caratteristiche grasse. La cisti odontogena spesso è collegata ad un dente danneggiato che, non curato, è andato in necrosi cioè la polpa in esso contenuta è morta. Semplificando il tutto la sequenza che la genera in linea diretta è la seguente: carie profonda che genera pulpite, la pulpite genera uno stress apicale che a sua volta in presenza di alcuni elementi presenti all’interno della mascella generano il granuloma dentale che se non curato a sua volta da luogo alla cisti. Ci sono casi in cui manovre endodontiche, come ad esempio devitalizzazioni non corrette, possono generare delle cisti. Le cisti non producono sintomi si mettono in evidenza solo quando viene effettuata una radiografia dal vostro dentista, invece quando diventano molto grandi possono generare un dolore intenso. Se ancor più grandi, in mandibola, possono comprimere il nervo alveolare inferiore generando una paresi sensitiva del labbro.

Esistono vari tipi di cisti odontogene, la più comune è quella radicolare che va trattata rapidamente in quanto ingrandendosi può distruggere anche l’osso e in alcuni casi necessita anche dell’ estrazione del dente contiguo. Altre tipi di cisti comuni da ricordare sono la paradontale, che è tipica dei soggetti con parodontite (la famosa piorrea); meno comune è quella follicolare che è di origine genetica e si risolve soltanto chirurgicamente. L’intervento di rimozione delle cisti viene fatto in anestesia locale ed è fondamentale che l’operatore la rimuovi completamente non tralasciando nessuna parte di essa. È importantissimo che la cisti venga trattata perché, anche se non è comune, può avere una trasformazione da benigna in maligna. È necessario dopo il trattamento di rimozione delle stesse, una radiografia di controllo ogni tre mesi in quanto possono recidivare, riformandosi. La miglior cura per evitare la formazione delle cisti è la prevenzione, una bocca priva di carie e denti rotti al 90% sarà meno soggetta a queste neoformazioni pertanto visite regolari al dentista eviteranno situazioni più complicate. Una corretta igiene orale ed evitare le abitudini viziate sono la base per evitare di incorrere in queste spiacevoli situazioni, l’uso di droghe ed alcool non fanno altro che stimolare. L’argomento trattato oggi può sembrare più noioso rispetto a quelli da me trattati in passato, ma con queste piccole informazioni, spero di aver chiarito dei dubbi molto comuni tra i non esperti nella materia, in quanto non di rado, la sottile linea che separa una neoformazione benigna da quella maligna viene frantumata per trascuratezza e incoscienza di molti di noi. A tutti una buona giornata.

Dr. Alberto Cervo
Odontoiatra
www.studio dentistico cervo.it

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