08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 07 Dicembre 2021 alle 22:57:00

Cronaca News

Mobbing e molestie a impiegata, sette assoluzioni e una condanna

Il caso all'Ordine dei Commercialisti di Taranto


TARANTO – Sette assoluzioni, una condanna per un solo capo d’imputazione e la trasmissione degli atti alla Procura per colei che aveva presentato denuncia. Si è sgretolato di fronte alla prova dell’aula il presunto caso di mobbing e violenza sessuale che nel 2017 ha coinvolto i vertici dell’Ordine dei Commercialisti ed esperti contabili di Taranto.

Stando alla ricostruzione dell’accusa, un’impiegata dell’Ordine, fra il 2013 e il 2016, sarebbe stata vittima di maltrattamenti, vessazioni e anche di un episodio di molestie sessuali contestato ad uno degli imputati. Sotto accusa sono finiti il presidente, il segretario, ex tesorieri, il tesoriere in carica dell’epoca e alcune impiegate. In seguito alla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero Rosalba Lopalco la vicenda è approdata in udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Taranto Francesco Maccagnano.

Nella sentenza emessa venerdì 5 novembre, a conclusione del procedimento celebrato col rito abbreviato, il giudice Maccagnano ha assolto dal reato di maltrattamenti “per non aver commesso il fatto” Gregorio Pecoraro, attuale sindaco di Manduria e segretario dell’Ordine, gli ex tesorieri Riccardo Scialpi e Maria Rosaria Chiechi, Angela Cafaro (tesoriere all’epoca dei fatti), Teresa Giusto, Lucia Arina e Lucia Brigante (impiegate dell’Ordine). Scialpi (difeso dagli avvocati Gaetano Vitale e Annalisa Marinelli), l’imputato gravato dalle imputazioni più pesanti,  è stato assolto con formula piena anche dalle altre accuse “perché il fatto non sussiste”. Inoltre, la parte civile dovrà rimborsargli le spese processuali. Nei confronti della donna, il giudice ha disposto la trasmissione alla Procura dei verbali delle sue dichiarazioni rese in aula nel corso di due udienze. Il pm dovrà valutare se nelle sue dichiarazioni la donna sia incorsa in qualche reato.

Condannato ad 1 anno, 1 mese e 10 giorni per il capo d’imputazione di maltrattamenti il presidente dell’Ordine (dell’epoca e attuale) Cosimo Damiano Latorre che ha beneficiato oltre che della sospensione condizionale della pena anche della non menzione nel casellario giudiziale. Il giudice lo ha condannato al risarcimento dei danni da liquidarsi in sede civile in favore della parte offesa, al pagamento di una provvisionale e a rifondere le spese processuali sostenute dalla donna,

Il pm, la parte civile o l’imputato condannato potranno impugnare la sentenza e presentare appello dopo il deposito delle motivazioni nei canonici 90 giorni indicati dal dispositivo,

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