Processo Capristo, interrogato l’ex socio di Amara | Tarantobuonasera

08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 21:25:00

Cronaca News

Processo Capristo, interrogato l’ex socio di Amara

foto di Carlo Maria Capristo
Carlo Maria Capristo

Si è tenuta in Tribunale di Potenza un’altra udienza del processo contro l’ex procuratore capo di Taranto Carlo Maria Capristo. In aula, davanti alla Sezione penale, nella mattinata del 3 novembre, sono stati interrogati altri testi del pubblico ministero. Sono stati ascoltati l’imprenditore siciliano Giuseppe Calafiore e un magistrato della Procura di Trani, il sostituto procuratore Giovanni Lucio Vaira. Il primo sui rapporti fra l’avvocato Piero Amara e Capristo e il secondo sui rapporti fra Capristo e i magistrati degli uffici giudiziari di Trani.

Calafiore è un ex socio dell’avvocato Amara, il legale, anche lui siciliano, dell’Eni che avrebbe rivelato l’esistenza della cosiddetta Loggia Ungheria, una presunta lobby della quale avrebbero fatto parte alti esponenti delle istituzioni e magistrati. Con Amara anche Calafiore, da quanto riportato da testate nazionali nei mesi scorsi, sarebbero stati indagati dalla Procura di Milano. Entrambi sono stati coinvolti in un’inchiesta su un presunto caso di corruzione di magistrati, condotta dalla Procura di Roma, che è giunta fino alla provincia di Taranto. Esattamente a Martina Franca in quanto sede legale di tre società di Amara e del suo domicilio fiscale dal 1° gennaio 2016, quindi prima dell’arrivo di Capristo al vertice della Procura di Taranto.

Il coinvolgimento in alcuni procedimenti penali è stato confermato dallo stesso teste. Rispondendo alle domande del pubblico ministero, Calafiore ha parlato anche dell’avvocato Amara e del poliziotto Filippo Paradiso, finito nel mirino della magistratura potentina in un’altra inchiesta insieme ad Amara. Anche Calafiore ha asserito di conoscere Paradiso che, ha dichiarato, “parlava solo con magistrati” e, ha detto, ha presentato Capristo ad Amara. Ma Calafiore ha precisato di non conoscere Capristo. Nel corso dell’esame si è parlato anche delle nomine di Capristo a procuratore di Taranto e dell’ex procuratore aggiunto di Taranto Pietro Argentino a procuratore di Matera. In questo procedimento, Capristo è accusato dalla Procura di Potenza di aver esercitato, attraverso un poliziotto suo autista, indebite pressioni sulla giovane pubblico ministero di Trani Silvia Curione nel tentativo, è sempre l’ipotesi accusatoria, di orientare un’indagine su un presunto caso di usura in cui erano indagati tre imprenditori del Barese. Le vicende di Trani si intrecciano con altre relative alla Procura di Taranto in cui all’epoca era in servizio il marito della pm Curione, anche lui sostituto procuratore.

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