Parcheggio al posto dei pini, nuove accuse ai tre indagati | Tarantobuonasera

08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 21:25:00

Cronaca News

Parcheggio al posto dei pini, nuove accuse ai tre indagati

Il tribunale di Taranto
Il tribunale di Taranto

Dovranno rispondere anche di abuso d’ufficio i tre imputati nel processo sul parcheggio da realizzare al posto di un boschetto a Marina di Pulsano. Si tratta di una vicenda finita sotto la lente d’ingrandimento della magistratura per fatti risalenti al 2019 oggetto di una denuncia di uno dei proprietari di una delle ville del famoso Villaggio Fata Morgana, nonché giudice in pensione, Luciano La Marca. L’area boschiva in questione, di circa mille metri quadrati, che si trova vicino alla nota struttura ma è di un’altra proprietà, è stata sottoposta a sequestro.

A conclusione delle indagini svolte dai militari della Forestale scattate in seguito alla denuncia in Procura a Taranto, il pubblico ministero ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per l’amministratore unico della società proprietaria del terreno e per due funzionari pubblici che hanno rilasciato le autorizzazioni per effettuare i lavori, contestando i reati di abuso d’ufficio, di deturpamento e distruzione di bellezze naturali e violazione delle norme ambientali. La società non ha nulla a che fare col noto villaggio, ma è proprietaria del terreno vicino alla struttura. Il gup del Tribunale di Taranto Francesco Maccagnano aveva accolto la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm a carico dei tre imputati ma soltanto per i reati (contravvenzionali) in materia ambientale; mentre li aveva prosciolti dalla contestazione più pesante, quella di abuso d’ufficio.

Ma l’autore della denuncia, nonché parte civile nel procedimento, il dottor La Marca, costituitosi tramite l’avvocato Domenico Gallo, ha impugnato la sentenza di proscioglimento dinanzi alla Corte d’Appello di Lecce che ha ritenuto fondate le ragioni della sua opposizione e ha disposto il rinvio a giudizio anche per il reato di abuso d’ufficio. Nel mirino sono finiti gli atti amministrativi adottati dai funzionari, ritenuti dall’accusa e dalla parte civile illegittimi. Secondo l’autore della denuncia e stando alla ricostruzione degli investigatori, nell’area boschiva l’abbattimento di numerosi Pini d’Aleppo e di cespugli di macchia mediterranea avrebbe consentito di recuperare una superficie più ampia da destinare al parcheggio. A quanto, pare per una quarantina di posti auto. Nella vicenda si sono costituiti parte civile anche la Regione Puglia, il Comune di Pulsano e l’Adusbef. Il dibattimento inizierà il 19 gennaio davanti al giudice monocratico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche