«I prossimi 5 anni potrebbero essere un momento di svolta» | Tarantobuonasera

08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 21:25:00

Cronaca News

«I prossimi 5 anni potrebbero essere un momento di svolta»

foto di Mimmo Lardiello
Mimmo Lardiello

Avv. Lardiello, negli ultimi tempi l’attività del suo studio si fa conoscere anche in ambito nazionale, con particolare riferimento al settore penale. Che giudizio dà all’attuale stato della Giustizia, alla luce delle ultime inchieste e degli ultimi sviluppi?
«Credo che la giustizia oggi in Italia necessiti di riforme per risolvere problemi strutturali che sono stati soltanto minimamente affrontati dalle innovazioni introdotte dalla riforma Cartabia. Le lungaggini dei processi, a differenza di ciò che molto spesso si pensa, dipendono più dall’organizzazione obsoleta degli uffici che dai meccanismi collegati alla procedura. Senza dubbio il nuovo Ministro si muove con un’autorevolezza e una competenza neanche paragonabili a chi la precedeva, ma siamo solo all’inizio».

Le vicende personali che hanno coinvolto alcuni magistrati, accusati di aver creato vere e proprie logge per curare interessi privati, possono minare l’istituzione e la credibilità della magistratura in generale?
«La stragrande maggioranza dei magistrati è rappresentata da persone serie e assolutamente distanti dallo strumentalizzare il loro ruolo per interessi di natura privatistica. Ciò non toglie che purtroppo un problema esiste, ed il proliferare delle varie inchieste ci conferma che esiste anche in maniera piuttosto diffusa. La recente pubblicazione del libro di Sallusti e Palamara offre uno spaccato che lascia pochi spazi all’immaginazione. Nomine dirette ed obiettivi carrieristici devono scomparire dalle logiche di selezione per le posizioni più autorevoli, occorre eliminare il correntismo e riformare strutturalmente i meccanismi di accesso al CSM. La sensazione è che questo Governo abbia intrapreso la strada giusta».

Che giudizio dà ai fatti che hanno coinvolto l’ex procuratore di Taranto?
«L’unico giudizio potranno darlo i giudici che saranno chiamati ad avere contezza della vicenda. Da tarantino posso dire che si prova un grande dolore nel constatare che siano in passato esistiti collegamenti troppo facili tra gli ambienti giudiziari di Taranto ed il centro nevralgico degli interessi economici della città, che purtroppo è innegabilmente da anni rappresentato dallo stabilimento siderurgico. Una città che ancora oggi soffre per fatti gravi di inquinamento, che piange vittime, e che attende giustizia da anni, meritava sicuramente qualcosa di diverso».

Avv. Lardiello lei ha innegabilmente la politica nel sangue. La ricordiamo appena diciannovenne tra i più suffragati in città nell’allora consiglio di quartiere Italia – Montegranaro, un’affermazione cui seguirono anche incarichi prestigiosi, come quello  che la vide, poco più che trentenne, Vice Presidente della Direzione Nazionale dei Giovani di Forza Italia, fino poi a sfiorare nel 2018 la candidatura alla Camera dei Deputati. Che idea ha sull’attuale situazione politica in Italia?
«Guardi l’area del centro destra necessita di una profonda riorganizzazione, quello che si legge nei sondaggi a mio parere è molto diverso da ciò che si riscontra nella realtà: ciò che è accaduto alle elezioni amministrative risulta assolutamente emblematico. I temi centrali della lotta politica di Salvini, ad esempio, oggi sono più lontani dall’interesse delle persone; se un tempo la preoccupazione principale era l’immigrazione clandestina, oggi la gente pensa principalmente al postpandemia ed alla ripresa economica. Occorre senza dubbio riorganizzare l’area moderata, da lì passano i successi per le prossime scadenze elettorali. Gli italiani hanno voglia di affidarsi a figure istituzionali serie ed autorevoli. Quanto al centro sinistra, non c’è dubbio che la creazione dell’asse PD – M5S, inizialmente impensabile, ora costituisce per loro la migliore reciproca garanzia per le battaglie future».

Taranto è attesa da sfide importanti e in primavera rinnoverà anche l’amministrazione comunale, che visione ha per i prossimi anni della nostra città?
«I prossimi anni saranno cruciali, il contratto istituzionale di sviluppo ha conosciuto proprio nelle ultime settimane la sua ripartenza, sono stati avviati cantieri ed arriveranno importanti risorse: in generale si registra un innalzamento del livello di attivismo e della voglia di partecipazione. Il prossimo quinquennio potrebbe davvero rappresentare un momento di svolta, dobbiamo insistere e produrre ogni sforzo possibile per riuscire a dare a Taranto la vocazione turistica di cui si parla da sempre: bisogna formare gli operatori e farli lavorare nelle migliori condizioni, portare in città workshop ed esperti del settore; dobbiamo far capire ai tarantini che siamo tutti coinvolti e che le prossime sfide vanno combattute tutti insieme. Mi piace immaginare una città dove ogni sera possa esserci un evento, nuovi teatri, concerti e molteplici contenitori per ospitarli, cercando sempre di intercettare la vetrina nazionale con eventi di forte richiamo ed idee innovative.

Occorre fare di tutto per attirare investimenti, di qualsiasi tipo, che creino occupazione collegata alla creatività. Senza dubbio occorre valorizzare i talenti ed i giovani professionisti che, con sacrificio, hanno scelto di restare a vivere a Taranto. Esistono poi migliaia di tarantini, in molti casi eccellenze scientifiche e tecniche, sparsi nel pianeta, che anche se lontani migliaia di chilometri, mantengono un legame affettivo con la città in alcuni casi davvero sorprendente. Tanti di questi, se coinvolti, anche a distanza, farebbero sicuramente la loro parte. Dobbiamo fare in modo di riportarli qui e di interessarli a questa fase nuova. Con molti di questi ho condiviso la creazione di un’associazione, ci sentiamo spesso, si fanno sogni e progetti. L’amore per Taranto non muore mai».

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