27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 07:37:00

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Il Taranto

Predestinato rossoblu. L’evoluzione di Antonio Ferrara sembra essere parallela al percorso del Taranto che ha riabbracciato il professionismo: il terzino sinistro rappresenta un punto fermo, uno dei fari per lo sviluppo dell’idea tattica, una figura al limite dell’imprescindibilità per la manovra. Ribadisce con orgoglio la cronologia inerente alla sua militanza nelle fila ioniche, Antonio Ferrara: quattro anni in cui è progredito, si è imposto per le sue qualità e la sua visione di gioco, è approdato come giovane di belle speranze e prospettive ed ha saputo cesellare il suo talento, sino al meritato debutto in categoria professionistica.

L’epiteto di under, nonostante la sua anagrafe lo consenta, non sembra più adatto per lui: Giuseppe Laterza, allenatore rossoblu, gli ha regalato una descrizione che suona come un encomio, al termine della partita vinta contro il Palermo. “Antonio Ferrara sta dimostrando di essere un giocatore di altra categoria- aveva spiegato il tecnicoL’anno scorso a tratti era superficiale, adesso vanta una lettura ed una concentrazione devastanti su ogni palla. Si propone in avanti, tecnicamente può offrire ancora tanto e nel modo giusto. Sta lavorando benissimo, con piglio diverso”. Un’illustrazione che testimonia maestria didattica e psicologica: “Ringrazio il mister per le paroleesordisce con una genuinità mai dimenticata, il giovane Ferrara- Io resto umile e cerco di essere sempre concentrato, di dare il massimo sia in allenamento che in partita”.

Racconta con orgoglio la sua scelta di continuare la sua avventura in riva allo Ionio: “Durante l’estate, ho ricevuto molte offerte da parte di club professionistici. Insieme col mio procuratore è stato intavolato un confronto col presidente Giove, abbiamo parlato ed ho deciso di rimanere a Taranto perché voglio crescere con questa squadra e dare continuità al lavoro iniziato quattro anni fa”. Un autentico attestato di devozione: “Sinceramente trovo poche differenze tra la serie D che abbiamo disputato e la Lega Proconfida il laterale sinistro di origini campane- Credo che il girone meridionale sia molto forte, competitivo, composto da organici allestiti nel dettaglio con valori importanti, gli ambienti sono molto caldi. Troviamo giocatori che hanno disputato categorie superiori, i quali rappresentano il valore aggiunto per l’ambizione di club come Bari o Catanzaro. Sicuramente è livellato verso l’alto”. Il Taranto è accreditato come la piacevole sorpresa di questa prima parte del torneo: risultati mai frutto del caso, ma di un processo mnemonico di concetti, prove, esperimenti anche necessari del quale, naturalmente, Antonio Ferrara fa parte.

“Siamo passati dal 4-3-3 al 4-2-3- 1, almeno per il momento. Non ci sono differenze per me, cerco di mettere in pratica quello che mi chiede il mister- spiega- Mi concentro e mi applico per eseguire le sovrapposizioni e le progressioni sulla mia corsia di pertinenza, quella mancina: contribuire alla manovra offensiva generale è fondamentale per la nostra mentalità di gioco. Dobbiamo interpretare con equilibrio entrambe le fasi di possesso e non possesso palla, la nostra prerogativa”. Un discorso di reparto e di binario: nel primo caso, Ferarra è attuale erede e “superstite” della difesa dello scorso anno; nel secondo, il riferimento ad una stabilità maggiore è stato più volte evidenziato. “Credo che la sintonia coinvolga entrambe le fasce, sia a sinistra che a destra: segno di una solidità del gruppo che cerca di rispecchiare i suoi valori nel corso di ogni prestazione- sorride e distribuisce meriti- Collaboriamo con tutti gli elementi che si sono avvicendati, perché il dialogo fra i reparti è sempre la base”. La serata vittoriosa contro il Potenza è coincisa con l’apoteosi per il giovane Antonio Ferrara: primo sigillo, di pregevole fattura, realizzato con una maglia rossoblu speciale, perché impreziosita dalla fascia di capitano custodita da Marsili, costretto ad abdicare dal match per noie fisiche. “Per me sabato è stata la giornata perfetta, perché è un onore indossare la fascia di capitano, come la mia militanza nel Taranto da quattro campionati- esclama felice- E’ una responsabilità, forse mi ha portato fortuna ed ispirato il gol. Nel momento della sostituzione, è stato emozionante cederla a Falcone che ritornava in campo dopo mesi di sofferenza per l’infortunio: mi è sembrato un atto dovuto, Gigi è molto importante per il nostro gioco e per lo spirito di squadra, è un giocatore molto forte che ci ha offerto tanto l’anno scorso”.

S’illumina nel narrare il suo gol che è valso il raddoppio: “Ho recuperato palla dalla trequarti nostra e l’ho portata sino alla porzione della squadra avversaria: ho visto Giovinco da solo al limite dell’area, abbiamo scambiato, lui ha agito di prima e da lì ho visto il portiere che mi ha chiuso lo specchio. Ho cercato di alzare la sfera per centrare la rete, e così è stato. Appena è entrata in porta, io sono corso subito sotto la Curva Nord: è quello che aspettavo da quattro anni”. Omaggio alla passionale tifoseria ed al suo incessante sostegno: “Conosco bene il nostro pubblico, è il cosiddetto dodicesimo uomo in campo, ci aiuta tantissimo e siamo contenti che siano stati riaperti gli stadi. La Curva Nord è l’elemento trascinatore”. Il Taranto è atteso da un mese di novembre all’insegna delle trasferte, la prima, imminente, nella tana dei lupi dell’Avellino: “Una partita molto importante contro un avversario molto forte ed ostico. Gli uomini di Braglia vorranno imporre la propria manovra: stiamo preparando con tranquillità e sicurezza le nostre strategie, andremo al Partenio per giocarcela a viso aperto, magari con un approccio indovinato. Noi pensiamo partita dopo partita, cerchiamo di conquistare più punti possibili: pensiamo alla salvezza e poi…si vedrà!”.

Alessandra Carpino

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