Scoperti a Taranto altri 231 furbetti del reddito di cittadinanza | Tarantobuonasera

08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 22:53:00

Cronaca News

Scoperti a Taranto altri 231 furbetti del reddito di cittadinanza

foto di reddito di cittadinanza
Reddito di cittadinanza

E’ appena terminata la prima campagna, iniziata nel mese di maggio scorso, durante la quale l’Arma dei Carabinieri di Taranto, ha effettuato, nell’ambito di diversi comuni della provincia jonica, approfonditi controlli per contrastare i furbetti del reddito di cittadinanza. Il monitoraggio, svolto da specifiche task force istituite all’interno di ciascuna delle cinque Compagnie che dipendono dal Comando provinciale, con l’ausilio dei loro colleghi del Nucleo ispettorato del lavoro e la collaborazione dell’Inps ha riguardato Taranto, la borgata di Talsano, Statte, San Giorgio Jonico, Montemesola, Ginosa, Avetrana e Manduria. Sono stati controllati 6176 persone che fanno parte di 2551 nuclei familiari. In particolare, i carabinieri, per ciascun percettore del reddito di cittadinanza, hanno esaminato la sussistenza dei requisiti previsti dalla norma per usufruire del beneficio attraverso una meticolosa analisi, che ha riguardato, l’indicatore Isee, il patrimonio mobiliare (depositi, conto corrente), autoveicoli e motoveicoli, il patrimonio immobiliare, il possesso della cittadinanza italiana, l’esatta composizione del nucleo familiare e la presenza di eventuali familiari detenuti, situazioni di reddito “zero” e nuclei familiari con titolare italiano e familiari extracomunitari.

L’esame è stato ovviamente condotto in aggiunta alla verifica circa la sussistenza di condanne iscritte a casellario giudiziale e di casi in cui fosse stata applicata al percettore una misura cautelare personale, anche a seguito di convalida di arresto o di fermo. Le attività hanno consentito di denunciare 231 persone (di cui 79 stranieri) per percezione indebita del reddito di cittadinanza, per un importo complessivo di 1.414.468 euro. I militari hanno, inoltre, rilevato e contestato plurime dichiarazioni mendaci sulle relative Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU) , documento cardine su cui si basa la richiesta del beneficio, che hanno riguardato mancati inserimenti di proprietà immobiliari, mancanza di alcuni requisiti previsti dalla norma e omissione di familiari compresi nello stato di famiglia già percettori del beneficio. A tal proposito meritano menzione due singolari episodi, scoperti dalla task force dei carabinieri della Compagnia di Taranto, che nel corso delle indagini ha individuato un settantunenne tarantino, disoccupato, che percepiva il reddito di cittadinanza ma che al contempo era proprietario, insieme alla moglie ed al figlio di ben diciassettre autovetture e di una mot, tra cui una Bmw, una Mini Cooper, tre Jeep, due Smart e una Kawasaki Ninja. L’uomo, che tra il dicembre 2020 e il luglio 2021 ha percepito il RdC per un totale di 14.400 euro, è stato segnalato alla locale Procura ma anche all’Inps ai fini della revoca dell’erogazione del beneficio. Il secondo caso riguarda una donna di Talsano che ha percepito il sussidio nonostante un componente del suo nucleo familiare fosse titolare di redditi nell’ultimo triennio pari a euro 320.000, 143.000 e 164.000 euro.

Gli investigatori dell’Arma chehanno condotto numerosi controlli tra il capoluogo e i centri della provincia per contrastare i furbetti del reddito di cittadinanza, tengono a sottolineare che l’articolo 7 comma 1 del Decreto Legislativo N. 4/2019 recita che chiunque, al fine di ottenere indebitamente il beneficio di cui all’articolo 3, rende o utilizza dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute, è punito con la reclusione da due a sei anni. Il comma 2, invece, che l’omessa comunicazione delle variazioni del reddito o del patrimonio, anche se provenienti da attività irregolari, nonchè di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio è punita con la reclusione da uno a tre anni.

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