Lucia Mastromarino: «Con Rossini festeggiamo i 950 del giubileo di San Cataldo» | Tarantobuonasera

08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 22:53:00

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Lucia Mastromarino: «Con Rossini festeggiamo i 950 del giubileo di San Cataldo»

foto di Lucia Mastromarino
Lucia Mastromarino

Andrà in scena venerdì, 19 novembre, alle 20,30, nella Cattedrale di San Cataldo, l’opera a quattro parti con accompagnamento di due pianoforti e fisarmonica classica di Gioacchino Rossini, “Petite Messe Solennelle”. A presentarci l’evento, ci pensa il mezzosoprano Lucia Mastromarino, talento di notevole spessore del territorio ionico

L’Opera di Gioacchino Rossini “Petite Messe Solennelle” a Taranto nella Cattedrale di San Cataldo. Un altro evento di grandissimo spessore per la città ionica. Perché quest’opera e perché Gioacchino Rossini?
«Ho scelto la Petite Messe Solennelle di Rossini per festeggiare i 950 del giubileo di San Cataldo e il ritrovamento del Suo corpo. Quale ricorrenza più spirituale e mistica avrebbe potuto rendere questa ricorrenza così speciale se non L’ esecuzione di uno dei capolavori Rossiniani più amati di tutti i tempi? Allo stesso tempo Intensità, religiosità, densità vocale gridano al mondo intero la “voglia” di uscire da questa pandemia e la voglia di rinascere nella fede. Un’esecuzione che anche a distanza di anni emoziona, appassiona e rende viva la voglia di fare arte e di comunicare emozioni»

La location della Cattedrale di San Cataldo è particolarmente suggestiva. Come è avvenuto questa scelta?
«La Basilica Cattedrale di San Cataldo è uno dei luoghi più amati di Taranto e la più antica di Puglia. Mille anni di storia rendono questo luogo di culto la “dimora” ideale per accogliere una composizione di così grande spessore mistico e spirituale dove voci, emozioni, cori che ricordano il canto degli angeli assumeranno un valore senza tempo ne spazio. Siamo così presi da una realtà dove la riflessione e il dialogo con sé stessi e Dio sembra oramai svanito. Dobbiamo ritornare a meditare e ascoltare le nostre emozioni e ritrovare la fede anche attraverso la musica».

Come si articolerà l’evento e quali saranno le peculiarità della serata?
«Eseguiremo la versione originale di Rossini per due pianoforti, coro, 4 solisti e, fiore all’occhiello ho deciso di sostituire L’harmonium con la fisarmonica classica perchè il suono di questo strumento si avvicina moltissimo all’harmonium ma allo stesso tempo dà un tocco di modernità ed eleganza che Rossini avrebbe sicuramente apprezzato! Un harmonium è proprio come un’armonica e una fisarmonica, un aerofono e un lamellofono allo stesso tempo. Il suono è creato dalla risonanza delle canne e dalle vibrazioni dell’aria causate dalle canne in movimento e la fisarmonica lo sostituisce egregiamente. Certamente c’è stato un cambio di gusto nella società e bisogna anche avere il coraggio di affrontare nuove sonorità sempre nel rispetto di quello che ha scritto l’autore. Non stravolgere ma valorizzare. Questo è il motto. Anche per avvicinarsi alle nuove generazioni sicuramente più propense all’ascolto di sonorità più ricche e armoniche».

Prenderanno parte all’evento diversi artisti di grande talento e con una carriera alle spalle notevole. Come è avvenuta la scelta di ogni singolo musicista e chi nello specifico si è occupato del cast?
«Abbiamo scelto artisti con una carriera internazionale alle spalle e di esperienza. Bravi per la tecnica ma soprattutto per le loro capacità comunicative e interpretative. Essere bravi interpreti presuppone non solo una padronanza assoluta della tecnica ma anche la capacità di trasmettere dei sentimenti e delle forti emozioni al pubblico. Questo implica mettere a nudo la propria anima senza riserve e senza egoismo. Rossini, nella sua partitura ha scritto ogni minima cosa nel dettaglio: ogni piano, ogni accento, ogni sforzato, ogni “dolce” ha un significato e i nostri artisti saranno in grado per la loro sensibilità ed esperienza di trasmettere quel qualcosa in più che rende una performance straordinaria. Mi sono occupata personalmente della scelta del cast valutando dettagli, attitudine, ma soprattutto sensibilità verso sé stessi e verso gli altri. Cantare non vuol dire “urlare suoni a vanvera”… cantare significa donare emozioni. Ma ció è possibile solo se i protagonisti hanno esperienza e anima».

Lucia Mastromarino, un talento tutto tarantino che si esibisce nella sua città, ma soprattutto in un luogo sacro e di culto della propria terra. Che sensazioni prova e come considera questo evento per la sua carriera?
«Ho avuto la fortuna di cantare moltissime volte la Petite Messe Solennelle. Sono molto felice, mi rendo conto che e’ stata una scelta coraggiosa tenuto conto che questa composizione è così profonda, a volte inafferrabile e geniale come un quadro di Picasso».

Come è avvenuta la sua formazione e come si è sviluppata la sua carriera?
«Ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia che mi ha cullata al suono di Chopin e Opere di Puccini, pur non essendo musicisti sin dalla tenera età hanno appoggiato e sostenuto i miei desideri e attitudini. Non senza sacrifici mi sono trasferita a Milano e poi le prime audizioni, le prime scritture e le prima soddisfazioni che mi hanno portata ad essere quella che sono. Ho avuto la fortuna di collaborare con grandi maestri e soprattutto di avere esperienze diversificate. Tra Londra, Madrid, Miami».

Maurizio Mazzarella

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