28 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2021 alle 08:11:24

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Violenza contro le donne

È stato un lungo lavoro, quello portato avanti tra agosto, settembre e ottobre scorsi, dai carabinieri della stazione di San Giorgio Jonico, per ricostruire, attraverso interventi sul posto, ascolti protetti e annotazioni di polizia giudiziaria, gli atti intimidatori e le vessazioni subite da una quarantottenne russa negli ultimi vent’anni da parte del convivente, un 36enne originario del Marocco. Tutto nasce da una richiesta di intervento giunta al 112 il 19 agosto del 2021 all’ora di pranzo, quando gli inquilini di uno stabile situato a San Giorgio Jonico, chiedono aiuto ai militari dell’Arma perché, ancora una volta, sentono urla disperate provenire dall’interno di una degli appartamenti del palazzo.

Immediato l’intervento dei carabinieri, davanti ai quali si apre uno scenario straziante e a tratti incredibile: ad accoglierli, sull’uscio della porta, tre minori in lacrime, figli della coppia. Spaventati, tremanti e ancora sotto shock, raccontano che la loro mamma è stata picchiata e portata via dal papà, ubriaco. Scattano le ricerche: dopo qualche minuto, la pattuglia rintraccia un’auto, quella segnalata dai piccoli testimoni, che, a poche centinaia di metri dall’abitazione, è rimasta coinvolta in un incidente. A pagare le spese di quella folle corsa è proprio la moglie dell’uomo e madre dei piccoli, che i carabinieri trovano riversa a terra, dolorante: per lei, si apriranno le porte dell’ospedale di Martina Franca, dove sarà ricoverata per trenta giorni per fratture in diverse parti del corpo. Sulla scorta dei documenti prodotti dai carabinieri della Stazione di San Giorgio Jonico, il gip del Tribunale di Taranto ha emesso un misura cautelare della custodia in carcere per maltrattamenti in famiglia, con l’aggravante di aver commesso i fatti in presenza dei figli minori, e lesioni colpose.

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