28 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2021 alle 08:11:24

Cultura News Storia

Ottantuno anni fa “La notte di Taranto”

foto di Ottantuno anni fa "La notte di Taranto"
Ottantuno anni fa "La notte di Taranto"

Nella nostra rubrica settimanale, ideata e curata da Antonio Fornaro, gli approfondimenti riguardano nell’ordine l’Ottava del Pellegrinaggio al Cimitero di Taranto, la “Notte di Taranto” e la festa di San Martino. Questi i santi della settimana: Ercolano di Perugia, Alfredo di Amiens, Leone Magno, Martino di Tours, Giosafat e Omobono, patrono di Cremona, la cui statua si trova nella Chiesa di Sant’Anna nella Città Antica di Taranto. La Chiesa Cattolica questa settimana venera la Madonna sotto i titoli di: Madonna del Rimedio, della Montagna, della Buona Morte, degli Esercizi Spirituali, della Libera e il patrocinio di Maria Santissima.

Queste le effemeridi della settimana: l’11 novembre 1940 la “Notte di Taranto”, il 10 novembre 1867 scompare il garibaldino Francesco Saverio Fanelli, il 13 novembre 1373 Filippo Imperatore d’Oriente viene sepolto nella tomba regale del Duomo di Taranto. Questi i detti della settimana: “Di San Martino ogni mosto diventa vino”, “Cornuto picchiato e cacciato da casa”, “Se i cornuti potessero volare il sole non uscirebbe mai”, “E’ meglio essere cornuto e non fesso perché il fesso lo conoscono tutti, il cornuto non è conosciuto da nessuno”, “Il povero muore ben sazio”. Il primo approfondimento di oggi riguarda il tradizionale pellegrinaggio per i defunti al San Brunone giunto alla quarantacinquesima edizione.

Quest’anno il tradizionale pellegrinaggio muoverà dalla Chiesa di San Giuseppe nella Città Antica accompagnato dalla banda che eseguirà le marce funebri. I labari e i loro portatori si faranno trovare all’ingresso del Cimitero per poi proseguire fino alla cappella comunale dove sarà celebrata la Santa Messa. Tale pellegrinaggio ebbe il suo inizio 1900 ma si deve alla “Pia Associazione della Buona Morte e Suffragi” la versione attuale, nel senso della tradizione, di tale pellegrinaggio. E’ importante ricordare che la prima fase si concluse nel 1935. Fu ripreso, per quanto attiene l’epoca a noi contemporanea, nel 1976. Per quanto riguarda lo svolgimento ricorderemo che tale pellegrinaggio partiva nel passato dalla Chiesa del Santissimo Crocifisso. Il secondo appuntamento ricorda che quest’anno ricorre l’ottantunesimo anniversario della “Notte di Taranto” avvenuto l’11 novembre del 1940 che vide l’attacco improvviso degli aerei inglesi alla nostra flotta navale presente nel Mar Grande.

Furono colpite e danneggiate le navi Cavour, Duilio e Littorio. Ci furono 59 morti e circa 600 feriti. L’attacco fu definito la ‘Pearl Harbour’ degli inglesi contro gli italiani. Grande fu lo sgomento di tutti i tarantini che si riversarono sul Lungomare a causa del terribile scoppio che provocò danni materiali e molta paura soprattutto fra i cittadini che andavano alla ricerca di notizie dei loro cari imbarcati sulle unità navali colpite dal nemico. Ancora oggi sono numerosi i tarantini che ricordano quella data rimasta scritta nella storia e nei cuori. Sempre l’11 novembre ricorre la prima delle tre feste che i martinesi riservano a San Martino, loro patrono; le altre festività sono quella del 17 marzo e quella di luglio ma la festività più antica è quella che risale al 1260 che è relativa ai festeggiamenti dell’11 novembre. San Martino era ungherese, fu militare e donò metà del suo mantello ad un povero. Fu battezzato a 23 anni e dieci anni dopo fu ordinato sacerdote e vescovo di Tours. Morì l’8 novembre del 1326. Nel 1526 gli Ugonotti bruciarono il suo corpo e si salvarono solo alcune reliquie. In Francia 500 città e 4 mila chiese portano il suo nome. In Italia a lui sono intitolate 134 città e paesi. Molto diffuso è il suo culto in Puglia. Anticamente il culto di San Martino era diffuso a Taranto dove ancora oggi al Santo nella Città antica sono intitolate una via, una scaletta, una salita, un arco e un largo.

Nella seconda metà del Cinquecento in Largo San Martino c’era una Chiesa che fu chiusa al culto durante la Prima Guerra Mondiale e diventò deposito di munizioni, poi fu adibita a scuola ed abbattuta. A Taranto c’era un ricovero riservato ai mendicanti di cui San Martino è patrono. Monsignor Brancaccio ci fa sapere che nel 1577 non c’era più, nella Cripta di San Cataldo, l’altare intitolato al Santo patrono dei viaggiatori, dei poveri, dei prigionieri, dei pastori, dei soldati, dei cavalieri, degli armaioli e dei commercianti di stoffe; infatti a Martina si svolge la tradizionale fiera del cappotto e dei tessuti. E’ anche patrono degli animali domestici e in particolare dei cavalli e delle oche ed è invocato per guarire molte malattie. E’ invocato anche come patrono dei cornuti per una storia molto complicata che legò questa diceria alla fiera degli animali cornuti.

Nel passato la festa in suo onore era diventata una specie di Capodanno in cui si facevano i regali ai bambini, si rinnovavano le locazioni, si traslocava e si aprivano le scuole e i Parlamenti. Ancora oggi si festeggia il vin novello a San Martino. È patrono dei soldati e per questo si diceva ‘gabbare San Martino’ per indicare disertare. Legato a San Martino è anche la cosiddetta “Estate di San Martino. L’11 novembre in Chiesa ancora oggi le donne siedono a destra e i mariti a sinistra e tutto ciò si ripete anche a pranzo. Per la parte culinaria dobbiamo ricordare che i martinesi mangiavano orecchiette fatte in casa, ragù di carne, braciole di cavallo, polpette d’uovo, salsiccia, fegatini al fornello, capocollo e bevevano vino novello e per dolce mangiavano la copeta e la marmellata di mela cotogna. Anche in campagna si festeggiava con i prodotti della terra.

1 Commento
  1. Vincenzo Frisenda 3 settimane ago
    Reply

    Caro professore, nei tuoi interventi sei sempre puntuale e preciso tanto che appena noto, sul giornale che “ci sei” corro a leggerti. Oggi hai scritto della famosa notte di Taranto che ho vissuto dalle finestre dove abitavo, che affacciavano sulla “ringhiera”. Ho da farti un rilievo (e perciò mi scuso). Hai scritto: della “Notte di Taranto” avvenuto l’11 novembre del 1940 che vide l’attacco “improvviso” degli aerei inglesi alla nostra flotta”. Sono certo che tu ben conosci la storia di quella notte che non ha nulla di improvvisazione. Al riguardo leggiti il libro scritto dal c/te Antonino Trizzino “Navi e Poltrone” dove è riportata tutta la vicenda che non ha nessun parente con l’aggettivo ”improvviso”. Lo stesso Trizzino per quel libro fu giudicato parecchie volte ma alla fine il Tribunale di Milano lo mandò assolto. Scusami ancora e ti saluto.
    Vincenzo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche