Covid, in Puglia crescono i contagi. Possibile l'obbligo vaccinale | Tarantobuonasera

09 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Dicembre 2021 alle 10:55:00

Cronaca News

Covid, in Puglia crescono i contagi. Possibile l’obbligo vaccinale

foto di Emergenza coronavirus
Emergenza coronavirus

Crescono i contagi Covid in Puglia: 232 i nuovi casi su 22.601 test (1% di positivà), con tre decessi registrati. I nuovi casi sono così distribuiti: 43 in provincia di Bari, 10 nella provincia BarlettaAndria-Trani, 26 nel Brindisino, 60 nel Foggiano, 24 in provincia di Lecce, 67 in quella di Taranto: ancora, quella con l’incremento maggiore. Per altri due casi la provincia è in via di definizione. Delle 3.134 persone attualmente positive 142 sono ricoverate in area non critica e 16 in terapia intensiva. Intanto rientro al lavoro e tampone intanto per 34 operai, dipendenti di Ilva in amministrazione straordinaria, impiegati nelle bonifiche all’interno del Cantiere Ex Cava Due Mari, che hanno ultimato un periodo di quarantena dopo essere stati a contatto con un collega affetto da Covid19. Il 25 ottobre scorso l’azienda aveva disposto l’allontanamento del personale presente in cantiere una volta appreso della positività del dipendente, che era stato l’ultima volta in servizio tre giorni prima, il 22 ottobre.

I lavoratori, secondo quanto riferito da Fim, Fiom e Uilm, erano stati invitati “a prendere contatto con il proprio medico curante per le giuste determine” mentre l’azienda ha segnalato “alla Asl quanto accaduto allegando l’elenco con i nominativi e i contatti telefonici e indirizzi mail dei 34 lavoratori allontanati in via precauzionale”. E’ stata poi disposta “la sanificazione dei locali e degli automezzi del cantiere – aggiungono i sindacati metalmeccanici in una lettera all’Ilva in As – già dal giorno seguente a quello della comunicazione fornita dal lavoratore interessato”. Fim, Fiom e Uilm precisano che “undici giorni dopo l’eventuale contatto, presso il cantiere, sono stati eseguiti tamponi di controllo dopo ii periodo di quarantena”. “Non pochi – si rileva – sono stati i disservizi, sebbene non direttamente ascrivibili a codesta azienda. partendo dalla gestione del tracciamento dei possibili contatti stretti, passando per le informative dei singoli lavoratori ai medici di famiglia, fino alla successiva determina da parte dell’Asl”. A tal riguardo, Fim, Fiom e Uilm ritengono indispensabile, e con urgenza, un incontro con i responsabili aziendali, alla presenza dei medico competente, per un focus sulle azioni da svolgere in caso di possibili contatti con positivi al Covid”.

POSSIBILE OBBLIGO VACCINALE
“L’obbligo vaccinale” anti-Covid “per alcune categorie non è assolutamente un tabù e siamo pronti a prenderlo in considerazione. Ora affrontiamo queste settimane, vediamo quali saranno i dati delle vaccinazioni, dopodiché ci auguriamo che vi sia un senso di responsabilità che prevalga”. Lo ha dichiarato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, ai microfoni di ‘Restart 264’ su Cusano Italia Tv. Sul fronte vaccinazione, “il Governo ha deciso di avviare un percorso basato sul rapporto di fiducia tra Esecutivo e cittadini – ha sottolineato Costa – e mi pare che questo rapporto oggi abbia prodotto risultati importanti. Credo che in questa fase convenga continuare su questo percorso”, però “è chiaro che siamo pronti a valutare ogni iniziativa perché l’obiettivo è quello di proteggere i cittadini italiani”.

“L’introduzione del Green pass si è resa necessaria per garantire a coloro che non si vogliono vaccinare di poter tornare a lavorare e a svolgere le attività sociali. Vogliamo proseguire su questa strada, ma come detto siamo pronti a valutare ogni iniziativa”, ha ribadito il sottosegretario, sottolineando che “l’obiettivo è quello di raggiungere il 90% dei vaccinati”. “A quel punto credo che si possa aprire una fase nuova e rivedere anche le misure restrittive, come l’utilizzo del Green pass”. “Mancano circa 2 milioni di cittadini per raggiungere questo obiettivo” del 90% di immunizzati, ha aggiunto. “Spero maturi in loro la consapevolezza che, grazie alla loro vaccinazione, non solo mettono al riparo la propria vita, ma permettono anche al Paese di proseguire nel percorso di ritorno alla normalità e di ripresa economica”.

“Credo che quella del 90%” di vaccinati “sia una quota che ci permetterebbe una gestione endemica della pandemia – ha spiegato Costa – Ormai c’è la consapevolezza che non possiamo più parlare di immunità di gregge, perché anche un vaccinato può contrarre il virus, ma lo contrae in maniera molto più lieve. L’obiettivo del Governo è fare in modo che nessun cittadino muoia più di Covid e che nessuno finisca più in terapia intensiva. L’obiettivo del 90% crea que ste condizioni”. Quanto all’ipotesi di una proroga dello stato d’emergenza oltre fine anno, “come ha detto Draghi le eventuali valutazioni le faremo al momento opportuno. Credo che oggi sia una riflessione prematura – ha evidenziato Costa – Penso che ai cittadini preoccupi di più l’eventuale prolungamento delle misure restrittive come l’obbligo di Green pass, più che lo stato di emergenza che individua solamente un metodo gestionale. Credo che dobbiamo affrontare le prossime settimane con prudenza e senso di responsabilità, ma dobbiamo anche dire che oggi i cittadini non vaccinati possono usufruire delle libertà che sono state nel frattempo riconcesse grazie a quei 45 milioni che si sono vaccinati. Se continueranno ad esserci tanti concittadini che continueranno a non vaccinarsi – ha ammonito il sottosegretario – saranno proprio loro i corresponsabili della prosecuzione delle misure restrittive”.

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