“Ecosistema Urbano”, Taranto sale al 77esimo posto. Scalate nove posizioni | Tarantobuonasera

08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 22:53:00

Cronaca News

“Ecosistema Urbano”, Taranto sale al 77esimo posto. Scalate nove posizioni

foto di Il Palazzo di città di Taranto visto dal mare
Il Palazzo di città di Taranto visto dal mare

Nell’edizione 2021 di Ecosistema Urbano, il Rapporto annuale sulle performance ambientali delle città italiane, realizzato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, Taranto registra un indice pari al 45,66% (contro il 53,05% della media italiana) e si classifica al 77° posto su 105 città monitorate. Un dato migliore di quello dell’anno scorso sia per l’indice complessivo, che era stato pari al 41,28%, che per la posizione in classifica che nel 2020 aveva visto la città dei due mari all’86° posto. Il Rapporto Ecosistema Urbano 2021 vede Trento prima in classifica, con un indice pari al 84,71%, Reggio Emilia seconda con il 77,89%, Mantova terza con il 75,14 e quarta Cosenza con il 74,21, migliore performance nel Mezzogiorno con un miglioramento di quasi 9 punti percentuali rispetto al 2019 in cui aveva registrato il 65.52%.

In Puglia, Lecce al 67° posto con un indice del 49,64% fa meglio di Taranto, mentre Bari all’88° posto con il 42,53%, Foggia al 90° posto con il 41,49%, Brindisi al 103° posto con il 30,03%, registrano un risultato peggiore. «Siamo contenti per il miglioramento di diversi indicatori dello stato dell’ecosistema urbano della nostra città: a volte si tratta solo di piccoli passi in avanti, a volte di un progresso più consistente, ma sono complessivamente il segno di un cambiamento in atto positivo, che va rafforzato ponendosi obiettivi ambiziosi anche a breve termine e perseguendo con tenacia il loro raggiungimento: l’esperienza di altre città del Sud, come Cosenza, ci dice che è una sfida che è possibile vincere – commenta Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto – All’amministrazione comunale indichiamo cinque priorità che attengono temi e proposte per cui ci battiamo da anni: 1. Adozione della raccolta differenziata dei rifiuti in tutta la città e di rilevanti correttivi per i quartieri in cui è già in atto, per migliorare i risultati conseguiti, che non sono soddisfacenti: abbiamo già avanzato, in merito, proposte precise. 2. Incremento degli alberi e del verde disponibile in area urbana lavorando nel solco della nostre proposte di mettere a dimora duecentomila alberi entro il 2025 e di un Piano Strategico Verde per Taranto che definisca una chiara idea di gestione per evitare il rischio di un successivo progressivo degrado. 3.

Estensione significativa delle Isole pedonali, in particolare nel Borgo, in Città Vecchia e nelle aree a maggiore densità commerciale collocate in altri quartieri cittadini. 4. Sviluppo della ciclabilità, a partire dalle piste ciclabili, ma anche dalle rastrelliere nelle scuole, negli edifici pubblici, nelle piazze, che darebbero un valido supporto allo sviluppo della mobilità dolce. 5. Istallazione di impianti solari pubblici, ancora pochissimi rispetto alle necessità imposte da una transizione ecologica cui non possiamo sottrarci». «Per noi è importante ribadire che il dato della qualità dell’aria ottenuto in corrispondenza con i livelli di produzione di acciaio più bassi che si ricordino per lo stabilimento siderurgico tarantino, pari nel 2020 a circa 3,5 milioni di tonnellate annue, non può lasciare tranquilli.

Siamo estremamente preoccupati per quello che potrà avvenire in seguito ad un incremento della produzione ottenuto dall’utilizzo degli attuali impianti, con le cokerie che, peraltro, ancora attendono la piena attuazione degli interventi previsti dalla Autorizzazione Integrata Ambientale – conclude la presidente di Legambiente Taranto – Torniamo a chiedere il rapido avvio di un processo di decarbonizzazione dell’ex Ilva che porti in tempi ragionevoli – e non biblici – alla fine del ciclo integrale basato sul carbone e preveda da subito, insieme a forni elettrici, l’inizio della rivoluzione dell’idrogeno verde per la produzione di acciaio. Il Governo si decida a disporre quella Valutazione preventiva del Danno Sanitario che chiediamo inascoltati da anni, volta ad appurare la produzione annua di acciaio realizzabile senza rischi inaccettabili per la salute, sia in prospettiva che in base all’attuale quadro emissivo dal siderurgico di Taranto. Nelle more ribadiamo la richiesta di abbattere in via prudenziale del 50% la capacità produttiva massima attribuita agli impianti attualmente in uso, portandola da 6 a 3 milioni di tonnellate annue».

Ecco i singoli dati tarantini del 2021, confrontati con quelli del 2020 e del 2019: no2 concentrazione media in ug/mc: 10 nel 2021, 14 nel 2020 e 10 nel 2019; ozono giorni superamento media mobile sulle 8 ore di 120 ug/ mc: 9 nel 2021, 11 nel 2020 e 13,5 nel 2019; PM 10 concentrazione media in ug/mc: 24 nel 2021, 23 nel 2020 e 20 nel 2019; consumi idrici domestici [l/ab giorno]: 130,9 nel 2021, 126 nel 2020 e 128 nel 2019; dispersione (erogata/ immessa): 27,1% nel 2021, 48,6 nel 2020 e 47,2 nel 2019; efficienza depurazione (% Istat 2016): 87%; rifiuti pro capite (kg/ab): 534 nel 2021, 553 nel 2020 e 544 nel 2019; raccolta differenziata: 25,2% nel 2021, 15% nel 2020 e 17% nel 2019; passeggeri Trasporto Pubblico (pass/ab): 29 nel 2021, 51 nel 2020 e 47 nel 2019; percorrenza Trasporto Pubblico (km-vettura/ab): 38 nel 2021, 36 nel 2020 e 33 nel 2019; isole pedonali (mq/ab): 0,17 nel 2021, 0,10 nel 2020 e 0,10 nel 2019; infrastrutturazione per ciclabilità (metri equivalenti/100ab): 3,5 nel 2021, 3,38 nel 2020 e 3,35 nel 2019; alberi (alberi/100 abitanti): 17 nel 2021, 9,27 nel 2020 e 8 nel 2019; verde totale (mq/ab): 14,4 nel 2021, 13,87 nel 2020 e 13,5 nel 2019; uso suolo efficiente: 3 nel 2021, 3,60 nel 2020 e 3,90 nel 2019; auto (auto/100ab): 58 nel 2021, 56,48 nel 2020 e 56 nel 2019; incidenti (morti+feriti/1000 ab): 4,6 nel 2021, 4,43 nel 2020 e 3,8 nel 2019; solare pubblico (kw/ab): 1,13 nel 2021, 1,13 nel 2020 e 0,32 nel 2019

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