05 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 06:54:46

Cronaca News

«Molti annunci, ma la realtà è un’altra»

foto di Ugo Lomartire
Ugo Lomartire

Riceviamo e pubblichiamo:

Continuiamo ad essere agli ultimi posti per qualità della vita e invece Taranto è una città che potrebbe essere in una condizione molto diversa. Le classifiche del Sole 24 Ore sulla vivibilità e sul gradimento del sindaco ci dicono che siamo agli ultimi posti in Italia. Queste classifiche fotografano bene la situazione della città. Quelle classifiche sono lo specchio di ciò che Taranto oggi è realmente. Partiamo dal quartiere che dovrebbe essere il biglietto da visita della città: Porta Napoli. È il quartiere nel quale si trova la stazione ferroviaria ed è la parte di città che prima di ogni altra si presenta agli occhi dei turisti dell’unica nave da crociera che approda al porto. Via Mercato Nuovo, via Porto Mercantile e via Costantinopoli sono nel totale abbandono ed è questo lo spettacolo che si offre agli occhi dei visitatori, sia quelli che provengono dalla stazione che quelli sbarcati dalla crociera. Per non dire della sofferenza alla quale sono sottoposti per questo degrado gli stessi abitanti di Porta Napoli Lo storico quartiere di Porta Napoli è poi il quartiere che ospita l’ex ristorante Al Gambero, altro monumento all’abbandono. Da anni sulla sorte dell’edificio che ha ospitato lo storico e glorioso ristorante si susseguono annunci: ogni volta si cambia destinazione. La verità è che siamo alla fine di questo mandato amministrativo e per il Gambero siamo sempre fermi agli annunci.

Da Porta Napoli alla Città Vecchia: Da anni al lungomare di via Garibaldi non si fanno manutenzioni e l’illuminazione è inesistente. Le stesse passerelle sono pericolose perché rotte in più punti. Da un lungomare all’altro, dalla Città Vecchia al Borgo: la scarpata è buia, manca l’illuminazione. Sul lungomare ci sono panchine non utilizzabili e in alcuni tratti della pavimentazione mancano i mattoni. E come se non bastasse non di rado spuntano grossi ratti a spaventare chi passeggia. Anche in questo caso ci sono stati tanti annunci sul recupero del pontile Rota, ma appunto si resta sempre e solo agli annunci. Ma non solo solo questi i problemi di vivibilità. In diverse zone della città infatti la manutenzione dei marciapiedi è ferma agli anni ‘90. Posso fare l’elenco dei marciapiedi sconnessi: Piazzetta Giuseppe Acquaviva alla Salinella, via Toscana, via Abruzzo, Piazza Pio X, via Georgiche (alle spalle dei Giardini Virgilio), via Petrarca, via D’Alò Alfieri, via Sorcinelli, via Temenide, via Diego Peluso, diversi tratti di via Dante. E questo solo per citarne alcuni. Il fatto è che in queste zone i cittadini pagano le tasse come gli altri ma non ricevono in cambio adeguati servizi e manutenzione. Aggiungiamoci il fallimento della raccolta rifiuti, in particolare la differenziata: si era partiti con la tessera – che era molto limitativa in quanto non utilizzabile dai turisti o da cittadini provenienti da altri quartieri – e poi si è tornati indietro. Il risultato è che oggi la città è sporca. E poi, parliamo tanto di turismo, ma a Taranto non c’è neppure un villaggio turistico. Infine, ma non ultimo per importanza, il centro sportivo Magna Grecia: è ridotto ad un rudere pericolosissimo, perché ci entrano facilmente i bambini che potrebbero farsi male seriamente.

Ugo Lomartire
Presidente Grande Taranto

2 Commenti
  1. Antonio Cappuccio 1 mese ago
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    Per non parlare delle strade, in particolare quelle che portano ai quartieri di Lama, Tramontone e San Vito, dove l’illuminazione è inesistente, specialmente dopo aver lasciato il pezzo che fiancheggia la base Navale.
    La litoranea è ancora a pezzi e le sospensioni delle auto vanno a farsi benedire, perchè l’Amministrazione Provinciale è ridotta ad un ectoplasma senza fondi e senza impegno….e tanto altro ancora.

  2. Monica 4 settimane ago
    Reply

    Ottimo articolo, veritiero,anzi ci sarebbe da dire di più ma i nostri amministratori non girano per cui non vedono. Anzi non vogliono vedere.

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